Le mie montagne dopo la curva sulla strada dei sogni

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Voi che mi dite:

“Guarda com’è bella

questa nostra campagna!”

mentre la macchina fugge

fra sterpi dipinti di giallo

e basse fumanti colline

che accerchiano lente

un mare di nuvole e noia

e l’anima mia che si sdraia

sui rami stecchiti dei pioppi

divisa dal vento in brandelli

di flagellazione e rimpianto…

…Cari compagni di viaggio,

sappiatelo tutti, amici parenti:

Lei qui sta morendo, lo sento!

Quei fiocchi rosati tardivi,

sfuggiti alle brume nel cielo,

della mia nostalgia sono lembi

che vanno là dove ha un senso

il verbo tornare e dove mi è dolce

posare i sogni la sera

per nutrire il mio arido cuore.

La nera notte bianca del ritorno dei morti

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Come mi piacerebbe

tornare a stanotte,

quando l’intimità

con l’insonnia

lucidava I pensieri

che parevano belli

come chiari cristalli!

Collimava il ritorno

dei miei morti di casa

con il folle concetto

del risorgere adesso,

non avere paura

dei rumori sul tetto…

Solo vento che gira

fra le tegole smosse

o la morte sovrana

che i miei giorni divora?

 

 

Tempesta (Adora girando)

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Dervisci rotanti

di nuvole e sole

danzano in cielo

al suono del vento.

Danzami, amore,

sul cuore in tempesta,

rotea più svelto

ché voli la gonna.

Mio sacerdote

di mistici incanti ,

che senti il respiro

dell’intero universo,

rapiscimi in alto

in un vortice caldo,

confondimi i sensi,

smembrami tutta,

così che io lasci

per sempre i ricordi

e il grigio livore

di questi miei giorni,

portami là,

oltre i ritmi del tempo,

portami là,

dove trema la foglia,

portami là

dove gira l’Eterno.

 

Canto notturno della cugina Mida affacciata alla finestra dalla cornice bianca

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Mi pare di vederti, lì affacciata,
alla finestra aperta sulla vita.
Vive la tua pelle di carezze
e il vento questa sera passerà,
alitando un soffio caldo
sulla tua bianca pelle,
il passato nel futuro muterà.
“Ancora amore, Mida, ancora
ti doneranno presto queste stelle!”
cantano i grilli dai trifogli in fiore
di buona sorte profeti e dispensieri.
Nella cornice bianca sulla notte nera
chi passa non ti vede, ma ti sente,
come un enorme battito di cuore
e forse chi ha fortuna percepisce
dei tuoi capelli biondi il timido bagliore.
Ma ti ricordi, cara Mida, questa sera,
com’era bello il nostro antico mare,
dove la notte su pattini d’argento
incideva fantastici sentieri
e scintillava di stelle l’orizzonte
e lontane danzavan le lampare?
Canta per me quella canzone vecchia,
che parla della luna e di perduti amori,
e fai la voce scura e passionale,
così ch’io ascolti e finalmente pianga
su quello che non può più ritornare.

Scale

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Vita dove mi porti?

Piove a dirotto

sui desideri stanchi,

bianca la scala

scende là in fondo,

forse una lettera

nella cassetta,

batte le ali

la mia salvezza.

La pioggia che batte,

al portone bianco.

l’asfalto si fonde,

illusione di vento,

grida il mio tempo

il suo ultimo affanno.

Mille gradini,

come rampe di cielo,

risalita del cuore,

in battiti sciolti,

mentre io vado

penso al ritorno…

Mare vicino

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A un solo passo dal mare,

l’anima chiusa alla fuga

da un cielo pesante, presente,

di una piattezza pre-copernicana,

color lavagna appena inciso

da unghiate bianche di aerei

ora sopra di noi invisibili

al di là delle nuvole, parliamo,

gridiamo  nel vento

le nostre notturne paure.

Non fermarti mai

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Questa è una vita sperimentale

sui pantaloni sputi di mare

io ti cammino un poco sul cuore

tu che dipingi un acquerello

tutto d’azzurro  in sfumature

un soffio di vento, lacrime amare…

Vita di macchia, sul litorale,

giallo ginestra,  chiazze di sole,

spazio infinito, la voglia di andare…

Sembrava primavera e invece è inverno

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Un bonsai e la sua ombra

Tutto è sorprendente,

ma niente ci sorprende.

Da quanto tempo a noi

non trema più nel cuore

l’embrione  dell’attesa,

il sogno, il desiderio?

Notizie dal terrazzo:

le gemme di tre rami

l’inverno traditore

dell’ultimo momento

ha congelato al vento

al piccolo bonsai

dell’olmo di Riccardo.

Ora è di nuovo spoglio,

proteso verso il cielo.

Se questo non è sperare,

di certo è somigliante

e il cuore mio dolente

già cerca di imparare…

San Valentino 2019

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Sanva

Brividi di brina

pennellati sul prato

e un vento freddo

che disegna il fiato…

Amami d’inverno,

eterna mia bambina,

la nostra primavera

ancor non è finita!