Buon anno! (Trilogia)

By | Poesia | 6 Comments

Pandemia

Endemicamente fiorisce

questa malinconia dolorosa.

Quasi bella, sboccia come una rosa

da radici di neve e sangue e spine,

dovunque tu voglia,

anche ai margini di una rotatoria.

Ed è contagiosa. Si sparge

con questi sospiri bronchiali,

alveolari, ali di pensieri, e vola

sotto forma di spora. O samara,

leggera come fosse primavera.

Appassisce un anno intero

nella mente, nel cuore.

S’ arrossa la congiuntiva,

essudando rimpianto, paura,

attesa e speranza, forse,

di vita futura migliore

da quel piccolo foro ai lati

dell’occhio caruncolare,

rosa rossa del male.

Le lacrime sono il vettore.

E diventa pandemia questo lutto

cocente da fine imminente

di un anno di vita, la nostra,

condotto assai mediocremente.

Infetti

Noi siamo umorali,

leggermente lebbrosi

e un po’ contagiosi.

Per buoni motivi,

che noi comprendiamo,

parenti ed amici

si mostrano schivi.

Così siamo soli,

ma, pieni d’amore,

a tutti auguriamo:

“Buon anno, brindiamo!”

La rotatoria

Alla rotatoria c’è un posto

dove andremo a mangiare

e, se tu vorrai, resteremo a dormire.

Non è che ti chieda di fare all’amore,

soltanto brindare, mangiare, gioire.

Se poi tutto questo ti farà innamorare,

allora saprò come farti godere.

Sarà il buon inizio di una storia importante,

oppure la fine di un anno normale.

A tutti gli amici che mi seguono un sincero ringraziamento per essermi stati sempre così vicini  e avermi dato con il loro sostegno la voglia e l’entusiasmo necessari per condividere qui pensieri e emozioni. Auguro a loro e a chiunque passi di qui un sereno anno nuovo in cui possano realizzare le proprie speranze, i sogni segreti, le loro aspirazioni.

 

 

Alberi neri all’hotel della rotatoria

By | Poesia | 4 Comments

Quando gli alberi diventano neri

e graffiano inquieti il roseo viso della sera

sanguinando di sole morente, ecco, io sono.

Spirito del buon ritorno divento e volo,

volo lontano nel tempo e ti ritrovo.

Per una sera almeno, ecco nasce finalmente

il nostro amore che insieme abbiamo soffocato.

Ucciso, come un bambino mai nato.

E ti sposo. Sontuosamente i miei sedici anni

ti dono. Per sempre, in un altro universo mi dono.

A un giovane

By | Poesia | No Comments

Quando passi dalle mie parti,

porta una cesta come il giovane Bacco,

mele, fichi, uva e melagrana,

orna i capelli con la tua giovinezza

intreccia ai pampini raggi di sole,

inebria le gote di un dolce rossore

e reca il vino per scaldarmi le ossa.

Per me è già dicembre, caro ragazzo,

la fine dell’anno bussa alla porta,

per te, le tue risa e i tuoi neri capelli

è piena estate e il luglio promette

l’amore e le messi e mazzi di fiori.

Portami in dono quella canestra,

così che mi giunga un’eco di gioia,

spartisci con me il tuo calice ebbro

che già nella mano incerto ti trema

così che io trovi nel limo del fondo

almeno il ricordo della mia gran bellezza.

 

Ciclamini d’amore

By | Poesia | No Comments

Voglio comprare

dei ciclamini. Fare un bouquet

originale, su lenti di vetro

e acqua azzurrata

in un piccolo vaso

a forma di stella.

Già lo facevo

nei tempi passati

per stringere insieme

la terra ed il cielo

e a volte aggiungevo

una fiamma sottile,

forse il mio amore

che ancora non muore…

 

 

Maja enferma

By | Poesia | No Comments

Biscotti virtuali

impasto con le mani

avvezze a fare. Ore

di forzata coercizione,

punizione esistenziale.

Lame nei polpacci

di incredulo dolore

e i cuscini a soffocarlo

sul divano esposto al sole.

Corpo inerte,

decontestualizzato,

come un decoupage

estratto da un bel quadro

e incollato sul niente.

Vascello alla deriva

nel mare delle ore lente.

Tu che rientri a casa,

roseo d’aria e di sole,

senti il sabato vicino

e racconti i tuoi progetti…

“Io domani ti farò i frollìni”

rispondo non a tono,

devo sembrarti matta,

ma mi posi un bacio

sulla guancia affranta,

sussurrando a fior di labbra

“Non importa amore!”

