Intimità

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Forse un po’ scherzose

a volte frettolose

ancora ho su di me

le mani dell’amore

sul corpo del passato

che solo  vedi tu.

Immerso nei vapori

dalle paludi calde

del tempo dei ricordi

riporti a me il sorriso

che avevo in gioventù…

Piccolo Adamo mio,

così provato

dal peccato originale

da diventare vecchio,

come succede a me,

del resto,

grazie dalla tua Eva

che ti mordicchia il cuore,

per farti rimanere

e il caro corpo offerto

come fosse una mela,

grazie per il dolore

che aiuti a sopportare,

rendendolo leggero,

forse lo porti addosso,

condividendo il peso

con le mie ossa stanche,

grazie per farmi dire

“domani starò bene…”

Talassoterapia

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Per me si fa labile il confine

fra la libertà, la morte e il mare

e mi fa male il vento, male i rombo

delle onde contro il cuore,

male questa voglia immensa

di fuggire il tempo verso il sole.

Ah, poter spezzare quella curva

linea viola che segna l’orizzonte

ed i confini umani del sapere!

Portami via di qua, mio amore,

non ho più voglia di pensare,

non mi calma il respiro contemplare

l’immensa assurdità del cielo

e sono così stanca di tossire…

Pasquetta

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Si consuma della città

l’anima spenta.

In un calmo deserto

di scopi e d’intenzioni

rimangono i palazzi

con i visceri colmi

di fatica di ogni giorno

di rabbia, frustrazioni

e delusioni, il lavoro

dell’uomo, le sue grida.

Sono chiusi anche i bar,

così non berrai, oggi,

raro viandante,

né acqua, né caffè, né vino,

né l’aperitivo a pochi euro

che qui calma il dolore

l’appetito e la voglia

mondana di apparire.

Dove saranno, tutti?

Forse al mare, forse in gita,

a consumare in un giorno

le speranze. Per riprendere,

domani, ad appassire

trasfondendo la vita,

nelle vene sfiancate

di queste grigie strade.

I tiepidi giardini della mente

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I giardini della mente.jpg

Più non ti parlerò, mio caro,

di quello che già sai

e che non si può cambiare,

ormai: Una stesa di carte

col matto e l’impiccato

e poi ci fu il bagatto

e tu che mi guardavi,

come da sempre fai.

Dei tiepidi giardini della mente

però ti voglio dire. Ai confini

di sogni e di speranze,

perciò quasi infiniti,

si stendono nei luoghi

del cuore e tu sai dove.

Proprio davanti a casa,

ma pensa che fortuna,

ci scorre un gran canale

con le pareti scure

profondo, d’acqua pura

che viene da nord est,

da dove è nato il nonno.

Oh come è grato agli occhi

per le sue fontanelle

e il guizzo delle carpe

che balzano felici

al suono immaginato

di musiche di Wagner!

E poi c’è il lungo viale

bordato dalle ortensie,

rosate, bianche e azzurre

che un giorno ho ereditato

assieme a tutto il resto

e va così lontano

che non avrò nemmeno

il tempo per seguirlo

là dove sta finendo,

forse sarà una piazza,

con un bel  pozzo in centro,

o un bornello grigio,

coi mestoli per bere…

E poi ci porta un ponte

all’erta collinare,

ai campi d’erbe incolte

a tratti colorati

dai piselli odorosi ,

così profumati e dolci

e buoni da annusare.

E poi ci sono i vasi,

disseminati ovunque,

e spesso troppo all’ombra

che devo sistemare

e quel castagno, a destra,

che cela il suo tesoro

di funghi mangerecci,

quelli di babbo Giorgio,

porcini e gallinacci.

C’è sempre un gran bel sole,

ma mite, campagnolo,

filtrato dalle fronde,

nel calmo meriggiare.

Tutto è così perfetto,

nella sua imperfezione,

a volte ridondante,

che mi trafigge dentro,

e fa colare il sangue

asprigno e così sincero

del ribes rosso o nero,

ai lati della mia bocca

e della tua che ascolti,

o mio paziente amore…

Clicca se vuoi vedere le carpe!

 

 

 

 

Stanchezza

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Stanchezza

Lo chiamerò walzer, se vuoi,

però è un ballo straziante,

si  sente ad ogni battuta

il passo strascicato della morte

più svelto, sempre più svelto,

col passare del tempo.

Mi fa mancare il respiro.

Ah, se  potessi fermarmi

per guardarmi un poco in giro

e ascoltare il mio silenzio,

ma non posso, finché vivo!

Virata disperata

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Tossica intossica l’asma da ozono. Contro nubi di piombo cozza il colmo dell’ala di un gabbiano, solo. Non c’è niente che possa contro il peso del cielo, né il respiro, né il volo.

Tossica intossica

l’asma da ozono.

Contro nubi di piombo

cozza il colmo dell’ala

di un gabbiano, solo.

Non c’è niente che possa

contro il peso del cielo,

né il respiro, né il volo.

Guarda, amore, come piove!

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A letto

Io sorpresi le dita dell’alba

a esplorare te e me abbandonati

nel groviglio di sogni e di coperte

che ci è dolce dimora e indugio.

Poi più niente.

Perché il sole in deliquio suicida

si era avvolto in precoce sudario

e i drappi funerei dei nembi

rivestivano i passi del giorno.

Vedovile sgranarsi di ore,

già s’intride di pianto il mattino.

Album

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Ritratto di nonna Lina

 

Oggi pomeriggio, 

per contentare un’amico,

sfogliavo gli avi, 

le loro facce, severe,

complesse, la rigidità

del voler essere

nobili a tutti i costi, 

o  perlomeno apparire.

Odoravo  l’odore triste

delle vesti nere .

Ci fu posto, per il rosso, 

in un angolo del cuore?

Perché anche loro, 

ben nascosto, sotto,

indossavano un cuore…