La baia senza vele

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baia nel bar

Amore mio, da dentro,

da oltre il mio bicchiere,

sento il vento fischiare.

Non ho per niente freddo,

tocco persino il mare

mentre accarezzo il cielo,

sul tavolino nero

di questo bar leggero

con l’occhio così grande

che sembra di viaggiare.

Ma questa primavera

non basta a riscaldare

e mancano le vele

al sogno di partire.

L’ennesimo ritorno dell’ennesima sera dell’ennesima primavera

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ragazzo in cammino con uova al tramonto

La primavera ce lo fa sapere…

Qui da noi cominci a vedere

piccoli gusci d’uova rotte

per la strade e senti il merlo

fischiare. Sono bei segni, amore,

e dovremmo sperare.

Eppure, tu sapessi, certe sere,

come m’incombe il rosso

del tramonto sul mare!

È uno strappo vivo nel cuore.

Scampoli di vita

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Barriera Margherita

Abbiamo venduto

scampoli di vita

a poco prezzo,

ci è bastato un orecchio

di pietoso ascolto.

Ho venduto parole

alla mia fermata

sotto il portico nero

minaccioso di piccioni

e calcinacci sparsi

mentre aspettavo il bus(se).

Mi hanno venduto

funerali e i loro morti,

spese al mercato

messe dai greci,

e operazioni all’anca.

Si fa per solitudine

di vendersi così.

È stato in primavera

e poi d’inverno

e hanno saputo

che tu suonavi il piano

e che studiavi molto

ed è passato il vento

e tanto tanto tempo,

sei diventato grande

e io non esco più.

L’ultima neve

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l'inverno che se ne va

Suonano di ossa stanche

i miei già lenti passi nella vita

e più la primavera affanna i rami

di fiori gemme e nidi nuovi

e inventa cieli azzurri e voli

più io mi sento estranea e grave

e più si fa vicino il bianco giorno

in cui mi donerò all’inverno

e gli sarò compagna in gelide contrade.

I giorni gelidi di marzo

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primavera e inverno

Gemme molli

la mano del gelo

artiglia, casti seni.

Piangono i lenti rami

ghiaccioli lacrimanti

per i morti tenui fiori,

bianchi ventri e vani

senza frutto cadenti

dal sedotto susino.

(Tardivi amori emotivi. La giovane Primavera e il vecchio Inverno, o altri amori infelici)

Primula da bar

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primula da bar

Io non sono naturale,
perché mi diverto a creare.
Vanità del trucco sul mio viso,
maschera d’impertinenza
per non svelare nuda
la mia anima di bambino
totalmente indifesa.
Come la primula del bar
che è sempre primavera
che è sempre mattino.

Neve a settembre (dalle “poesie molto popolari”)

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mucca firmata

Finta la transumanza

anche la più bella mucca

la più premiata è nella stalla,

in terra la coccarda ambita

e sfatti i calpestati i fiori.

Eppure il paese è stato in festa

e c’era il  mercato e ridere,

a noi, non è costato niente,

come l’amore che rubavi

al bianco dei miei denti

e alla lievità dei miei pensieri.

Sono partiti tutti i villeggianti,

gli alberghi sono chiusi,

la sera si è fatta fredda e silenziosa

e se non mi copro batto i denti.

Ti darò un figlio a fine primavera.

Non prenderai quel treno, spero,

di cui, d’inverno, parli sempre

e io ti credo, mi dispero e piango

e tu, ridendo, mi baci e mi consoli…

Come fanno i pini (poesia sull’amore, perché non ce n’è mai abbastanza)

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pini di strada fecondi

Se vi avanza un po’ d’amore,

come il polline ai pini in primavera,

che è così abbondante

da sembrare polvere di zolfo

di miniera

e che potrebbe fecondare

persino l’asfalto del tuo andare,

se gli si desse tempo e acqua

e un po’ di quiete vera…

Se vi avanza un po’ d’amore, gente,

scuotete i vostri rami al vento,

e, come fanno i pini, condividete!

Le anatre di Torre del lago Puccini

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le canne di Torre del lago

L’isola delle canne

se tu ti avvicini

pulsa di pigolii

e c’è un vento pulito

che gioca col lago

biondo di fango

ed è primavera

e le anatre mamme

vengono e vanno

e non ho altro da dire.

Da dare. Verde di vita

se fosse il mio tempo

sarei anche felice…

La casa del vento

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ginestreleone

Primavera morente

la ginestra divora

coi suoi mille leoni

di colore giallo denso.

C’era il vento sul colle,

la sua brusca saggina

a spazzare via te,

i ricordi, i rimpianti,

e le tue assurdità

dai profumi inebrianti.

E ginestre, ieri come oggi,

a sbranarmi, a sbranarti.