 

 

Il mio tempo

By | Poesia | One Comment

Mi  ero scelta il mio tempo,

solo un piccolo avanzo,

era il tempo del dopo.

Dopo aver provveduto,

con amore, s’intende,

a ogni mia obbligazione

da pagare alla vita,

avrei fatto quel viaggio,

avrei scritto quel libro

e cercato i parenti,

quelli mai conosciuti,

avrei dato una festa

e ti avrei risposato,

a metà  per amore

ed il resto per celia.

Sarei stata a New York

sorvolando le guglie

di quei cieli turriti.

Avrei fatto di tutto,

proprio tutto, ma dopo.

Io ora ci sguazzo,

nel mio dopo che è adesso

e mi sento ingannata,

mentre corrono i giorni,

quelli che non c’è dopo,

quelli che “sono stanca”

“sono stanca e malata!”

 

 

Diagnosi

By | Poesia | No Comments

 

Tristi mattine

degli ultimi giorni,

latte e biscotti,

che a me piace tanto,

e questa mia tosse

che lacera dentro.

Intorno, silenzio

e dalla finestra

il rantolo roco

di una città stanca

che si trascina.

Tu ancora dormi,

avvolto nei sogni

e nel bozzolo stretto

del lenzuolo rubato.

Te ne pendi così,

dal tuo gelso illusorio

di speranze e sorrisi

e la strana certezza

che ci sia sempre tempo

per la vita, l’amore,

per il viaggio in Lapponia

e per me che ho paura,

ma che in fondo

sto bene.

Cicoria da strada

By | Poesia | 2 Comments

Cichorium intybus, sdraiata nel mio azzurro,

infitta nella terra, sopravvivo. Sono forte.

Sopravvivo agli anni. Sopravvivo ai danni,

alla povertà d’amore che di sete mi fa

spasimare. Ma a che vale? Sono talmente bella,

che la mia povertà ben si cela nella veste

da due lire del mercato. Perché so di cielo,

talmente, che la gente pensa che non mi manchi

proprio niente. E mi lascia troppo sola con tre sogni

così stravecchi che oramai non me ne importa,

se non li posso realizzare. Così, nella sabbiosa estate

in riva al mare, impolverata me ne resto ad aspettare

che malgrado me , che non vorrei, finisca l’estate,

questa, come quella che se n’è già andata,

che, malgrado me, finisca la vita. Tutti sanno

che sono molto, molto amara. Ciò che mi rende amara

è la mia stessa risata. Perché mi è duro sopportare

di essere invidiata. Che cosa c’è di tanto appetitoso,

infatti,  nella dura scorza di una cicoria da strada?

Canto notturno della cugina Mida affacciata alla finestra dalla cornice bianca

By | Poesia | 2 Comments

Mi pare di vederti, lì affacciata,
alla finestra aperta sulla vita.
Vive la tua pelle di carezze
e il vento questa sera passerà,
alitando un soffio caldo
sulla tua bianca pelle,
il passato nel futuro muterà.
“Ancora amore, Mida, ancora
ti doneranno presto queste stelle!”
cantano i grilli dai trifogli in fiore
di buona sorte profeti e dispensieri.
Nella cornice bianca sulla notte nera
chi passa non ti vede, ma ti sente,
come un enorme battito di cuore
e forse chi ha fortuna percepisce
dei tuoi capelli biondi il timido bagliore.
Ma ti ricordi, cara Mida, questa sera,
com’era bello il nostro antico mare,
dove la notte su pattini d’argento
incideva fantastici sentieri
e scintillava di stelle l’orizzonte
e lontane danzavan le lampare?
Canta per me quella canzone vecchia,
che parla della luna e di perduti amori,
e fai la voce scura e passionale,
così ch’io ascolti e finalmente pianga
su quello che non può più ritornare.

Respirazione alternata

By | Poesia | No Comments

 

Vorrei che tu capissi

quanto ti sto vicino…

Molto più che amore

è stato gemellaggio,

la vita condivisa

respirando la stessa aria,

una narice per uno,

tu con Pingala, io con Ida.

Come in un solo corpo,

il cibo fu lo stesso

per tutti questi anni

assaggiando le molecole

con una lingua sola,

piangendo le stesse lacrime

e il loro amaro sale

e con la stessa pelle

gustando le carezze,

le mani così uguali…