Un’ora

Un'ora

Il silenzio mi ovatta

sempre verso le cinque

mi sigilla le nari

e mi riempie la bocca

per levarmi il respiro,

sintonia fra il sentire

ed il cielo a quest’ora.

uniforme grigiore,

punteggiato di uova

come un nido di ragno,

di corpuscoli neri,

minimali rumori:

voci in strada, gabbiani,

l’asma stanca del bus.

E le cose qui intorno

in suicidio corale

delle forme nel caos

della luce che scema

in notturna unità,

poi più niente, la mente

è la sola che resta,

solamente la mente…

Alle sei le campane.

Bagnato su bagnato (L’addio)

Ombrello blu

(Acquerello di Riccardo Scarpellini)

Il grigio si espande,

waterloose il colore,

piove piano e silente

inesorabilmente

da ore. E mi invade

la mente. Diluisce

i miei grumi in realtà

trasparente.

I pensieri distende,

brevi ombre sul niente.

Un ombrello si affretta

sotto un lembo di cielo

in  pigmenti sdraiati

sull’asfalto bagnato,

i riflessi di un passo

che chissà dove va…

 

Il corridoio

La marionetta rosa

Un piccolo inventario dei dolori

e ricomincio a camminare,

prima con le gambette

di marionetta imbullonata,

un passo dopo l’altro,

poi con la mente impaniata

nell’assurdità dei sogni

e la necessità di andare,

piccola guerriera, io,

del lungo corridoio,

che dura quanto l’infinita lotta

fra il farcela e il restare.

 

Il tappeto

Tappeto di nuvole rosa con luna.jpg

Una mezza luna incerta

sta appesa nel cielo

del tramonto dorato

e uno spesso tappeto

di nuvole rosa

stende  un soffice invito

a sdraiare la mente,

riposare i pensieri,

ovattare le voci

di indefessi odiatori,

rintuzzare l’invidia

per la mia povertà

e il mio semplice dire,

per la sincerità

che mi mette le ali…

Riversa

spazialità del vino
Giochi di vino
e luce di candela
per ingannare l’anima
Ampi spazi
dividono la mente
nella quieta follia
Suppurazione del silenzio
gocciola il terrore
macchiando il tavolo
Gettami sui tuoi dolori
bevimi adesso
fino a farmi morire
riversa nell’estasi.