Esercizio di insonnia

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insonnia firmato

Luce accesa

Mi duole il cuore,

mano aperta sul petto

per dimostrare.

Un solo occhio aperto

mi guardi dubbioso,

ciclope irritante.

Dormire, dormire!

Luce spenta

Cataratte di ragnatele

ricoprono i vasti

soffitti della stanza

(quattro metri per quattro)

luce che filtra,

persiana bilenca,

occhi stanchi.

Ovunque pendono

funamboliche funi

e drappi di insonnia

per farmi scendere

da quest’ora infame

(le tre meno un quarto)

al non tempo del sonno,

ma adesso non posso.

Vorrei amarti ancóra,

ancorarmi alla boa

del tuo abbraccio possente.

Ma la tua schiena

mi sdraia contro

un silenzio indifferente.

Il tuo respiro parlato,

molto meno di un ronfo

e poco più di un sospiro,

si lega al mio fiato

così intimamente.

Catturo il tuo braccio inerte

e me lo drappeggio intorno

ancorandomi ancóra a te,

solo io consenziente.

Così non posso fuggire,

perché, se a volte il troppo

non sembra abbastanza,

certe notti ti accorgi

che il poco basta e avanza.

Luce naturale dell’alba


 

 

 

 

 

 

Stelle infrante (sottosopra)

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Piccola sfinge di peluchecon zampe e stelle

Un pesce palla mutante

mi osserva dismorfico

col suo terzo occhio

da un mare in fermento

(che fa le veci del cielo)

in un mondo capovolto.

Inquietante. E le stelle?

Le stelle in cocci di luce

mi pungono i piedi

illuminando il cammino

lattescente. Che ne pensi?

 

 

Linea diretta

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foglia di vite

La foglia di vite

in ceramica,

degli anni cinquanta,

dici che rientra

nell’asse ereditario?

Voglio aprire gli occhi,

prima che sia tardi,

e, di tutto il ciarpame,

che pure mi è caro,

le cose più belle

soltanto donarti

e, se solo potessi,

per senno e per anni,

lasciarti, di me

la miglior parte!

Il silenzio delle memorie intorno

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danza segreta

Quando del tuo corpo stanco

si fermerà la danza e si tacerà

la cadenza del sangue nel cuore

dimmi, senile figlia del tuo tempo,

sai se sarà la notte a custodire

la piccola ballata del tuo amore?

La nuca muta

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Nuca

Cerco nella tua nuca

i segni del tuo umore.

Vorrei vederti il viso,

ma non posso. Così indovino

dalla rigidità del collo

e dal vestito nero

che non so né chi, né quando,

ti ha rubato il sorriso.

Inquietante (giù il velo)

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amanti

Per fortuna c’è Facebook

-per noi sei importante-

che, come una macchina del tempo,

mi ricicla i ricordi.

Inquietante.

E tu dove sei,

caro amico di un tempo,

che parlavi parole di carne?

Ho provato a chiamarti

e ti ho trovato disperso

nei tuoi vizi recenti…

E tu, mio legame di sangue,

non potresti fermare

la giostra di Alice,

mio coniglio bianco,

e scendere, per un momento,

e scoprire che il mondo

gira con un tempo diverso

che, vedrai, non ritorna?

Un giorno, per noi, sarà tardi…

Per fortuna c’è Facebook,

dove accarezzare le facce,

e la sua indiscreta finestra

dove, ogni tanto, affacciarci

e gridare all’anonimo mondo,

a tutti, a nessuno, il nostro tormento!

I cavalli del tempo

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baio nel prato

I sogni mi si sono ristretti

a uno sfondo tranquillo

di vita privata,

ma anche questo già

mi sembra troppo

e, col fiato sospeso,

trattenendo il galoppo

dei cavalli del tempo,

io rincorro il mio scopo…

Anime danzanti (amore oltre il tempo)

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In quel letto di stelle

In quel letto di stelle♥

dove dormiva amore         ♥

vorrei, per una notte, ♥             ♥

ritornare. Inebriarmi          ♥

di fiati e parole, di piume      ♥        

di guanciali e risate, ♥

fra baci e carole… ♥        ♥

Ritrovarci, io e te,    ♥

due angeli e un volo.      ♥

Buon San Valentino a tutti! ♥♥

Onde gravitazionali

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Propagazione

Che ci fosse

una musica energetica

dell’universo,

come gli dei,

già lo sapevo.

Come gli dei,

la sentivo

col corpo

e col cuore

ed essendo mortale

quasi ne morivo.

Già da tempo

col loro linguaggio

la nominavo

e, quasi morendo,

io la cantavo.

Musica estrema,

spartito grande

di ogni evento ,

di tutto l’amore,

fin dal primo

atto creativo,

ma anche

di ogni morte,

arpeggio

e battimento

di ogni violenta

carezza con cui

ciò che è

fu concepito,

di ogni lacerante

grido materno

per la nascita

o morte di un figlio.

Mai sarà dato

conoscerla intera

fino al giorno

del compimento

e della riunione,

quando il Tutto

ritornerà in se stesso

mai morendo.

Mai stampare le nuvole!

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decollo dell'angelino

Disegno col mouse

paradisi finiti

e giovani angeli

intenti al decollo…

Paradisi di periferia,

però,

dove il tempo sbagliato,

mio caro, non torna

ed i sogni

rimangono sogni

e la disperazione

è così comune

che fa solo ridere,

come l’eroe che scala

un eden irraggiungibile.