Karlovy Vari

Bagnante alle terme

Vieni alle terme tesoro con me

voglio guarirti l’anima stanca

e lenirti coll’acqua gli affanni

lavar via le ferite degli anni,

i veleni del tempo, i pensieri

i ricordi più tristi, i tormenti,

i metalli pesanti del cuore.

Lascia il passato a Karlovy Vari

come un bagaglio dimenticato…

Luci

il fiume di notte

Basta

pochissima luna

e le pietre del fiume

brillano al buio,

pallide stelle,

e, come in cielo,

per la carezza

dell’acqua,

tremano piano.

Così non fu per noi,

mio amore lontano,

non c’era

nel grembo nero

dell’ultima notte

nemmeno una luce

per farti tornare,

eppure rimasi,

rimasi per anni,

ferma col cuore

sull’inutile sponda

ad aspettare,

né fu lanterna

la speranza, né faro

il mio pensiero,

né la mia voce

lucciola estiva,

che continuava,

pulsando sul ritmo

del sangue agitato,

il tuo caro nome

a invocare.

Lustratio

Afrodite nella vasca da bagno

Un lungo lungo bagno

io prenderò stasera

del genere lustrale

per giovane ragazza

di rango celestiale.

Mi bagnerò i capelli

senza ferirli al getto

dell’insensata fretta,

carezzerò i pensieri

e calmerò il mio cuore

nell’acqua temperata

d’aroma e di calore.

Mi darò tutta al tempo

e il tempo sarà mio

in uno stretto amplesso

di lento scorrimento.

E quanta giovinezza

rinascerà sul volto!

Mi sorgerà dall’anima

la luce del sorriso

e quello che d’eterno

accende nello sguardo

la stolida speranza

di essere immortale.

Ἀσκληπιός (Asclepio)

Pellegrina alla fonte di asclepio

Mi pare un miracolo

ma non è. È solo acqua,

una fonte millenaria,

che continua a sgorgare

e poi ci sono i capperi

con i loro grandi fiori

e io che voglio guarire

da ogni mio dolore.

O caro Asclepio di Kos,

ho salito tante scale

sotto questo arso sole

e ora sono qua e ti prego

di non farmi più soffrire.

Sacerdote di me stessa,

furtivamente mi aspergo

e mi sembra di rubare.

Io ti amo, dio dottore,

perché sei imperfetto,

e so che se ascoltassi,

ma non puoi, per pietà

mi vorresti esaudire,

tu lo sai che non serve

star male e infine morire

e di nascosto piangi

per noi, le tue creature.

L’abbandono

addio-di-ghiaccio

Così lui non tornerà…

Senza la certezza,

il buco nel cuore…

Ci sono delle gole

fra i monti

di giovani torrenti

dove l’acqua fa violenza

e crea caverne nuove

e mulinelli di sassi

e scricchiolii di ghiacci:

Dentro mi succede questo,

so come andrà a finire,

non servono parole.

Amare d’inverno

macedonia-al-sempervivum

Gustammo ierlaltro

rosse perle d’estate

sapidissime ancora

e d’amore e di mare…

Io berrei volentieri

solo un sorso di acqua

per levarmi di bocca

il retrogusto di sangue

che passione lasciava,

è già tutto passato

e un inverno precoce

ruba il passo all’autunno,

sono piena di tosse

e la febbre mi trema

nella voce grattugia

e lo strano di questo

è che sono contenta,

ma contenta di tutto

e mi basta il furtivo

e notturno cercarti

per rubarti il calore

che si spande dal corpo

con la punta del piede

e tu dormi e stradormi

e nemmeno ti svegli.