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Castità dell’alba

By Poesia 2 Comments

Come Susanna e i vecchioni,

vorrei dell’alba

spiare i rossori

che dietro una nuvola casta

le infiorano il seno

e il respiro.

Ma solo guardarla,

lo giuro!

Perché macchiare

il mio giorno

col sangue versato

del sole?

La vergine bella

sia eterna!

Così profumato l’inizio,

così putrescente il finire…

 

26 agosto, all’alba

By Poesia No Comments

Piano l’alba declina

e lo stato del cuore

è di un gaudio infinito.

Sale agli occhi il colore,

nato adesso, bagnato,

gocciolante d’immenso

e si posa piovendo

sulle mura dei sensi

e là fuori sui muri,

sui camini, sui tetti,

sulla storia di noi,

sulle notti di tutti.

 

Settimana di Pasqua (Latitudine: 43°32′39″ N  Longitudine: 10°19′34″ E Altitudine s.l.m. 16 m. Giovedì 6 aprile 2023, ore 5, 3°C)

By Poesia 4 Comments

In attesa di un Armageddon norreno

mi godo quest’alba assassina

scivolata via dalla notte

come un mestruo verginale

precoce. Freddo invernale.

Primavera sconvolta

dalle labbbra di gelo

rotolandosi genera brina.

Forse è passato il mio tempo,

forse invecchia anche Aprile

e gli embrioni delle uova feconde

muoiono senza cova.

Chi ci crede, non faccia benedire

uova sode, uova di cioccolato

sportelle. Ciò è molto male.

 

 

 

 

 

 

L’alba dei lunghi silenzi

By Poesia 13 Comments

Percorrevamo un’alba sterrata

che confinava con pozze di bruma

e sentivamo le urla del mare

che si acquattava dietro la duna.

Un sangue chiaro colava dal cielo,

come un martirio di vergine bruna,

carni straziate e seni di latte

e veli azzurri a coprire la luna.

Qualunque cosa avessimo dentro

l’eterno sbranava in voraci silenzi.

E fu così che perdemmo l’amore

fra gigli di sabbia e taciute parole

e stupefatte ferite nel cuore.

 

Albenga, il tramonto e la sciarpa rosa

By Poesia One Comment

Non credevo che il tramonto fosse

così lungo. Una sciarpa di lana

soffocante, per bambina, lavorata a mano e rosa

che da qualche parte s’è impigliata. Forse a un pruno.

E tu che vai, perché ti fai i tuoi passi, quelli che devi fare.

Né più né meno, come quando accarezzavi i gatti

senza amarli affatto. Solo adesso li ami e lo sai,

forse il senso è solo questo, dell’andare. Stretta,

come la corda al collo di una capretta e il pastore

che la tira perché ha fretta e le dà un pezzo di mela,

così mi pare, e intanto mi ricordo, o mio tramonto,

che le oche sono state molto alte per me, enormi

e molto spaventose, ma succedeva all’alba breve

e c’era, in fondo, il mare ingauno della Gallinara

e la sciarpa, la sciarpa non stringeva, eppure c’era.

 

Il quadro

By Poesia No Comments

Luci dell’alba

su un vecchio Natali.

Quante volte quel ponte

verso un breve infinito

attraversa lo sguardo,

oscillando tra il vero,

i miei sogni, il passato!

Uno specchio beffardo,

appeso proprio vicino

a ripetere ancora

quell’eterno mattino

che non fu, non sarà,

illusorio cammino,

un coagulo sfatto

di colore inventato.

 

Dedico queso post alla memoria del pittore Renato Natali, grande interprete dei  cieli livornesi. Suo è il quadro che ho fotografato per illustrare i miei versi, osando immergerlo in una luce artificiale che simula l’alba.

 

Dolcezza amara della sera

By Poesia No Comments

Pozzanghera rosa

sulla strada verso casa,

un seno che raccoglie

le lacrime del mondo

tinte di speranze deluse.

Tu, che torni dal mare,

che ne è stato del sole?

Digli, ti prego, di tornare,

così che in sogni quieti

ci nasca all’alba in cuore

la voglia nuova di sperare…

 

L’illustrazione di questa mia poesia è una foto di Paolo Scarpellini, cui vanno i miei ringraziamenti.

Íl tempo che non so… (riflessioni di un biologo al tempo del Corona)

By Poesia 6 Comments

Non ho più tempo per niente

e allora faccio festa,

cavalco la mia bestia

selvaggia e guerriera

e respiro la sera

che esce esalata

dalle froge anelanti

della mia cavalcatura

e finalmente io grido

così, per cantare la rabbia

e, perché no, la paura,

che disegna ad oriente

il colore infocato

di un’ alba inesistente.

Invece è già notte

e cola dai tetti liquame

di fogna, fango di sugna,

destino soccombente

di un’umanità morente

che non può proprio niente

contro il vero vincente,

un embrione di vita

con tanto potere generante,

forse meno di un prione,

ma molto più di un regnante…

 

Discesa agli inferi

By Poesia 10 Comments

L’alba tarda

in cucina

ogni giorno di più.

Mi fa male al cuore

aprire le tende

e non vederla più,

al suo posto la notte

è sdraiata sui tetti.

Fra sei minuti, lo so,

alle sette e zero sei,

ritornerebbe,

e il sole con lei,

se però non piovesse

nel grigio uniforme

di un cielo irreale.

Fra poche ore

sarà l’equinozio,

il tempo si adegua

e rotola il tuono,

come se fosse

campana del duomo.

Durerà il giorno

quel tanto che deve,

dodici ore o poco di più.

C’è un mesto colore,

il piombo d’autunno

e mesto è l’odore

di marcio del tiglio

e poi da domani

il giorno si scorcia,

Persefone sposa

va sempre più giù…

Auguro a tutti un felicissimo Autunno!