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Viaggio d’inverno al mare

By Poesia No Comments

Ossa vessate,

povera calcina in disamore.

Fondi di bicchiere vuoto

come verde, scuro mare

e tuffarmi ad occhi chiusi

dentro il freddo disperato

del ricordo di un amore,

correndo intanto, grigio,

come una strada provinciale,

il nonsenso dell’andare,

mentre tutto, al gusto,

pare amaro e sa di sale.

 

Il tempo allo specchio del bagno

By Poesia 4 Comments

Mi incontro stasera

posando allo specchio

uno sguardo curioso,

ma anche d’amore

e vedo il dolore,

le stanche enfiagioni

di viola e di giallo

che segnano sotto

i miei occhi guizzanti,

allungati, strizzati,

due splendide tinche

verdastre ed inquiete

a cercare risposte

e a farsi domande.

Son’io quel Picasso

che incontra il suo naso

annusando dal centro

il profilo di un lato

da un molto sconvolto

movimento del collo

per caso guidato?

Biascica il tempo

le scuse avvizzite

di chi mi consuma

il mio dentifricio

o tutto il sapone

e poi se ne va,

lasciando un alone…

 

 

Andiamo a Salò

By Poesia One Comment

Come si è denudato

l’amore,

con un colore di mummia,

l’estrema magrezza

e un piccolo fiore smarrito

a nascondere il sesso intirizzito!

Ed ogni suo passa sa di cantina…

Proviamo a scappare a Salò,

a rifarci i turbinati,

o in qualche altro posto

a rimpolpare le ossa

di questo sbiadito ricordo

catacombale.

 

Tradimento dei tempi e del tempo

By Poesia 2 Comments

Fa molto male l’illanguidirsi dell’amore,

condivisione forzata

del cattivo umore

e discorsi dal tenore

ambulatoriale,

quando si aspetta,

però nessuno ha fretta,

godendo tutti

della rassegnazione

del mutuato in pensione:

Ci si raccontano i mali.

Questo dunque l’amore,

scandito da bucato comuni,

illusioni, fugaci strette

di grinzose mani.

E poi c’è un caldo epocale,

da telegiornale.

Proibito a noi uscire,

se non si vuol morire.

Una volta luglio

era il mese del mare.

Una spesa avvilente,

di qualità indecente,

la portano a casa

i grandi fornitori,

supermercati

e prodotti bacati.

Perché chi sta a casa

non vale, peggio per lui

se sta male!

Basta che possa mangiare…

Una volta a luglio

noi potevamo amare…

 

Bentornata Primavera! (Equinozio di primavera 2023)

By Poesia 6 Comments

A sfida di dotte diagnosi,

infine ci sarò,

o dolce Primavera!

Quindi, mia cara, affrettati,

fatti vedere, spogliati,

danza sui prati nuda,

spargi i tuoi dolci fluidi

e nasceranno fiori.

Dammi l’ebbrezza orgiastica

che mi negai un tempo,

restando mezza casta

nei caldi pleniluni

delle mie antiche ore!

Te ne farai qualcosa

di una baccante vecchia

col piede nella fossa?

Non ridere di me:

Io voglio ancor amore!

 

L’alba dei lunghi silenzi

By Poesia 13 Comments

Percorrevamo un’alba sterrata

che confinava con pozze di bruma

e sentivamo le urla del mare

che si acquattava dietro la duna.

Un sangue chiaro colava dal cielo,

come un martirio di vergine bruna,

carni straziate e seni di latte

e veli azzurri a coprire la luna.

Qualunque cosa avessimo dentro

l’eterno sbranava in voraci silenzi.

E fu così che perdemmo l’amore

fra gigli di sabbia e taciute parole

e stupefatte ferite nel cuore.

 

In memoria di una vergine

By Poesia No Comments

Portami, amore,

sui prati d’inverno

dove in cristalli

fiorisce la neve

sopra gli abeti

e dovunque sia gelo,

ove l’ala del merlo

si spiana nel nero

fendendo del cielo

la bianca innocenza

che a notte, tremante,

perdette la sposa…

Le bacche che franse

col becco vorace

fan piccole gocce

di lacrime e sangue.

 

Microluna

By Poesia 4 Comments

Te ne vai, befana mia,

verso una microluna lontana,

salutata dal coro dei lupi,

incalzati da urgenze d’amore.

Un puntino lassù, controluce,

eppure sei tu, amica strana.

 

Respiri di fine anno

By Messaggio ai lettori, Poesia 7 Comments

Nella penombra guardo

il letto addormentato.

Conserva nelle pieghe

sue disfatte

ogni notte un pochino

di respiro,

quando affrettava

i battiti il mio cuore,

mentre la bocca

ripeteva “ancora!”

Ah, l’amore,

mai sentito freddo

In quei momenti…

E adesso cose opposte,

sofferenti, ed il rumore

del concentratore,

l’ossigeno che arriva,

per fortuna, e tu, che,

come sempre,

“mi” respiri…

Auguri speciali e tutta la mia gratitudine agli addetti alla consegna dell’ossigeno (io ne conosco due, per motivi, io credo, di turnazione,) che ogni Venerdì mattina mi portano la bombola, una finestra aperta sull’aria fresca di una vita indubbiamente migliore. Non c’è sensazione più bella del respiro che “funziona” e questo l’ho capito solo quando mi ha tradito. E lo fanno con gentilezza e col sorriso. Buon Anno a loro e a tutti quelli che passano di qua.

 

 

Povertà d’amore

By Poesia No Comments

Tristissima di povertà non sonora

-non mi lamento, non piango, non racconto-

mi sfogo sull’eczema di un braccio e poi mi fermo.

perché il sangue romperebbe il segreto.

E mi vedo sul greto del torrente di Albenga,

quando ancora non sapevo niente di niente

e per questo speravo e ridevo ed ero il re

del mio piccolo mondo, che confinava col mai

e col sempre, per quanto vicina io ero alla nascita

e lontana, lontana dalla mia morte. Eppure

qualcosa intuivo, quando la sera vorace

si mangiava la mamma, se nessuno accendeva

la luce di casa e il suo bel viso un po’ triste

splendeva nel bagliore inquietante dei lampi

e, in fondo in fondo, la Gallinara era nera,

o quando la mite oca bianca delle rive del Centa,

senza volere, mi feriva con la lingua coperta di denti

se con la piccola mano le davo il mangiare

e io ci rimanevo molto male… Perché mi morde?

Così adesso sono tale e quale a quel tempo

e, da dentro il cuore, esigerei esser nutrita

d’ amore e mi vergogno, lo so che non va bene,

ma vorrei averne almeno quanto ne ho dato.

Pareggiare, in questa maremma amara di ora,

quasi tutti i conti e, posta la mummia semiviva,

l’indegna quiete in cui mi trovo bendata adesso,

sul letto di tutte le sere, morire finalmente d’amore.