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Prospettive escheriane

By Poesia 3 Comments

Escherianamente estenuata

dalle false prospettive

delle scale e delle loro ombre

che divorano la meta. Non s’arriva,

non si torna, non si sale,

non si scende. Fatica per niente.

E non sarebbe niente

se, dopo aver lasciato

nella casa poco amata

tutti gli orologi che avevo,

anche la vecchia pendola,

almeno si fosse fermato il tempo,

che batte ancora col suo morto cuore,

spaventosamente.

Seppelliti i cadaveri dei ricordi,

uccisi i mobili del primo novecento

e i loro tarli, senza mai più bandire

lo sfrontato sole, salendo al piano

quarto della casa nuova

con un bell’ascensore,

mi porto il buio e quelle rampe

dentro. Non salgo, non scendo

e in questo doloroso passatempo

spreco infinitamente il tempo.

 

Labili confini

By Poesia 2 Comments

Ma ti è scappato il gregge in cielo

stamattina presto presto,

mentre il tuo piccolo cane

abbaiava allegro al vento,

ebbro di sole e primavera?

La vita è un po’ bastarda

e complicata e la felicità,

io penso, una chimera

che appare a caso

quando vuole salvarci

dal morire. Ma nei momenti

rari come questo, in cui

respira il corpo con il cuore

e senti che sei tu il pastore

e che la libertà non ha confini,

non basta l’orizzonte a contenerla

né il numero finito delle ore.

Ringrazio Paolo Scarpellini per il prezioso contributo fotografico, che ha fatto volare la mia ispirazione.

 

 

 

 

Profeta attendibile (Maria, Maria)

By Poesia 3 Comments

Si può telefonare

in paradiso e chiedere

del tempo che verrà?

Ci sei, mammina mia

bizzarra, che mi dicevi

tristi verità?

Avevi la profetica virtù

di dar ragione al vero

e non ai sogni,

vecchia Cassandra

dagli occhi color cielo

e il cuore scarso di pietà…

Così, se nell’eternità

ci vedi ancora meglio,

dimmi, di me che ne sarà?

 

Dolcezza amara della sera

By Poesia No Comments

Pozzanghera rosa

sulla strada verso casa,

un seno che raccoglie

le lacrime del mondo

tinte di speranze deluse.

Tu, che torni dal mare,

che ne è stato del sole?

Digli, ti prego, di tornare,

così che in sogni quieti

ci nasca all’alba in cuore

la voglia nuova di sperare…

 

L’illustrazione di questa mia poesia è una foto di Paolo Scarpellini, cui vanno i miei ringraziamenti.

L’ora dei naviganti

By Senza categoria 5 Comments

Reclusa nel tramonto

io cerco di fuggire,

ma sono dentro casa,

legata, i polsi e il cuore ,

da questi veli rosa,

da questi drappi neri

con pari voglia in corpo

di vivere e morire.

Portami presto, caro,

fuori da questa stanza,

rompi pareti e indugi,

portami al bel pontile,

a quello strada in legno

che corre dentro il mare.

 

Per illustrare questa mia poesia, ho scelto una foto di Paolo Scarpellini, che ringrazio per la collaborazione.

Pomeriggio di Natale. Letterina sotto il presepio subacqueo

By Poesia 12 Comments

Non è molto leale

sognare la madre a Natale!

Eravamo al paesello

nel negozio di scarpe

e volevo comperarmene un paio

per portale fuori dal sogno.

Ma nelle vecchie vetrine

dei bei tempi finiti

non c’era più niente

che potessi calzare.

Mia madre mi voleva consolare.

“Le compreremo più belle,

in città ce ne sono! “

Piansi ancora più forte,

gorgogliando il segreto

che mi urgeva dal cuore:

“Io non voglio le scarpe,

non le voglio davvero!

Io non voglio tornare,

non voglio la vita che ho fatto,

non voglio il lavoro,

rivoglio i miei sogni, il paese

e come ero davvero!”

 

Cieli a dicembre

By Poesia No Comments

Come sono tristi

le lune di dicembre,

con le maree

gelate dentro il mare

e tu che non ricordi

quando l’estate scorsa,

or fa trecento anni,

già mi chiamavi amore!

Quando la spiaggia accolse

la frenesia dei corpi

nel dirsi tutto quello

che non fu detto mai

e ora il letto è sfatto

e tu che non ritorni,

le corna di Selene

che piangono per noi

e tutti gli astri intorno

in brividi di ghiaccio

e il canto delle stelle,

da gole di glasspiel,

che sparge suoni d’oro,

ma freddi come lame

di spade dentro il cuore…

 

 

 

La cura del cuore

By Poesia One Comment

So che non contento più

il fragile passo del mio cuore.

Non trovo la cura e mi sento troppo male.

Dove coglierò quel frutto d’eden ben maturo,

dove attingerò l’acqua di vita delle vecchie fiabe

per medicare il suo battito incerto e diseguale?

Ben misero appare il suo misurarsi al minuto

a fronte del ticchettio del tempo universale…

 

Lividi

By Poesia 8 Comments

Sono livida

di lividi circolari,

i succhiotti della morte

sul mio inerme cuore.

Sulle ferite inferte

dal dolore, solo lamie,

divoranti immonde

e nessuno a medicare

il mio inesorabile male.

 

Dolori elfici

By Poesia 2 Comments

Mi sto lasciando andare

a questo senso di febbre

senza più lottare. Sto male,

dolore fisico e morale. Insonnia

trasversale. Testa di legno, cuore

che brucia sulla pira lustrale

della mia inutile vita larvale.

 

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