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San Valentino in rosso (14 febbraio 2021)

By Poesia 6 Comments

Tanto per parlare di bei giorni,

quanto ci interessava festeggiare?

Più per mostrarci che per amore

uscivamo agghindati a far baldoria…

Se ci ripenso, io mi domando adesso:

Quanta felicità raccoglievamo?

Io vorrei stringere una rosa

perché amo il rosso e il suo carnato

e la delicatezza del profumo

e vorrei restare dove sono adesso,

ma senza saper d’esser in prigione

e non provare tutta questa noia,

non perdere i miei giorni sospirando,

così sicura del tuo amore, adesso,

che mi addormento senza fare sesso,

cucino delle torte così buone

che non le chiedo certo al ristorante,

ma, caro amore mio, fedele vecchio,

vorrei non guardarmi nello specchio,

tornare indietro e ritrovarti ancora,

senza l’epidemia che ci rincorre

e il sangue così caldo nelle vene

da imporre all’uno e l’altra:

“State insieme!”

 

Cieli a dicembre

By Poesia No Comments

Come sono tristi

le lune di dicembre,

con le maree

gelate dentro il mare

e tu che non ricordi

quando l’estate scorsa,

or fa trecento anni,

già mi chiamavi amore!

Quando la spiaggia accolse

la frenesia dei corpi

nel dirsi tutto quello

che non fu detto mai

e ora il letto è sfatto

e tu che non ritorni,

le corna di Selene

che piangono per noi

e tutti gli astri intorno

in brividi di ghiaccio

e il canto delle stelle,

da gole di glasspiel,

che sparge suoni d’oro,

ma freddi come lame

di spade dentro il cuore…

 

 

 

Seren sarà

By Poesia 5 Comments

Oggi è stato difficile

far tornare il sereno,

persino il sole

pareva sfinito,

lottando col vento

e una pioggia inclinata

che batteva sui vetri,

e poi scivolava.

Così come la vita,

tentativi ed errori,

alternanza ostinata

di speranze e dolori,

grandinate sul cuore,

ogni tanto l’amore.

 

La bambola che aveva gli occhi mobili

By Poesia 5 Comments

Diciamocela tutta

senza far rumore:

Ho una tal pura

che mi scoppia il cuore.

Non ho più voglia

di darmi la baia

fingendomi a un tempo

una brava massaia

che impasta la pizza

e tira la pasta

e poeta ottimista

che canta l’amore.

Sono invece

una bambola vecchia

di celluloide

tutta ammaccata.

Ho la testa pesante

e lo sguardo fissato

per sempre su un punto

da un’ incapace

manata di stucco,

il mio meccanismo

per muovere gli occhi

essendosi rotto…

E la speranza,

falena d’amianto,

svolazza lontano

dal campo visivo

di un rudere umano.

 

 

La cheffe

By Poesia No Comments

Sto creando una mousse

vernale anticipata

primavera destrutturata

un po’ di sole e petali di rosa

odor di fieno e stalla afosa

connubi d’amore

e note del canto alto

di un asino pazzo al pozzo

che raglia alla luna rossa

e argento rotto di onde di mare,

tutto tritato da spalmare

sul pane di sorgo nero

di questo inverno spettrale.

 

I due vecchi

By Poesia, Senza categoria No Comments

 

Verità da camera da letto,

il monte ginocchio appeso

allo specchio,

il soffritto del pranzo che stagna

nel riflesso.

Un barbecue di illusioni rosolato

da un vecchio.

Un amore d’ottobre, pisolando

parecchio,

si scalda al meriggio di sole e solecchio.

Le mani ora solo intrecciate

in amplesso

di efelidi, artrosi. E il suono all’orecchio

di antiche promesse, mantenute

all’eccesso.

 

La molla

By Poesia 6 Comments

Poi un giorno

mi si è rotto il cuore,

quello destro,

dice il mio dottore.

Io sento solo la fatica

persino di sognare.

E poi c’è quella molla,

troppo lunga

nel passo delle spire,

che non si è più riavvolta

a forza di caricare.

Io soltanto la vedo

e la posso toccare.

Sapessi come pende

verso il ventre

da uno squarcio

immateriale,

chirurgicamente inferto

dalla pietà e dall’amore

ogni dannata volta

che ti vedo soffrire!

 

Da allora per sempre (la soglioletta)

By Poesia 4 Comments

Come una soglioletta

sul fondo dell’abisso

su di te mi appiattisco,

compagno serale.

Vivo un amore

molecolare,

corpo su corpo,

pelle su pelle,

cuore su cuore

in un solo respiro,

quello del mare.

 

Bella per sempre (mottetto)

By Poesia 2 Comments

Così, nell’acqua di un fosso

si dissolve un papavero rosso,

un amore nato per gioco

che nel sogno ritorna per poco

e risplende di stelle e d’aurora

quando il cielo già trascolora.

Fra le ciglia frementi una donna

cela ancora il ricordo e sospira

al risveglio, per sempre, da allora,

rotolando sul volto senile,

come perle, lacrime pure.

 

 

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