Taccuino

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Appunti di oggi:

Ritornare al Florian…

Il bello del viaggio,

specialmente a Venezia,

è il rimpianto precoce

che ti serra la gola

e vorresti tornare

prima d’esser partito.

E così, lì seduto,

con quel poco di tosse

per il troppo velluto,

te ne stai inebetito

e respiri la sera,

i lamenti di orchestra,

le canzoni d’amore,

il passare degli anni

e gli incerti ritorni.

L’illustrazione è una mia fotografia, uno scorcio di Venezia, rubato dall’interno dell’Hotel Splendid

Scale

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Vita dove mi porti?

Piove a dirotto

sui desideri stanchi,

bianca la scala

scende là in fondo,

forse una lettera

nella cassetta,

batte le ali

la mia salvezza.

La pioggia che batte,

al portone bianco.

l’asfalto si fonde,

illusione di vento,

grida il mio tempo

il suo ultimo affanno.

Mille gradini,

come rampe di cielo,

risalita del cuore,

in battiti sciolti,

mentre io vado

penso al ritorno…

Metamorfosi vaccina

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Caro dottore,

dammi l’ansiolitico,

levami l’ispirazione,

baratto con l’anestetico

l’afflato poetico.

La sensibilità mi rovina,

dammi una medicina,

voglio guardare il cielo

solo per sapere

se domani si va al mare,

senza accorgermi dei colori

e dei ritratti di dio

fra le nuvole,

coronati da raggi di sole,

che posso vedere

nelle pareidolie anemofile

delle mie sere.

Dottore, fai di me

una mucca pasciuta

che rutta sapori aromatici

e si contenta di ruminare

il pasto  vegetale

prima di dormire

senza  provare rimorso

se ha ingoiata farfalle

e margheritine intere…

Turchese denso

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Scorre poco,

come acqua di canale,

più  che la vita, la speranza

in fondo al cuore.

Sedimenta intanto

il colore del rimpianto

odorando intenso

della libertà del mare.

Un occhio di stella

arrugginisce intorno

sospirando turchese

denso.

il mio nome è Tenebra

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La mia vena profetica,

emorragia di verità

precoci e preoccupanti,

me la vorrei strappare

dovunque sia nel corpo

o intorno al cuore.

Perché non serve a niente

sapere tutto prima

e non avere avuto in dono

altra virtù divina

che l’arte ciarlatana

dell’essere indovino.

Però lo grido forte:

Prevedo la vergogna

e sangue di innocenti

e guerre all’arma bianca

e faide inconcludenti…

Benché non serva a niente

e che non stia al veggente

mutare in nessun modo

il corso degli eventi,

ancora ve lo dico:

È tempo per noi di amare

ed essere accoglienti,

vedere i propri figli

in tutti gli innocenti…