La cheffe

By | Poesia | No Comments

Sto creando una mousse

vernale anticipata

primavera destrutturata

un po’ di sole e petali di rosa

odor di fieno e stalla afosa

connubi d’amore

e note del canto alto

di un asino pazzo al pozzo

che raglia alla luna rossa

e argento rotto di onde di mare,

tutto tritato da spalmare

sul pane di sorgo nero

di questo inverno spettrale.

 

Equinozio di primavera 2020 (per favore, non cantate)

By | Poesia | No Comments

Tetra teatralità del fuori luogo,

oggi è di nuovo primavera,

ma non vale la pena di parlarne,

troppi sono gli occhi che l’inverno

ha chiuso in fretta ed anzitempo

e non ci consola guardare i prati in fiore

pensando ai vuoti sguardi

di chi non li potrà più rivedere…

 

Azzurro impuro

By | Poesia | No Comments

Come una margherita

l’alba m’è sfiorita tra le dita

lasciandomi impaniata

nello stupore denso

di un giorno senza senso.

Oggi mi dilania i fianchi

la voracità del tempo,

che mi lacera il corpo,

il cuore, il sentimento.

Nel gorgo di un abisso

dal colore azzurro impuro,

come i lembi pesanti

che pendono dal cielo,

si sgretolano gli anni,

le speranze, il mio futuro.

Son finiti ad uno ad uno

primavera, estate, autunno

e manca così poco ancora

all’esizio rovinoso dell’inverno…

 

Buon anno! (Trilogia)

By | Poesia | 7 Comments

Pandemia

Endemicamente fiorisce

questa malinconia dolorosa.

Quasi bella, sboccia come una rosa

da radici di neve e sangue e spine,

dovunque tu voglia,

anche ai margini di una rotatoria.

Ed è contagiosa. Si sparge

con questi sospiri bronchiali,

alveolari, ali di pensieri, e vola

sotto forma di spora. O samara,

leggera come fosse primavera.

Appassisce un anno intero

nella mente, nel cuore.

S’ arrossa la congiuntiva,

essudando rimpianto, paura,

attesa e speranza, forse,

di vita futura migliore

da quel piccolo foro ai lati

dell’occhio caruncolare,

rosa rossa del male.

Le lacrime sono il vettore.

E diventa pandemia questo lutto

cocente da fine imminente

di un anno di vita, la nostra,

condotto assai mediocremente.

Infetti

Noi siamo umorali,

leggermente lebbrosi

e un po’ contagiosi.

Per buoni motivi,

che noi comprendiamo,

parenti ed amici

si mostrano schivi.

Così siamo soli,

ma, pieni d’amore,

a tutti auguriamo:

“Buon anno, brindiamo!”

La rotatoria

Alla rotatoria c’è un posto

dove andremo a mangiare

e, se tu vorrai, resteremo a dormire.

Non è che ti chieda di fare all’amore,

soltanto brindare, mangiare, gioire.

Se poi tutto questo ti farà innamorare,

allora saprò come farti godere.

Sarà il buon inizio di una storia importante,

oppure la fine di un anno normale.

A tutti gli amici che mi seguono un sincero ringraziamento per essermi stati sempre così vicini  e avermi dato con il loro sostegno la voglia e l’entusiasmo necessari per condividere qui pensieri e emozioni. Auguro a loro e a chiunque passi di qui un sereno anno nuovo in cui possano realizzare le proprie speranze, i sogni segreti, le loro aspirazioni.

 

 

Parole d’oro oggi, farfalle domani

By | Poesia | 6 Comments

Diremo insieme: Ci fu un maggio freddo

in quella primavera, rammenti che anno era?

Io, che non sono brava con le date,

sospirerò per dire: Tanto è già passata!

E mi ricorderò, rabbrividendo d’empatia,

quanto fu tosta, al tempo, la mia vita

e non da meno fu la tua. Ne parleremo

col sorrisetto  saggio e più leggero,

sorvolando le paludi del passato

come farfalle da poco sbozzolate

tu, con le tue ali grandi e colorate,

i tuoi arcobaleni di speranza e attesa,

io sarò un sfinge farinosa e scura,

ma miracolosamente trasformata

da commediante con il teschio in mano

in creatura alata con il teschio addosso,

sempre un po’ cupa, però rinata al  volo

e sempre pronta a divorare miele,

grazie a te, alle tue parole d’oro!

Alice

By | Poesia | No Comments

Alice

Muta il mio tempo

come a primavera.

Io non prometto

né giuro, ma spero.

Spero di amarti

anche domani,

io sono pioggia

e arcobaleno,

tu sei il mio sole,

riporti il sereno…

San Valentino 2019

By | Poesia | One Comment

Sanva

Brividi di brina

pennellati sul prato

e un vento freddo

che disegna il fiato…

Amami d’inverno,

eterna mia bambina,

la nostra primavera

ancor non è finita!

L’acqua della vita

By | Poesia | 3 Comments

acqua della vita

Strano avere il cuore chiuso

a primavera e oppresso

come se non ci fosse più

colore. Invece tutto appare

pronto. Nelle schiarite in cielo

stride un viavai di rondini,

da qualche giorno almeno,

anche il mio corpo è sveglio

o ha smesso  infine di tremare.

Eppure non mi adorna quel riflesso,

il tremulo chiarore della pace,

e la  mia voce gracida nel vento

patetiche mimesi dell’amore,

vorrei ardere di trepide parole,

ma  riesco appena ad essere

CORDIALE. E la mia fonte, sai,

così segreta, che abbeverava

te soltanto e la tua anima

assetata, io credo sia del tutto

inaridita e non esista più per noi

la chiara risorgiva aurata,

che il  sole all’alba incoronava,

dell’acqua prodigiosa della vita.

La Fenice

By | Poesia | 3 Comments

Fenice

Oggi il sole

piove sulle cose

raggi gialli

lunghi molli

carezze amorose

viole odorose…

Rottame del fato

nel celeste cammino

esplosione di stella,

in frammenti d’iridio

di te fui compagna

ogni anno, d’inverno,

e d’estate e d’autunno…

E di nuovo ritorna

il cammino del tempo,

replicata ma nuova

gran spirale di rose.

Io respiro con te

dolci tiepidi giorni,

con il sole che cresce

e ci nutre di fiori,

primavera rinata

ed ancora… la vita!

 

 

Equinozio di primavera 2018

By | Poesia | 7 Comments

Kukulkan

Kukulkan striscia
con le tue sacre spire
appari al sole

Suona il tuo tempio
dei canti degli uccelli
è primavera

In questo giorno
è tornata la vita
sacro equinozio

Per celebrare il primo giorno di primavera, dedico questa mia catena di tre Haiku alla memoria del dio Maya Kukulkan, (letteralmente “serpente piumato”) la cui ombra, in occasione dei due equinozi, evocata dal sole, striscia per alcuni istanti lungo la parete nord della splendida piramide anticamente eretta in suo onore, ora nota come El Castillo, sita nella località archeologica di Chichén Itzá (penisola dello Yucatan, Messico).
Il monumento è noto anche per i suoi effetti sonori: salendo i gradini si sente un rumore di pioggia, mentre, battendo le mani, si odono canti di uccelli (e a questo curioso fatto allude il secondo haiku.)

Buona primavera a tutti!