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Ottobre muore

By Poesia No Comments

Ottobre si arrende

con le ultime rose.

Ora piove, chinando

il capo sui marmi

del nostro dolore,

passeggia nel vento

su tombe slavate,

porgendo a Novembre

tristezze e lumini

e petali a mille

di bei crisantemi,

sfogliati piangendo

da artigli bambini.

 

Nave di città

By Poesia 5 Comments

Volge al termine la giornata.

Io, alla prua di questa nave di cemento,

fingo di governare i miei giorni,

ma sono qui a delirare d’orizzonti

nel chiuso di una piccola chiostra.

Fingono con me i gabbiani di città

i lunghi voli della libertà

e garrisce e stride il coro

col sartiame in tormento

delle vele condannate al porto

lontane dal donarsi al vento…

 

Saluto all’aurora (lipogramma in G)

By Poesia 2 Comments

Benvenuta aurora silente

che pure riverberi ovunque

come una musica ampia.

Il coro patente dei rossi

fuso coll’ocra ed il viola

tracima in dolci paludi

ove cantano i tremuli azzurri.

Adoro sentire i respiri

dell’aria che passa e cancella

le nubi, i ricordi, i castelli.

E stridono intorno i violini,

lamenti di vento dispersi

nell’etereo eterno divino.

 

Ruzzolacampo (malinconia)

By Poesia One Comment

Mi si è arrotolata come una palla

di sterpi la malinconia.

Se ne sta in una sacca sotto lo sterno

vicina al cuore, con uno strano odore,

di sterco di cavallo e, visto l’amore

che nutro per questo animale,

non è poi così male. Parlo di aridità gialla,

in un pomeriggio senza sole.

Ogni speranza è perduta

nel brutto lago artificiale,

come un avannotto gettato lì,

per pescare. E poi andato a male.

Forse nella casa dall’aia deserta

mi aspetta qualcuno, chissà,

forse uno scheletro dimenticato

giace addormentato senza funerale

su quel brutto divano squarciato,

per esempio mio padre, il generale…

(Il berretto era sopra la bara

e vederlo faceva soffrire.)

E non importa se ascolto Sibelius

per scappare in Finlandia,

qualsiasi cosa io faccia,

non riesco a respirare,

come quella volta a Victorville:

Oggi c’è vento e sto male…

 

Ricaduta

By Poesia 3 Comments

Mi son comprata

un cappottino azzurro

perché d’inverno Il cielo è grigio,

ma questa notte mi domando

se avrò il piacere di indossarlo

e cerco di avocare il mio respiro

a me, perché mi tenga in vita

e lasci strada ai passi veri

e non soltanto a sogni solitari.

Intanto il vento piange e urla,

forse si strappa gli ultimi capelli

e il gorgogliatore parla strano

e a me, pezzo per pezzo,

parte via malato il cuore

e chi mi dorme accanto

è corpo caldo e assai lontano.

 

La sposa

By Poesia 5 Comments

Mi vestirò quel giorno

con vesti sottili,

drappeggiati amanti

nelle mie carni, mani sonore

di violoncello.

E per volare,

sul battito forte del cuore,

fughe rincorse di organo

in volte di chiesa.

Sarò la sposa del vento

e dal tempo, cantando anch’io,

me ne uscirò leggera.

 

Pomeriggio malato

By Poesia 3 Comments

Il sole sembrava una cisti

che ispessiva un cielo coperto.

Infatti, è esploso sul tardi,

debordando a causa del vento

e ha sporcato qua e là sopra i tetti

precedendo di poco il tramonto.

Ascoltavo la morte tossire,

incapace di dirmi fra quanto

e tornavo fra i miseri cenci

di una vita pezzente e paziente

a guardare dai vetri sporchetti

quella sfera armillare in gramaglie

dove ruota il dolore soltanto.

 

Povera domenica

By Poesia 2 Comments

Suona il salterio

questo piccolo vento,

sezionando in cristalli

un freddissimo cielo

in splendori d’aprile,

anomalie di silenzio

ovattando le orecchie

sempre tese a captare

il rumore normale

della vita che va.

Non ci sono gabbiani,

tace il tetto ed al suolo

solo asfalto e abbandono.

La domenica qui

pare proprio un deserto,

non importa per quanto

la campana del duomo

ha chiamato e chiamato

le sopite virtù

di una fede ormai morta,

di una Pasqua che fu.

Ma qualcosa si muove,

rattrappito dal gelo,

stracci sporchi sciorina

un risveglio a fatica,

sotto il portico scuro,

sulla panca di pietra,

sui gradini maestosi

dell’ufficio postale.

L’ungherese sta bene,

gli altri ancora non so.

 

Greggi

By Poesia 3 Comments

Da uno dei nostri cieli

cola una spugna grigia…

E poi c’è un grande vento

che sparge in giro e sperde…

Chiudi quegli steccati,

mio caro amato Dafni,

ché più non esca in giro

un bioccolo di lana

La voglia di fuggire

su ali di tempesta

e morte nel delirio

non è dei miti ovini

che devono restare

nell’esistenza scialba

dei giorni senza sole.

Belare e poi belare

nel chiuso del ricetto

e consumare piano

il loro tenue fiato

l’intelligenza, il cuore…

 

L’inaspettato

By Poesia No Comments

Il futuro si annida

dietro a porte pesanti…

Chi l’avrebbe mai detto,

in quel mattino di sole

-Ti aspettavo alla soglia

quasi con il sorriso

e questi tre spilli

già fra il cuore e la gola-

che il cammino previsto

si sarebbe deviato?

Poi il cielo si è stinto

in un coro di vuoto,

alto un vento mi ha torto

fili d’anima in nodi…

Dopo un giorno e una notte

sì lo so, son tornata.

Ma la strada fu lunga

e io sono cambiata…