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21 Febbraio 2023, Martedì grasso

By Poesia No Comments

Oggi è un Carnevale

molto quaresimale.

Dopo un bel viaggio in treno,

con viso assai sereno,

oggi l’Italia bella

danza la tarantella,

abile musicista,

lo zio Sam fa il tastierista.

Trucco e parrucco

lasciano di stucco,

trasformano in santi

briganti e lestofanti,

c’è una gran confusione,

ma la televisione,

materna ci cura

da ogni paura.

Santi, demoni e cori,

invasi e invasori,

neutrali pentiti,

di illusioni imbottiti,

montiamo lietamente

senza pensare a niente

sul carro della guerra…

E tutti giù per terra!

 

Baia Sardinia

By Poesia No Comments

Non tutti i ricordi

sono a colori.

Io mi domando perché

quella spiaggia di sole

nella mia mente sia grigia.

Forse perché era settembre,

faceva troppo freddo

per essere, noi due,

in Sardegna.

Avevo su il bikini ridotto

giallo a pallini blu

piuttosto grandi

ed un maglione color crema

norvegese molto spesso.

Anche la sabbia lo era.

Fredda. Non grigia, quasi nera,

come mi può apparire adesso.

Ma d’oro e io non la vedevo.

Avevo i piedi nudi e freddi.

E sorridevo. A te? Perché?

Per ingannarti e fingere

di essere felice?

E invece mi montava la paura.

Che il grigio ci invadesse,

addio begli anni sciocchi!

Così -fu la mia unica volta-

mi sbronzai di mattina

con un secchissimo Martini,

digiuna. E l’olivina.

Dopo, fu tutto uno zigzagare

affondando nel litorale.

E giunse l’ora amara di partire.

 

Íl tempo che non so… (riflessioni di un biologo al tempo del Corona)

By Poesia 6 Comments

Non ho più tempo per niente

e allora faccio festa,

cavalco la mia bestia

selvaggia e guerriera

e respiro la sera

che esce esalata

dalle froge anelanti

della mia cavalcatura

e finalmente io grido

così, per cantare la rabbia

e, perché no, la paura,

che disegna ad oriente

il colore infocato

di un’ alba inesistente.

Invece è già notte

e cola dai tetti liquame

di fogna, fango di sugna,

destino soccombente

di un’umanità morente

che non può proprio niente

contro il vero vincente,

un embrione di vita

con tanto potere generante,

forse meno di un prione,

ma molto più di un regnante…

 

La bambola che aveva gli occhi mobili

By Poesia 5 Comments

Diciamocela tutta

senza far rumore:

Ho una tal pura

che mi scoppia il cuore.

Non ho più voglia

di darmi la baia

fingendomi a un tempo

una brava massaia

che impasta la pizza

e tira la pasta

e poeta ottimista

che canta l’amore.

Sono invece

una bambola vecchia

di celluloide

tutta ammaccata.

Ho la testa pesante

e lo sguardo fissato

per sempre su un punto

da un’ incapace

manata di stucco,

il mio meccanismo

per muovere gli occhi

essendosi rotto…

E la speranza,

falena d’amianto,

svolazza lontano

dal campo visivo

di un rudere umano.

 

 

Halloween ai tempi del Corona

By Poesia 2 Comments

Tu dirai: “Che novità!”

E non hai torto, ragazzo.

Stasera sono triste e lo confesso,

mi sia è aggrappata al cuore

questa luce artificiale rossa

che tenta di scaldarmi il malumore

con le inventate stelle dei faretti

che artigliano le tende polverose

coi riflessi adunchi ad attaccarsi

al cielo nero, fuori, in qualche modo.

Niente mi allevia dall’ondata

di lecita paura di morire sola

in questo mondo stolto e sciocco.

E l’ambulanza intanto passa

e grida: “State attenti, non aprite

alla morte, la notte di Ognissanti!

State a casa per Halloween, quest’anno,

bevete del buon vino con gli amanti

e poi di corsa a letto a far l’amore!”

 

 

La bellezza del cielo

By Poesia No Comments

Quando straparlavo

della bellezza del cielo

e sempre immaginavo

baie d’oro e lidi rosa

e bagni dell’aurora

in quell’etereo mare

che il regno degli dei

cinge e lambisce,

io ancora speravo.

La morte assai lontana,

allora, e grande l’illusione

che la bellezza riscattasse

la caducità dell’uomo.

Ora che ho più paura

venderei i miei albori

per un anno di vita solo.

 

Protesi esterna

By Poesia One Comment

Non asseconderò

il tuo asservimento alla morte.

Lo so che provi dolore,

che non  è colpa tua,

che la paura ti plagia

e di distrugge la gioia

nell’ infinita attesa

di una fine che non pare

così pronta ad arrivare.

Povero tesoro

che ti mesci il veleno

da solo! Ascolta:

Una volta conobbi

un bambino malato

d’autismo, con il braccio

che pareva uno straccio…

Volevo salutarlo,

stabilire un contatto…

Ecco, tu che ancora puoi,

afferrala, questa mia mano

che allora tesi invano!

 

Chiappanuvoli

By Poesia 7 Comments

Consulto l’I Ching

e ne provo sgomento.

Il responso è tremendo,

tanto già lo sapevo.

A che servirà, adesso,

esclamare con voce

sprezzante di sfida,

albagia ed alterigia:

“Tanto io non ci credo?”

Nulla può il mio berciare

contro un triste destino,

raccontato ogni giorno

dal mio corpo in declino,

dalle notti di veglia,

dalla voglia di mare

senza avere la forza

per alzarmi ed andare…

Ed i sogni penosi

con i morti pietosi,

appena alzati dal sonno,

che mi fanno coraggio

e anche tanta paura…

 

Lockdown, ancora

By Poesia No Comments

Pur se mi urge

la poesia nel cuore,

ife di un fungo bianco

mi legano la gola

e annodano il bel canto

che esce gorgogliando

di rantoli bronchiali.

Chi mi ha reso muta?

Forse il cielo grigio denso

o forse questi tempi

che celano i sorrisi e la paura

con l’obbligo di maschere

e distanze, rendendomi

difficile sperare?