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Nave di città

By Poesia 5 Comments

Volge al termine la giornata.

Io, alla prua di questa nave di cemento,

fingo di governare i miei giorni,

ma sono qui a delirare d’orizzonti

nel chiuso di una piccola chiostra.

Fingono con me i gabbiani di città

i lunghi voli della libertà

e garrisce e stride il coro

col sartiame in tormento

delle vele condannate al porto

lontane dal donarsi al vento…

 

Ubriaca d’infinito

By Poesia No Comments

Io triste

per questo scivolare via dei giorni,

sapendo di mattina le ore fino a sera.

Che importa se si è fatta l’aria lieve

e sotto la città sferraglia greve?

Signora di una casa che è prigione

mi avvito sui miei spazi e mi ci inchiodo

e il sangue scorre piano fino ai piedi…

Madonna di un altare senza santi

intercedo presso me per sopportarmi

e immenso canta da sparuti mantici

quell’organo dai sogni reso grande

che sfonda con le canne tutto il cielo,

visione di etilismo condiviso…

 

Panni sporchi

By Poesia No Comments

Una disperazione

marginale ai fatti…

Acquosi acquerelli,

liquami di prati

nella memoria

di un giugno prigioniero

di varie infermità.

Perché, se della vita

rimangono mansioni

sempre avvilite e lente

e mai le fruizioni…

…Colline di papaveri

per arrivare a Siena…

reca un sollievo nullo

pensare e mai andar.

Pendon budelli secchi

di antichi godimenti

su squarci di demenza

e altre amenità.

Divido in mucchi sporchi

i nostri panni sporchi,

secondo colore e tipo,

rincorsa da ossessioni

di inutili Maldive

dove non ritornar.

Si ammucchiano

i miei giorni,

un lungo funerale,

silente processione

di un lento medicato

languire e mai morir.

 

Greggi

By Poesia 3 Comments

Da uno dei nostri cieli

cola una spugna grigia…

E poi c’è un grande vento

che sparge in giro e sperde…

Chiudi quegli steccati,

mio caro amato Dafni,

ché più non esca in giro

un bioccolo di lana

La voglia di fuggire

su ali di tempesta

e morte nel delirio

non è dei miti ovini

che devono restare

nell’esistenza scialba

dei giorni senza sole.

Belare e poi belare

nel chiuso del ricetto

e consumare piano

il loro tenue fiato

l’intelligenza, il cuore…

 

La nera notte bianca del ritorno dei morti

By Poesia No Comments

Come mi piacerebbe

tornare a stanotte,

quando l’intimità

con l’insonnia

lucidava I pensieri

che parevano belli

come chiari cristalli!

Collimava il ritorno

dei miei morti di casa

con il folle concetto

del risorgere adesso,

non avere paura

dei rumori sul tetto…

Solo vento che gira

fra le tegole smosse

o la morte sovrana

che i miei giorni divora?

 

 

Il mio tempo

By Poesia One Comment

Mi  ero scelta il mio tempo,

solo un piccolo avanzo,

era il tempo del dopo.

Dopo aver provveduto,

con amore, s’intende,

a ogni mia obbligazione

da pagare alla vita,

avrei fatto quel viaggio,

avrei scritto quel libro

e cercato i parenti,

quelli mai conosciuti,

avrei dato una festa

e ti avrei risposato,

a metà  per amore

ed il resto per celia.

Sarei stata a New York

sorvolando le guglie

di quei cieli turriti.

Avrei fatto di tutto,

proprio tutto, ma dopo.

Io ora ci sguazzo,

nel mio dopo che è adesso

e mi sento ingannata,

mentre corrono i giorni,

quelli che non c’è dopo,

quelli che “sono stanca”

“sono stanca e malata!”

 

 

Vacanze

By Poesia 21 Comments

Nessuna idea

sul tempo che mancava

alla fine dell’estate.

Godevo di quei giorni

verdi e d’oro

e del sonno nel silenzio

della notte montana.

Ero bambina,

erano le vacanze.

Ah, cosa darei

per quella sospensione

così simile all’eterno

adesso che son grande!

Ritorno alle dune

By Poesia 5 Comments

Ritorno alle dune

Ancora io vengo

a cercarti

nel mare, nel cielo,

in ogni granello

di sabbia, nel tempo,

nelle ore, nei giorni,

nel vento

che scava nel cuore

e riporta a folate

ricordi distanti…

La guercia

By Poesia 3 Comments

Ragazza pallida che gioca con la sciarpa

Non riesco a guardare

con tutti e due gli occhi

nella tenebra fitta

che è chiara ai profeti.

Se anche potessi,

non voglio sapere

né i tempi, né i modi

del mio compimento,

così mi trastullo

con questa mia sciarpa

di fili di ore

tessuta dai giorni

e sbircio soltanto

con lo sguardo da guercia

alle soglie  del tempo,

carpisco segreti

alla voce del cuore

che batte più stanco…