Discesa agli inferi

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L’alba tarda

in cucina

ogni giorno di più.

Mi fa male al cuore

aprire le tende

e non vederla più,

al suo posto la notte

è sdraiata sui tetti.

Fra sei minuti, lo so,

alle sette e zero sei,

ritornerebbe,

e il sole con lei,

se però non piovesse

nel grigio uniforme

di un cielo irreale.

Fra poche ore

sarà l’equinozio,

il tempo si adegua

e rotola il tuono,

come se fosse

campana del duomo.

Durerà il giorno

quel tanto che deve,

dodici ore o poco di più.

C’è un mesto colore,

il piombo d’autunno

e mesto è l’odore

di marcio del tiglio

e poi da domani

il giorno si scorcia,

Persefone sposa

va sempre più giù…

Auguro a tutti un felicissimo Autunno!

 

 

L’alba nel vicolo

By | Poesia | No Comments

Finalmente hanno spento

il lampione. inesorabile occhio

insonne della notte.

Così io potrò vedere

l’alba, timida di intenso

pallore, ancor bambina,

non come l’aurora,

che tra poco si mostra,

così priva d pudore,

oro, porpora e viola.

E scoprire un dipanarsi

d’azzurro sui muri delle case,

spiando dalle saracinesche

semichiuse per non svegliare

quel che dei sogni rimane

fra le ciglia tue deluse.

E vorrei correre alla torre

in ebbrezza di avventura

e urlare, urlare al mare…

 

 

Azzurro impuro

By | Poesia | No Comments

Come una margherita

l’alba m’è sfiorita tra le dita

lasciandomi impaniata

nello stupore denso

di un giorno senza senso.

Oggi mi dilania i fianchi

la voracità del tempo,

che mi lacera il corpo,

il cuore, il sentimento.

Nel gorgo di un abisso

dal colore azzurro impuro,

come i lembi pesanti

che pendono dal cielo,

si sgretolano gli anni,

le speranze, il mio futuro.

Son finiti ad uno ad uno

primavera, estate, autunno

e manca così poco ancora

all’esizio rovinoso dell’inverno…

 

2 Novembre

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Oggi lo sento nell’aria

questo novembre di ossa,

fradicio triste colloso,

striscia sui tetti di pioggia.

Cadaveri vani di canto

sfogano i mesti gabbiani

rincorsi dal rude maestrale,

traditori immondi del mare.

Quanto lontana è l’estate!

Quasi non provo rimpianto.

Sai, mi succede ogni giorno

di non volere più niente

indietro dall’avido tempo.

Intanto sbiadiscono in cielo

le ultime stelle al mattino,

io sono svegli dall’alba

e con i miei morti in ritardo

mi giro la casa in silenzio

spazzando i fasti di ieri

con questa coperta di lana

che mi riscalda le spalle,

strappata ad un letto di sogni

che ormai chissà dove vanno.

Alba sul mare

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E poi, la mattina,

com’è bello lo spiaggiarsi

della sabbia quieta

dopo la marea lunare,

con il ventre pregno

delle carezze del mare,

segni di onde,

onde disegni,

stese ad asciugare!

Verso le dune

corre ancora

l’orma del trampoliere.

Oggi la luna

tramonta a quest’ora

e l’alba si spoglia

stracciandosi le vesti

in piccoli brandelli rosa.

Deificazione (piccolo esercizio di poesia cortese)

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Per quanto averti

sia impossibile,

piccola chimera

dei miei sogni,

io vorrò darti

motivo di amarmi.

Io ti darò l’Oriente

di albe perfette

e tutti quei cieli

che porto nel cuore.

Tutti i miei giorni

il mio primo pensiero

sarà il tuo viso,

sei tu il mio sole.

Io coglierò i fiori

che sotto ai tuoi piedi

genera terra

al sentirti passare.

Ti darò il gelo

del mio ultimo inverno,

ti darò il fuoco

che accendi nel cuore.

Ti darò il tempo

di ogni respiro,

da quando ti vidi

all’ ultimo giorno,

ti darò il sempre

che ti fa eterna,

perché eterno

è l’amore che provo.

Gloria perpendicolare

By | Poesia | No Comments

Un cielo color alba

si riversa dai tetti

nella mia cucina.

Talmente denso

è l’azzurro

che parrebbe il segno

di un pennello intinto

in un’acquasantiera

divina.

E la luna, oh la luna

quanto mi delizia

prima di sparire

nel’ anonimo pallore

di una giornata

di sole!

Io non ho la forza,

non sempre, almeno,

di gioire malgrado me

e quegli uccelli neri

nel nido del mio cuore,

ma oggi mi avvinghio

all’ascesa del sole

e a Stonehenge

mi faccio trasportare.

Qui la druidica fronte

mi farò ferire

dal raggio

della trilitica porta

nella sua gloria

perpendicolare.

Alba del solstizio d’estate, 21 Giugno 2019

Guarda, amore, come piove!

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A letto

Io sorpresi le dita dell’alba

a esplorare te e me abbandonati

nel groviglio di sogni e di coperte

che ci è dolce dimora e indugio.

Poi più niente.

Perché il sole in deliquio suicida

si era avvolto in precoce sudario

e i drappi funerei dei nembi

rivestivano i passi del giorno.

Vedovile sgranarsi di ore,

già s’intride di pianto il mattino.

Gabbiani all’alba

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Gabbiani all'alba

Cielo scuro a oriente,

scuro malgrado noi…

Come gabbiani in volo

fendiamo questa vita

con lembi d’alba addosso

e battiti del cuore.

Dove vorresti andare

per perderti con me?

La casa non ci basta,

dolce confino ai sogni,

né il mare di città.

Non voglio più parlare

a gente senza nome

tanto per non morire

con le parole in gola

e quel tormento dolce

che aumenta con le ore,

quando la sera aspetto

perché finisca il giorno

e poi la maledico

perché mi accorcia ancora

il tempo che mi resta,

non voglio più provare.

Forse direbbe il saggio,

che ancora non conosco:

“E allora fai qualcosa!”

E tu che cosa pensi,

tu con gli occhietti scuri,

che mi saltelli attorno,

vorresti tu volare

lontano, ma lontano,

ai limiti del giorno,

vorresti tu trovare

quelle ore tinte in rosso

di cui hai pieno il cuore?

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

La terrazza a tasca

By | Poesia | No Comments

nebbia

Graziosa foschia

di una terrazza a tasca

che cerca luce

fra le tegole smosse,

emblema di speranza,

il nord che non si arrende…

Amami adesso,

in quest’alba di gesso

che trattiene la notte

sull’ali cinerine,

amami, mio vecchio,

sul letto claustrale

che geme astinenza

dalle durissime molle,

rinnova le nozze

di Filemone e Bauci

nell’infausta pianura

dei giorni più freddi…

È un hotel di passaggio,

un’ incrocio di strade,

il tempo, l’amore,

la meta, l’andare…