Ritorno alla duna

duna

Come mi è caro accarezzarti i capelli

qui sulla duna dove ti trovo sdraiata,

mia primavera che torni! Aspra di mare

e povera ancora di splendidi orpelli.

Oggi voglio dirti una cosa:

Io sono morta tre volte, o avrei potuto,

per folgorazione, per crollo, per coma.

Ma, come te, sono tornata ogni volta.

Innamorate del cielo e del sole,

quello che amo di noi è la forza…

Il nostro bar a Tirrenia

il nostro bar

Non è che ci diciamo

grandi cose,

anzi, certe volte

tu leggi il giornale,

io no, perché la guerra

mi fa male.

Due macchiati tutti i giorni,

il nostro angolo al bar.

Siamo molto diversi, noi due,

io salato, tu dolce.

Poi, di comune accordo,

tentiamo la sorte:

un gratta e vinci

per continuare a sognare.

È amore questo?

Non diciamo parole,

dopo chissà quanti anni…

E un tempo, fu amore?

Ma che cosa ci importa?

L’aria è fresca, serena.

Facciamo due passi

lungo il mare…

L’ora del tè

la rossa

Ancora un giorno

speziato di amaro

avanzi di sole

di sale dal mare

tingono un cielo

che sereno non è.

Nerbi grigi

di rorida bruma

schiocca il vento

a frustare il tramonto.

Geme il ceppo

arso dal tempo

dentro al fuoco

che brucia i miei giorni,

ma, se mi guardi

non vedi che questo:

sono una donna

che beve il suo tè.

Il nostro futuro

rosa tempesta

Per quanto rosa fosse ieri il cielo,

oggi, amore, vedessi come piove…

Ah, che poco accorti siamo stati!

Là, sopra i bordi del sereno e l’oro,

dentro il ventre malato di un azzurro strano,

si dibatteva il mostro dal mantello nero

e noi due, la nostra giovinezza inerme insieme,

senza un pensiero al mondo ridevamo.