Invettiva moderata

dechiricasso

Amici, dove siete?

Non sente più nessuno

la voce mia che chiama?

Io chiedo un rendiconto

di tutte le promesse

o almeno che diciate

se foste un po’ sinceri

e poi dimenticaste,

presi da tanti guai,

quelli che tutti abbiamo.

Momenti del bisogno

ne ho avuti proprio tanti,

certi son già passati,

altri li sto scontando,

ma me lo son cavata

e me lo sto cavando,…

Quindi nessun rimpianto,

solo la delusione

di non avervi accanto.

Sere azzurre

sere azzurre a Adelboden

Quanto alla felicità,

sembra più grande

quando è un ricordo

e quanto più è lontano,

come le sere azzurrre

a Adelboden,

tiepido il clima,

il fuoco, il vino rosso

e il discreto sbuffo

di un sigaro toscano,

la dolce nebbia

a accarezzare il monte

con dita bianche

di una lunga mano…

…Pensarci adesso,

parevano perfette,

peccato che la gioia

che allora provavamo,

tale la brevità

del tempo a noi concesso,

nasceva sorridendo

poi si svenava piano,

il riso misto al pianto,

nel tenero rimpianto.

Il corsetto

bustier

Ah, miseranda fanciulla

col cuore che sbuzza

dal centro del petto

per tanto che è stretto

il tuo ferreo corsetto!

Forse è l’ora

di far uscire il respiro

per quello che è,

né forte, né piano.

Senza vergogna

per come ne nasce,

dal busto incordato

da pianto e rimpianto,

sorretto soltanto

da stecche di sogno,

volontà di piacere,

bisogno d’amore,

negazione di sé

fino a morire…

Canto notturno della Berta maggiore

berta-maggiore

Pover Berta solitaria!

Ho urlato e pianto

spiccando selci dalle pietre

sporcando mare e litorale

col mio strano canto,

un po’ vagito in culla

un po’ roco rimpianto,

ah quanto forte, quanto vano!

Sola sulla scogliera

col destino accanto

e davvero nessuno

a sostenere il mio volo

come un benefico vento

a gonfiare le piume…

Mi rifugerò questa notte

fra le aguzze braccia

di silenti rocce,

caritatevoli orecchie

del tempo che non ode,

ma scava e frantuma

queste miserie umane.

 

 

Noia profonda

noia esistenziale fumetto

Mentre mi annoio

provo rimpianto

per le ore perdute

che, se le sommo,

fanno i miei anni.

Ore di tedio,

che oggi detesto,

che implorerò in cambio

del negato domani,

alla meta del viaggio,

né mai torneranno.

Il vischioso languore

dell’estivo imbrunire,

i rumori guardinghi

di questo sobborgo

ambìto da molti

e cha a me sa di tomba,

nonostante il mare,

i confini della strada,

il muro in mattoni

della casa di fronte

che tinge di rosso

i miei falsi tramonti,

il cancello, la palma,

le mezze parole:

tutto questo mio male,

calcinaccio in rovina

di un crollo morale,

varrà quanto l’oro

se, in fondo al respiro,

non troverò il fiato

di un nuovo minuto

per potermi annoiare.

 

 

 

 

 

 

L’ora oltre

Tu fosti

Chissà che in quest’ora molto inquieta

tu non venga accanto a me per poco,

il tempo per le labbra di sfiorarsi,

raccontarsi la vita in un sospiro

e poi tornare, ognuno, nel suo mondo

e, quel che è peggio, amore antico,

nel suo tempo, gementi, come larve,

di inutile dolore e di rimpianto.

Tu fosti. Sono ancora e in me ti vivo…

Un effimero istante

ragazza mia nell'ansia

Ma quanto tempo ci vuole

per sistemare le cose…

Certe ore che tessono

un drappo di eterno

come il manto che copre

l’intero universo

e  piccole cose

vi galleggiano dentro:

la telefonata per strada,

una crisi di pianto,

il sudore alla fronte,

le attese, il rimpianto,

il tuo viso da elfo

che si fa bianco bianco,

tutto quasi per niente:

Un effimero istante

in cui fummo felici

e sorrisi di stelle

anni luce distanti

e già morte, ma belle.