Azzurro dentro

By | Poesia, Senza categoria | No Comments

Bello che il cielo

entri a quest’ora

a azzurrare la stanza

e non sai se sia ombra

o colore, o luce più densa

e respiri l’immenso

da dentro, scomparendo

pareti, soffitto, pavimento

e tu dolcemente fluttuando,

pensiero fra i pensieri

della mente condivisa

con l’intero universo…

 

 

 

 

Vedere col naso

By | Poesia | 9 Comments

 

 

Tiglio di città, se non ci fossi tu…

Abbarbicato alla speranza

come me, a suggere una vita

che non c’è nel nero asfalto

di questa triste umanità…

Se non ci fossi tu, come farei,

senza guardare in strada

verso l’angolo del chiosco

dei giornali, a capire dall’odore,

che si insinua dolce nelle nari,

che giugno avanza, pur nel grigio

cielo di giorni sempre uguali

e che l’estate s’annuncia

nella tua chioma fitta di fiori?

Nota: Con grande simpatia dedico questa poesia all’amica Ale Marcotti, mentre vi propongo di leggere questo suo bellissimo articolo “Come una maglia prestata”  in cui ho rilevato alcune affinità col mio scritto, relative  alla suggestione “visiva” dell’olfatto. 

 

 

Con questo cielo domani pioverà

By | Poesia | 2 Comments

Traspaiono le fate

al di là di questo cielo

non azzurro, non sereno,

ma dipinto di mistero.

Ci fu un tempo, da bambina,

in cui credevo per davvero

al dominio di un occulto

sopramondo straniero.

Io vivevo serena

e non temevo,

sicura com’ ero

del potere più grande

della fata madrina

e del trionfo finale

del bene sulle streghe

cattive e sul male.

Ah, come vorrei essere ora

quella pura creatura

e crederci ancora!

 

L’acquario cinese

By | Poesia, Senza categoria | No Comments

Sotto un cielo

piatto di gesso,

il soffitto, tre pesci

nuotano in tondo

e guardano “il mondo”

con occhi basedowiani.

Credono di specchiarsi

nel chiarore calmo

dell’acqua, la cui fonte

per loro è un mistero,

ingannandosi.

Dipinti sulle pareti

del vaso white bone China

i loro alter ego cinesi.

Anche l’alga del fondo

è piatta e purtroppo

non la si può brucare.

Il loro dio ha forma di mano

e ogni giorno si manifesta

e li nutre con cibo

leggero che vola

e sull’onda si posa.

Forse son già in paradiso,

o stanno nuotando

verso l’estrema illusione

di raggiungerlo infine

in un tempo lontano…

 

Avevo sedici anni (ballata popolare)

By | Poesia | 2 Comments

Ero bella, malata,

bianca, splendente,

quando segretamente

caddi innamorata.

di un uomo assai più grande.

Fu allor che mia sorella

prese a desiderare

un cane ardentemente.

Mia madre lo negava,

mio padre, conciliante,

fece apparire in casa

quattro pappagallini

Non fu la stessa cosa.

Li nutrivamo a turno

con semi piccolini.

Quei carcerati, alati,

di certo disperati

mai vollero cantare.

Vicino alla finestra,

al di qua della gabbia,

anch’io guardavo il cielo,

fingendomi in prigione

e forse già lo ero,

languendo di dolore

invece di volare.

Dei poveri uccellini,

ci fu chi prese un male

e non potè guarire,

chi, coraggiosamente,

prese la via del sole,

non volle più tornare.

Romeo rimase solo

e prese a gorgheggiare

per un intero giorno

e poi morì d’amore.

Io, molto lentamente,

volli dimenticare,

piano guarì il mio corpo,

e, mai del tutto, il cuore.

Ora son qui che vivo

e vivo gorgheggiando.

 

Bella per sempre (mottetto)

By | Poesia | 2 Comments

Così, nell’acqua di un fosso

si dissolve un papavero rosso,

un amore nato per gioco

che nel sogno ritorna per poco

e risplende di stelle e d’aurora

quando il cielo già trascolora.

Fra le ciglia frementi una donna

cela ancora il ricordo e sospira

al risveglio, per sempre, da allora,

rotolando sul volto senile,

come perle, lacrime pure.

 

 

Tempi diversi

By | Poesia | No Comments

C’è chi ha tempi diversi,

mentre il giorno è già alto

e la strada garrisce

con le rondini in cielo

di saluti e di voci:

La fermata del bus,

la posta, il mercato

con la coda ondulata

di troppe formiche…

(E che il gaudio di oggi

non diventi dolore!)

C’è chi resta nel letto,

soltanto a ascoltare,

c’è chi i timidi passi

può portare in terrazza

e pian piano si affaccia

e può anche guardare.

C’è chi aspetta il domani,

e sa già di guarire,

e per questo sorride,

c’è chi ha tempi più incerti

e può appena sperare,

c’è chi ha il lutto nel cuore

e, parlando all’amato,

come avendolo al fianco,

con le lacrime agli occhi,

gli sussurra in un soffio:

“Guarda, amore, c’è il sole!”

 

Lockdown, ancora

By | Poesia | No Comments

Pur se mi urge

la poesia nel cuore,

ife di un fungo bianco

mi legano la gola

e annodano il bel canto

che esce gorgogliando

di rantoli bronchiali.

Chi mi ha reso muta?

Forse il cielo grigio denso

o forse questi tempi

che celano i sorrisi e la paura

con l’obbligo di maschere

e distanze, rendendomi

difficile sperare?

 

Amore sul tetto

By | Poesia | 3 Comments

Terrazza al quarto piano,

sciorina le sue ali nel vento

un enorme gabbiano

su un tetto poco lontano

sciogliendo in cielo

un roco canto lento.

Poi vola via contento

dopo l’accoppiamento.

La femmina, sorpresa, resta,

nella prima sera pare mesta.

 

Senza funerali

By | Poesia | 3 Comments

Chi doveva farlo l’ha fatto:

È andato alla morgue

a lasciare le ossa.

Ora il campo è fiorito

di pallidi crochi,

qua e là qualche fungo,

e in cielo potresti vedere

tanti giovani angeli.