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Ricordi

By Senza categoria 2 Comments

L’onda scende

s’avvalla si distende

struscia il suo ventre

sul limo pigramente.

Io naufragando

la sottendo azzurramente

annaspando nei ricordi

dolceamari della mente.

 

Per illustrare i miei versi propongo un quadro di Athos Rogero Natali, che fu pittore, ideatore ed esecutore di vetrate istoriate e scenografo, artista poliedrico nel panorama culturale del  ‘900 livornese. Qui un’intensa raffigurazione dello scoglio della Meloria in un giorno di  vento.

 

Ossigenoterapia

By Senza categoria No Comments

I miei chiari capelli

sono molto più sani,

scendon folti e setosi

sulle spalle incurvate

da trascorsi tediosi

e le unghie graziose

mi ricrescono a vista

sulle dita invecchiate

da passaggi di artrosi,

la mia pelle si tende,

si fa liscia e sottile,

io mi guardo allo specchio

e la ruga non c’è,

ma il respiro si affanna

e l’ossigeno arriva

a nutrire i polmoni.

Poi si attarda a far belle

altre parti di me.

Nel caso non lo aveste mai incontrato, vi presento Ugo, l’avventuroso pesciolino che nuotava nel mio presepio subacqueo di qualche Natale fa. Ma come farà a cacciarsi in acquari così particolari?

Pop art

By Senza categoria 2 Comments

Assurdità in equilibrio

come una palla morbida

per la riabilitazione

sulla stampante dello studio

ferma immobile, relitto

nell’urgenza di far posto

al robot aspirapolvere,

altra anima di una vita

sempre più artificiale.

Fuori intanto giace la corte,

fazzoletto fra i palazzi,

geometrica, fumettisticamente

claustrale. Eppure. Chi molcirà

l’abisso della vuota solitudine

che ogni sera mi assale?

Forse i pallini di Lichtenstein?

 

Verum virescens ver (tautogramma in V)

By Senza categoria 3 Comments

Vorrei volare,

vittoriosa vela

venti valicare.

Vallate vibranti

vaste visitare,

vita vincente

virgulti vernali

verdi vestire.

 

In ansiosa attesa di una vera Primavera, che porti bel tempo, rinnovamento, salute e pace nei cuori!

 

L’ora dei naviganti

By Senza categoria 5 Comments

Reclusa nel tramonto

io cerco di fuggire,

ma sono dentro casa,

legata, i polsi e il cuore ,

da questi veli rosa,

da questi drappi neri

con pari voglia in corpo

di vivere e morire.

Portami presto, caro,

fuori da questa stanza,

rompi pareti e indugi,

portami al bel pontile,

a quello strada in legno

che corre dentro il mare.

 

Per illustrare questa mia poesia, ho scelto una foto di Paolo Scarpellini, che ringrazio per la collaborazione.

I due vecchi

By Poesia, Senza categoria No Comments

 

Verità da camera da letto,

il monte ginocchio appeso

allo specchio,

il soffritto del pranzo che stagna

nel riflesso.

Un barbecue di illusioni rosolato

da un vecchio.

Un amore d’ottobre, pisolando

parecchio,

si scalda al meriggio di sole e solecchio.

Le mani ora solo intrecciate

in amplesso

di efelidi, artrosi. E il suono all’orecchio

di antiche promesse, mantenute

all’eccesso.

 

La chiesa

By Poesia, Senza categoria No Comments

Solo un blando riflesso

di chiesa sfumata

in una vetrata a specchio.

Dilavamento di sabbia e di vento

con quel tanto di pioggia,

ma solo d’inverno.

Nessun rimpianto.

Eppure, al bar qui di fronte,

con un caffè in mano,

per sorbire le ore,

che son sempre più lente

quanto più l’età avanza,

c’è una donna seduta

con l’anima in mano

che guarda e riguarda

la cupola azzurra

nella lieve prigione

di chiaro cristallo

e giochi astratti dei raggi

del sole a settembre

e si domanda

se adesso sta meglio,

che più non si stona

con inni e preghiere,

pentimenti, peccati,

perdoni e campane

per sognare l’eterno, il dopo

beato. O se era più bello

temere l’inferno

che attendere, invece.

l’istante più odiato,

quell’attimo prima

dell’essere stato.

 

 

L’odore delle stagioni

By Senza categoria 2 Comments

Già assaporo nell’aria

con il mio naso saccente

qualche sentore d’autunno

e poco capisco l’insistenza del tiglio,

la persistenza mentale dell’odore,

come se il mio cuore battesse

il tempo di giugno e il suo sole.

Lo chiamano rimpianto, ma io no,

quest’anno è stato tutto così uguale

e, per certi versi, brutale. Addio lembi

di estate sdraiata sul mare,

lacerata a sangue dalle unghie

di un vorace dolore, il boia

delle mie ore! Quindi anche l’onda,

col suo trasparente chiarore,

mi rimanda l’olfattiva memoria

algale del nascere e del partorire,

pur nell’ostinata asciuttura

di queste mie misere ore. E respiro,

avidamente respiro anche la neve,

dell’immortale ghiacciaio

che il vento iemale risveglia

in bianche fumate di gelo.

Bellissimo peraltro l’umidore,

senza quasi rumore né odore,

del prossimo inverno a venire.

 

Azzurro dentro

By Poesia, Senza categoria 4 Comments

Bello che il cielo

entri a quest’ora

a azzurrare la stanza

e non sai se sia ombra

o colore, o luce più densa

e respiri l’immenso

da dentro, scomparendo

pareti, soffitto, pavimento

e tu dolcemente fluttuando,

pensiero fra i pensieri

della mente condivisa

con l’intero universo…

 

 

 

 

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