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Dal mio diario di Novembre: Ognissanti

By Poesia 4 Comments

Che brutta giornata

per essere i santi!

Chiama il mio duomo

con queruli attacchi

di campane. Ma io 

sono sorda nel cuore.

E sto bene così. Solo

ho un po’ rimpianto 

del sole. E il tempo

mi corre accanto,

forse mi precede

e io non tengo il passo

con questa maledetto 

affanno…

 

Halloween

By Poesia 5 Comments

Pare che sia la notte 

di Halloween, questa.

Per divertirmi davvero

non ho che da ascoltare 

il mio orrore, guardare il cielo

 che mi si manifesta

 come  una ruotante tormenta

e mescola pezzi 

di ciò che a me resta

del giorno, della vita, di un amore,

una specie di azzurra tormenta,

col cuore fermo

nell’occhio del ciclone.

E intorno la vorace ruberia del tempo

che tutto nel nulla 

vorticando risucchia…

 

 

Morire di ovvietà

By Poesia No Comments

Posso a scappare, oggi,

da tutto questo bene?

Mi sta uccidendo dentro

la cerca del buon cibo

in quel supermercato

che serve col sorriso.

Lo sai che è già domenica,

non è cambiato niente

e il tempo se ne va?

Devo lavarmi i denti

con quello spazzolino

che gira e grida in bocca

le sue mostruosità?

Fare la mia ginnastica,

che mi fa tanto bene

e il sole fuori scalda

e insegna ai rondinotti

a ridere di me?

Ho molto mal di schiena,

crudele e vil ricatto

alla mia libertà.

E dove vuoi mai andare,

mia povera bambina,

da tutte le tue panie

incollata alla realtà?

Lasciatemi da sola,

il tempo di sognare,

appesa al mio terrazzo

sulla felicità!

 

Prospettive escheriane

By Poesia 3 Comments

Escherianamente estenuata

dalle false prospettive

delle scale e delle loro ombre

che divorano la meta. Non s’arriva,

non si torna, non si sale,

non si scende. Fatica per niente.

E non sarebbe niente

se, dopo aver lasciato

nella casa poco amata

tutti gli orologi che avevo,

anche la vecchia pendola,

almeno si fosse fermato il tempo,

che batte ancora col suo morto cuore,

spaventosamente.

Seppelliti i cadaveri dei ricordi,

uccisi i mobili del primo novecento

e i loro tarli, senza mai più bandire

lo sfrontato sole, salendo al piano

quarto della casa nuova

con un bell’ascensore,

mi porto il buio e quelle rampe

dentro. Non salgo, non scendo

e in questo doloroso passatempo

spreco infinitamente il tempo.

 

La fucina del tempo

By Poesia No Comments

Invereconda incudine

che pesi sul mio petto

facendo risuonare

i colpi del tu maglio,

fattrice di scintille

e, molli come cere,

di immagini di fuoco,

tanto per tormentare.

Sapessi quante notti

io cerco il mio passato,

già freddo, già forgiato,

che tanto mi riguarda

e in me delira il magma,

battuto e ribattuto,

di un tempo non formato

che ancor non mi appartiene!

Intanto il mio respiro

si immola in vapore.

Che n’è della mia vita?

Che n’è dei parti grami

che volli in bronzo eletto

e invece sono scorie?

 

Questioni d’età

By Poesia 2 Comments

Vorrei essere più vecchia,

almeno di dieci anni,

per creare sintonia

fra il corpo malandato

e l’altra me che vuol volare,

fra intrecci complicati

di rondini in amore

ed essere di nuovo

il giglio della sabbia

o la ginestra in fiore,

il gabbiano che si tuffa

dall’alto della roccia

o la sua preda furba,

quel pesce blu e d’argento

che riesce con un guizzo

a uscirgli fuor dal becco

e a inabissarsi ancora,

felice dell’abisso…

Se fossi Crono, il tempo

mi mangerei la Terra,

come un’anguria tonda,

tanto m’è caro il succo,

la dolce vita rossa,

che cola dalla bocca

di chi può amare ancora.

Ma sono questa mummia,

più giovane all’interno,

seduta sulla barca

che Ra, dio del tramonto,

conduce in fondo al mare.

 

Il Nord

By Poesia 3 Comments

Acuzie di roccia,

taglio di ghiaccio,

graffi del tempo

e delle burrasche,

soffia la vita

tempeste di vento,

molto più a nord

di quel che sognasti…

La pietà della bruma

come unico velo.

 

A quest’ora i colori

By Poesia 7 Comments

Giallo e beige,

verde e azzurro,

indistinguibili

a quest’ora.

Anche mia nonna

scambiava i fili

e di mattina

se ne accorgeva.

Che fiori strani

abbiamo creato

nei nostri ricami!

E quando col mio bimbo

giovavamo a Rami,

io perdevo,

tradita dal rosa

e lui se la rideva…

Semplici ricordi

e una strana voglia

di riassaporarli.

Incalzare del  tempo,

dolcezza di allora…

 

Íl tempo che non so… (riflessioni di un biologo al tempo del Corona)

By Poesia 6 Comments

Non ho più tempo per niente

e allora faccio festa,

cavalco la mia bestia

selvaggia e guerriera

e respiro la sera

che esce esalata

dalle froge anelanti

della mia cavalcatura

e finalmente io grido

così, per cantare la rabbia

e, perché no, la paura,

che disegna ad oriente

il colore infocato

di un’ alba inesistente.

Invece è già notte

e cola dai tetti liquame

di fogna, fango di sugna,

destino soccombente

di un’umanità morente

che non può proprio niente

contro il vero vincente,

un embrione di vita

con tanto potere generante,

forse meno di un prione,

ma molto più di un regnante…

 

Il mare intorno

By Poesia No Comments

Un’elemosina d’estate

per una mendicante del tempo

fra questi rovi incendiati

dall’infuriare del vento,

la salamoia del pianto

e i voli neri radenti

di cormorani affamati.

 

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