Kokoschka nel cuore

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Sinciziale

Sinciziale, alzati!

Sei troppo bella

con i visceri estrusi

senza pudore.

Ma adesso ascoltami,

sono il tuo riflesso

in questo specchio,

sono come tu mi vedi

coi tuoi occhi,

così fidati di me:

È ora di andare.

Flebiti profonde

della mente e del cuore,

coaguli di sogni

andati a male,

viluppi di speranze

e delusioni

con i loro colori

sono asociali

e molto spaventosi.

Rimettiti la pelle,

se proprio vuoi restare.

4 minuti dopo l’alba

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4 minuti all'alba

Oh, com’è gradito

in quest’alba

di cuscini freddi

ricercare in cielo

le strisce dorate

del nascente sole

e suggere speranze

da scenari d’illusione,

resi inquieti tuttavia

dal persistere mesto

di un’erosa luna!

Il corridoio

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La marionetta rosa

Un piccolo inventario dei dolori

e ricomincio a camminare,

prima con le gambette

di marionetta imbullonata,

un passo dopo l’altro,

poi con la mente impaniata

nell’assurdità dei sogni

e la necessità di andare,

piccola guerriera, io,

del lungo corridoio,

che dura quanto l’infinita lotta

fra il farcela e il restare.

 

Equinozio d’autunno 2018

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Mano dell'equinozio

Inguaribilità della tristezza…

Finalmente l’equinozio

l’alba si fa più pigra

per la strada solo un uomo

che si affretta in bicicletta

(logico è domenica)

e io che dal mio terrazzo

al quarto piano mi affaccio,

trattengo lembi d’estate

e non mi resta niente

in mano.

Meno sette

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Autoritratto col te

Mancano sette minuti

all’ora del tè.

Mi pregusto l’aroma,

la pausa

e parlare con te.

Paradossalmente

ho già consumato

il piacere

quasi un dejavu

dei sensi, della mente.

I molti letti

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la casa dei sogni

Recentemente ho capito

per illuminazione

perché certi sogni,

in apparenza banali,

fossero fonti

di grande paura,

da svegliarmi sudata,

con la gola essiccata…

Io sogno case buie

con lunghi  corridoi

e camere con molti letti

dove passare la notte

e ci sono i vivi come me,

perché ancora io lo sono,

e ci sono i miei morti

che stanno a riposare.

Facciamo tutti silenzio,

mi sdraio, spengo la luce

e mi desto prima di morire.

…Sono ricordi degli obitori

dove con grande dolore

ho visto per l’ultima volta

quelli che ho molto amato

e che non ho lasciato andare.

Specialmente mia madre,

quando sono scappata,

appena un attimo prima

che chiudessero la bara.

Le dimensioni del cuore

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Autoritratto con collana

Lente d’ingrandimento…

Un cuore sotto dissezione

minuscolo muscolo svela

gli imperfetti dolori  polari

miseramente inadeguati

alla grandezza dell’ universo

ma per lui così grandi

da portarlo a una piccola morte.

E Marte brilla arancione

e non lontano anche Giove

fa la sua parte nell’assurdità

del cielo ancora estivo.

Ritorno alle dune

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Ritorno alle dune

Ancora io vengo

a cercarti

nel mare, nel cielo,

in ogni granello

di sabbia, nel tempo,

nelle ore, nei giorni,

nel vento

che scava nel cuore

e riporta a folate

ricordi distanti…

Quod erat in votis

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cactus lacustre nel tramonto

Di tutto quello che un giorno

di tutto quel che oramai…

Che se poi non tornasse…

Di quei sogni svaniti

palloncini scoppiati

là, più in alto del vento,

del mio cuore anche lui

lacerato. Della vita sbagliata,

dei segreti preziosi

che mi sono svenduta

per avere un sorriso,

del mio muto anecoico

essere sola dovunque…

Di tutto quello che un tempo…

Non m’importa più niente,

io no trovo più un senso,

non desidero niente

e nemmeno rimpiango,

ora a vuoto rimbombo…

La guercia

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Ragazza pallida che gioca con la sciarpa

Non riesco a guardare

con tutti e due gli occhi

nella tenebra fitta

che è chiara ai profeti.

Se anche potessi,

non voglio sapere

né i tempi, né i modi

del mio compimento,

così mi trastullo

con questa mia sciarpa

di fili di ore

tessuta dai giorni

e sbircio soltanto

con lo sguardo da guercia

alle soglie  del tempo,

carpisco segreti

alla voce del cuore

che batte più stanco…