Aurora sul mare

Aurora

Voglio dipingere

un’aurora infuocata astratta

com’è dentro il mio cuore,

colante lava densa scura

sulla vena fusa del dolore

ed il suo vano andare

verso il seno amaro grande

e il mugghiar del mare.

Gloria e rovina e amore,

rocce in autocombustione,

lembi di cielo nero e oro,

trionfo ed abiezione,

una pianeta viola stesa

in aria, gran celebrazione,

morte, oblio, resurrezione.

Gabbiani all’alba

Gabbiani all'alba

Cielo scuro a oriente,

scuro malgrado noi…

Come gabbiani in volo

fendiamo questa vita

con lembi d’alba addosso

e battiti del cuore.

Dove vorresti andare

per perderti con me?

La casa non ci basta,

dolce confino ai sogni,

né il mare di città.

Non voglio più parlare

a gente senza nome

tanto per non morire

con le parole in gola

e quel tormento dolce

che aumenta con le ore,

quando la sera aspetto

perché finisca il giorno

e poi la maledico

perché mi accorcia ancora

il tempo che mi resta,

non voglio più provare.

Forse direbbe il saggio,

che ancora non conosco:

“E allora fai qualcosa!”

E tu che cosa pensi,

tu con gli occhietti scuri,

che mi saltelli attorno,

vorresti tu volare

lontano, ma lontano,

ai limiti del giorno,

vorresti tu trovare

quelle ore tinte in rosso

di cui hai pieno il cuore?

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

L’ultima Epifania

la befana se ne va

Mi ricordo la Befana.

Abitava a Torino

Amava i cieli grigi

e il greve respirare

dei camini.

Si vestiva nella notte,

per questo non appaiava

i suoi calzini

e non li rammendava.

Non si pettinava.

Quell’anno a Natale

era andata molto male

ed avevo saputo

che Gesù Bambino

non sarebbe più tornato

per via del tutù azzurro

che volevo per ballare.

Lui mi portò la stoffa

e alla mia cara mamma

solo il tempo per cucire.

E venne l’Epifania

che tutte le feste

la porta via

(me lo disse mio padre.)

Così dal cortile,

nel freddo da paura

del mattino

e l’ossessione

di quei muri gialli

delle case popolari,

guardai il cielo di latta

con le nuvole appese

e le strisce di ghiaccio

pattinate dal gelo

e la sorpresi a volare,

sulla scopa sbilenca,

districando una strada

fra i rami nudi dei viali .

Fu un’epifania,

come spiegava la nonna,

che se ne intendeva

di chiesa e di parole,

e lo capii anch’io.

E mentre salutavo

e la indicavo a mia sorella

sparì dietro a una casa.

II sole dell’inverno,

intanto, lacrimava…

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Acqua alta (descrizione di un sogno)

Acqua alta

E poi quella strada strana

tutta coperta d’acqua…

Ho le gambe sommerse

il terrore di cadere

e la pace nel cuore.

Benché aneli la meta

e forse sia attesa

su una soglia di casa

e guidata per strada

dai passi di un uomo

che cammina più avanti

assieme a un bambino,

decido di tornare.

Manca poco al tramonto

e lo splendido cielo

invade i canali colando

il suo oro, il suo rosso

e il sogno d’immenso.

Ritrovare la strada

ora  è l’unico scopo.

Alzo gli occhi al cielo,

sola, vedo l’ultimo sole

e ancora una volta io spero.

A tutti i miei lettori auguro un buon solstizio d’inverno, una serena notte , per quanto lunga sia, e un ottimo inverno! Se vi va di leggere tre righe in proposito, cliccate qui 

Un’ora

Un'ora

Il silenzio mi ovatta

sempre verso le cinque

mi sigilla le nari

e mi riempie la bocca

per levarmi il respiro,

sintonia fra il sentire

ed il cielo a quest’ora.

uniforme grigiore,

punteggiato di uova

come un nido di ragno,

di corpuscoli neri,

minimali rumori:

voci in strada, gabbiani,

l’asma stanca del bus.

E le cose qui intorno

in suicidio corale

delle forme nel caos

della luce che scema

in notturna unità,

poi più niente, la mente

è la sola che resta,

solamente la mente…

Alle sei le campane.

Aspettando il sabato

dal terrazzo al quarto piano

Il cammino sospeso

di un terrazzo

al quarto piano.

Dalla parte del mercato

un De Chirico in città,

dalla parte del.cielo

i pianeti, le stelle,

la mutevole luna

se sereno sarà.

Io, polena stupita

che mi sporgo dall’angolo

in favore di vento

sul futuro che verrà.