Gloria perpendicolare

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Un cielo color alba

si riversa dai tetti

nella mia cucina.

Talmente denso

è l’azzurro

che parrebbe il segno

di un pennello intinto

in un’acquasantiera

divina.

E la luna, oh la luna

quanto mi delizia

prima di sparire

nel’ anonimo pallore

di una giornata

di sole!

Io non ho la forza,

non sempre, almeno,

di gioire malgrado me

e quegli uccelli neri

nel nido del mio cuore,

ma oggi mi avvinghio

all’ascesa del sole

e a Stonehenge

mi faccio trasportare.

Qui la druidica fronte

mi farò ferire

dal raggio

della trilitica porta

nella sua gloria

perpendicolare.

Alba del solstizio d’estate, 21 Giugno 2019

Scale

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Vita dove mi porti?

Piove a dirotto

sui desideri stanchi,

bianca la scala

scende là in fondo,

forse una lettera

nella cassetta,

batte le ali

la mia salvezza.

La pioggia che batte,

al portone bianco.

l’asfalto si fonde,

illusione di vento,

grida il mio tempo

il suo ultimo affanno.

Mille gradini,

come rampe di cielo,

risalita del cuore,

in battiti sciolti,

mentre io vado

penso al ritorno…

Metamorfosi vaccina

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Caro dottore,

dammi l’ansiolitico,

levami l’ispirazione,

baratto con l’anestetico

l’afflato poetico.

La sensibilità mi rovina,

dammi una medicina,

voglio guardare il cielo

solo per sapere

se domani si va al mare,

senza accorgermi dei colori

e dei ritratti di dio

fra le nuvole,

coronati da raggi di sole,

che posso vedere

nelle pareidolie anemofile

delle mie sere.

Dottore, fai di me

una mucca pasciuta

che rutta sapori aromatici

e si contenta di ruminare

il pasto  vegetale

prima di dormire

senza  provare rimorso

se ha ingoiata farfalle

e margheritine intere…

Mare vicino

By | Poesia | 5 Comments

A un solo passo dal mare,

l’anima chiusa alla fuga

da un cielo pesante, presente,

di una piattezza pre-copernicana,

color lavagna appena inciso

da unghiate bianche di aerei

ora sopra di noi invisibili

al di là delle nuvole, parliamo,

gridiamo  nel vento

le nostre notturne paure.

Meteocuore

By | Poesia | No Comments

Oggi è una bella giornata,

l’ha deciso il sole,

oggi sarà un giorno bello,

lo decido io.

Dedico a voi,

che sapete a chi parlo,

a voi, mie creature dolenti,

ogni mia cura,

ogni mio sorriso,

perché abbia un senso

la coralità dell’azzurro

nel cielo e sia espansione

nei cuori del sereno.

Domenica

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sequitur se ipse

Tu, nell’inquieta notte,

sognando di lottare,

agiti le mani in aria

e io te le imprigiono

e penso a Don Chisciotte,

l’eroe dei sognatori.

Poi cerco il sonno invano,

perduta la mia strada

fra giochi di parole

e trucchi  per dormire,

le rime, gli anagrammi,

ogni follia palindroma

e i volti dei miei morti

che vogliono apparire.

Così si fa mattina

e torna il grigio nero

a disegnare il cielo,

un giorno nuvoloso,

malgrado te,  che canti

e vuoi portarmi al mare.

E allora andiamo, amore!

Corriamo la domenica

su strade meno amare

con il perpetuo ansito

dell’asma esistenziale,

un fuoco sotto cenere

che crepita nel cuore:

Qualunque sia la meta,

dobbiamo ritornare.

 

Sembrava primavera e invece è inverno

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Un bonsai e la sua ombra

Tutto è sorprendente,

ma niente ci sorprende.

Da quanto tempo a noi

non trema più nel cuore

l’embrione  dell’attesa,

il sogno, il desiderio?

Notizie dal terrazzo:

le gemme di tre rami

l’inverno traditore

dell’ultimo momento

ha congelato al vento

al piccolo bonsai

dell’olmo di Riccardo.

Ora è di nuovo spoglio,

proteso verso il cielo.

Se questo non è sperare,

di certo è somigliante

e il cuore mio dolente

già cerca di imparare…

Aurora sul mare

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Aurora

Voglio dipingere

un’aurora infuocata astratta

com’è dentro il mio cuore,

colante lava densa scura

sulla vena fusa del dolore

ed il suo vano andare

verso il seno amaro grande

e il mugghiar del mare.

Gloria e rovina e amore,

rocce in autocombustione,

lembi di cielo nero e oro,

trionfo ed abiezione,

una pianeta viola stesa

in aria, gran celebrazione,

morte, oblio, resurrezione.

Gabbiani all’alba

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Gabbiani all'alba

Cielo scuro a oriente,

scuro malgrado noi…

Come gabbiani in volo

fendiamo questa vita

con lembi d’alba addosso

e battiti del cuore.

Dove vorresti andare

per perderti con me?

La casa non ci basta,

dolce confino ai sogni,

né il mare di città.

Non voglio più parlare

a gente senza nome

tanto per non morire

con le parole in gola

e quel tormento dolce

che aumenta con le ore,

quando la sera aspetto

perché finisca il giorno

e poi la maledico

perché mi accorcia ancora

il tempo che mi resta,

non voglio più provare.

Forse direbbe il saggio,

che ancora non conosco:

“E allora fai qualcosa!”

E tu che cosa pensi,

tu con gli occhietti scuri,

che mi saltelli attorno,

vorresti tu volare

lontano, ma lontano,

ai limiti del giorno,

vorresti tu trovare

quelle ore tinte in rosso

di cui hai pieno il cuore?