Da allora per sempre (la soglioletta)

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Come una soglioletta

sul fondo dell’abisso

su di te mi appiattisco,

compagno serale.

Vivo un amore

molecolare,

corpo su corpo,

pelle su pelle,

cuore su cuore

in un solo respiro,

quello del mare.

 

Bella per sempre (mottetto)

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Così, nell’acqua di un fosso

si dissolve un papavero rosso,

un amore nato per gioco

che nel sogno ritorna per poco

e risplende di stelle e d’aurora

quando il cielo già trascolora.

Fra le ciglia frementi una donna

cela ancora il ricordo e sospira

al risveglio, per sempre, da allora,

rotolando sul volto senile,

come perle, lacrime pure.

 

 

Tempi diversi

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C’è chi ha tempi diversi,

mentre il giorno è già alto

e la strada garrisce

con le rondini in cielo

di saluti e di voci:

La fermata del bus,

la posta, il mercato

con la coda ondulata

di troppe formiche…

(E che il gaudio di oggi

non diventi dolore!)

C’è chi resta nel letto,

soltanto a ascoltare,

c’è chi i timidi passi

può portare in terrazza

e pian piano si affaccia

e può anche guardare.

C’è chi aspetta il domani,

e sa già di guarire,

e per questo sorride,

c’è chi ha tempi più incerti

e può appena sperare,

c’è chi ha il lutto nel cuore

e, parlando all’amato,

come avendolo al fianco,

con le lacrime agli occhi,

gli sussurra in un soffio:

“Guarda, amore, c’è il sole!”

 

Per non creare il male

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Se fossi una dea

creerei il mio mondo

semplicemente

ascendendo.

Arsa all’interno

da un fuoco d’amore

getterei

nel mio crogiolo eterno

pulviscolo stellare.

 

Com’è difficile cantare…

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Quando sognavo l’Islanda,

ispirata dal ghiaccio e dal fuoco,

ero soprano e usignolo

ricamando spartiti di note

così alte da far sanguinare

i più puri, rompendogli il cuore,

morire felici, rinascere ancora…

Ma ora, che il nulla ci incalza,

oscurando ogni giorno il futuro,

ora, che Dio c’è lontano,

e la mente fatica a adorarlo

e a crederlo il buono fra i buoni,

or che il ruscello è palude

e marciscono  fiori di neve

sotto i passi  incerti, smarriti

di un primavera di tisi,

ora che le messi future,

abbattute a colpi di falce

reclinano i capi delusi,

lontani da padre e da madre,

rapinati di ciò che era certo,

giovinezza, vita, bellezza,

senza conoscere amore

e papaveri e risa e l’estate,

ora non canto, non spero, non rido,

soltanto aspetto e sospiro.

Oh, com’è lontana l’Islanda,

com’è lontano il bel canto,

or che non posso sognare!

 

Il colore grigio cielo

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Così, senza gloria,

è incominciato marzo,

in gramaglie di nubi

e lacrime vedovili

e un color grigio cielo,

uno strano celeste

umiliato dal nero,

che non pare un colore,

ma la veste dismessa

di una donna fuggita

sgusciando via nuda,

da una delusione d’amore,

abbandonando sul letto

dell’ultima notte

tutta una vita, un passato,

una storia.

 

San Valentino 2020

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Come una chagallina volante

un giorno ho trovato l’amore:

Tu mi hai presa per mano

e ho incominciato a volare.

Il vero amore da felicità. Auguri a tutti  i Valentini, presenti e futuri!

 

Buon anno! (Trilogia)

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Pandemia

Endemicamente fiorisce

questa malinconia dolorosa.

Quasi bella, sboccia come una rosa

da radici di neve e sangue e spine,

dovunque tu voglia,

anche ai margini di una rotatoria.

Ed è contagiosa. Si sparge

con questi sospiri bronchiali,

alveolari, ali di pensieri, e vola

sotto forma di spora. O samara,

leggera come fosse primavera.

Appassisce un anno intero

nella mente, nel cuore.

S’ arrossa la congiuntiva,

essudando rimpianto, paura,

attesa e speranza, forse,

di vita futura migliore

da quel piccolo foro ai lati

dell’occhio caruncolare,

rosa rossa del male.

Le lacrime sono il vettore.

E diventa pandemia questo lutto

cocente da fine imminente

di un anno di vita, la nostra,

condotto assai mediocremente.

Infetti

Noi siamo umorali,

leggermente lebbrosi

e un po’ contagiosi.

Per buoni motivi,

che noi comprendiamo,

parenti ed amici

si mostrano schivi.

Così siamo soli,

ma, pieni d’amore,

a tutti auguriamo:

“Buon anno, brindiamo!”

La rotatoria

Alla rotatoria c’è un posto

dove andremo a mangiare

e, se tu vorrai, resteremo a dormire.

Non è che ti chieda di fare all’amore,

soltanto brindare, mangiare, gioire.

Se poi tutto questo ti farà innamorare,

allora saprò come farti godere.

Sarà il buon inizio di una storia importante,

oppure la fine di un anno normale.

A tutti gli amici che mi seguono un sincero ringraziamento per essermi stati sempre così vicini  e avermi dato con il loro sostegno la voglia e l’entusiasmo necessari per condividere qui pensieri e emozioni. Auguro a loro e a chiunque passi di qui un sereno anno nuovo in cui possano realizzare le proprie speranze, i sogni segreti, le loro aspirazioni.