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Certi orrendi tramonti

By Poesia 3 Comments

Certi orrendi tramonti

a me strappano il cuore

per la loro bellezza,

impietosì dei tempi

ai miei occhi concessi.

E i ricordi, i ricordi

degli amori perduti

senza mai assaggiarli

e la fuga dei giorni…

Occasioni sprecate,

vite intere bruciate

ed il rosso a immolarmi…

Sulla pira è Didone

mentre Enea se ne va…

 

La capra domenicale

By Poesia No Comments

Created with GIMP 

Sempre le stesse strade,

a intersecarsi strette,

che ora mi ripetono

su giorni sempre uguali

e io pedestremente

mi bruco i miei sentieri,

mancanza di orizzonti.

sapori sempre uguali.

Io e me su me e me,

di passi ricalcati,

orme senza confronto

e non ti accorgeresti

di chi, quando è passato.

E suona la campana

a dirmi, così vera,

che un’altra settimana

si estingue nella sera

che già diventa nera.

Illustro il testo con una mia idea, realizzata col supporto di Gimp e la simpatica  mascotte, GEGL goat, la capra a 5 zampe.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Promenade

By Poesia No Comments

Negli anni certi amori…

e invece altri…

Io non mi chiamo Belle,

né tu sei Marc e poi…

E poi non so volare

e la tua mano grande

la vedo ciondolare

lungo il tuo fianco stanco

e non ci sono, qui sul mare,

né fiori, né riposo, né sentieri

dove la gioia si possa dipanare

e i miei vestiti gobbi e scuri

inchiodano i miei passi

all’unico cammino

dove dovrei andare.

Così non mi chiamare

come s’io fossi lei

e tu potessi soffiar vita

nei miei polmoni secchi

e l’elio nel mio cuore.

 

Al dottore

By Poesia No Comments

 

Monitoriamo questo,

monitoriamo quello:

I passi di avvicinamento

della secca al mio girello,

con la sua botte appesa

di ossigeno al cervello,

noi stiam contando insieme,

mio caro e buon fratello!

E siamo anche sereni,

io per la mia saggezza,

la voglia di guarire,

l’intontimento stolto

di chi non vuol morire,

tu per la coscienza

di aver tentato tutto,

salvo fermare il tempo,

perché non lo sai fare!

 

Viva la vecchia

By Poesia No Comments

Guarda che amarti così

non è per niente facile,

troppi capricci e troppi sogni

ad occhi aperti con la morte

in immanenza ossuta e claudicante.

Più io scappo verso il sole

a ricucire la mia lebbra cruda

scontata in estrema solitudine,

più tu frigni forte su isole infantili

a reclamare l’impossibile.

Io vendo membra con la ruggine,

chi si contenta gode e paga poco.

Accostati ragazzo alla mia incudine

e batti il ferro finché è caldo

al rosso inferno del mio fuoco!