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Mezzogiorno

By Poesia 2 Comments

 

Suona il mezzogiorno

sui prati della vita

dove scuote il capo

la dolce margherita

e dove l’ape ronza

la cantica infinita,

dove il torrente culla

i sogni dei girini

posando l’onda lenta

su sabbie d’ori fini,

dove la bimba salta

fra i sassi coi piedini

e porta nel grembo casto

il figlio dei suoi destini.

 

 

Tu su pianeti lontani

By Poesia No Comments

Con gocce di te

non si riempie una tazza,

figurarsi una vita!

Le parole versate

con parsimonia senile,

un fondo di bottiglia

di ratafià. Grido nel vuoto

che spazia fra noi,

soltanto silenzio,

come è giusto che sia.

Colori che vedo?

Un grigio di nebbia,

satelliti, eroi

E una via lattea

distesa fra noi.

 

Mani e ri-mani

By Poesia 5 Comments

Odore segreto

di mani e ri-mani,

una mano sull’altro,

un continuo toccare.

Tocchiamo la vita,

infinite le volte,

e lei si consuma.

Io vedo gli strati

di impronte sul tempo,

gesti su gesti,

appena sfalsati,

lo spessore del nulla,

che forma il passato.

E me lo respiro,

inspiro ed espiro

e intanto lo tocco,

lo tocco, ritocco…

 

Frutta e sale

By Poesia No Comments

Far valere la vita

è spenderla tutta

investendo al meglio

ogni giorno

quel che per quel giorno

ci è dato.

È poco? Spendi poco,

spendilo bene

compra la frutta,

mangiala tutta,

lascia giù

quel che è marcio.

È tanto?

Spendilo tutto

con piacere, per te

e per quelli che ami.

Offri il sole, il sorriso,

anche il dolore.

Sempre respira.

Non gridare. Respira.

Non piangere da vivo.

Ridi piuttosto del destino.

Costruisci ricordi

da voler ricordare

per te e per chi resta.

E comincia a baciare,

impara a sperare,

La speranza non è

una merce proibita,

anzi è il sale della vita…

 

Sterlizie

By Poesia 2 Comments

Festeggiavi ferita

dall’avarizia della vita.

Noi ce la mettevano tutta, mamma

quando eravamo bambine,

per comperarti un profumo

con le nostre monetine.

Ma non era mai “quello.”

E si capiva. La faccia delusa,

la tua voce tranquilla

come se avesse paura

di alzarsi di tono,

mormorando uniforme:

“Bello, bello!”

Molto spesso mancava

il regalo del padre.

Ma non era scusato

dal non sentirsi adeguato.

Certe volte tentava

con un paio di scarpe,

tacco alto, marca folle,

di colore marrone.

Poi finivano insieme,

mamma, babbo e le scarpe,

nel negozio a cambiarle,

perché non erano “quelle.”

Guanti, calze, profumi,

sempre troppo da poco.

Un sospiro e quel grazie,

che marciva nel cuore.

Con un colpo di genio,

ti mandò le sterlizie,

una volta, mio padre.

Molto rare, inadatte

a qualsiasi vaso

dell’arredo banale

di una casa non ricca,

ma bastò il portaombrelli.

Concedesti un sorriso,

da regina di cuori

di una favola triste,

senza fate e castelli,

senza tempi felici,

senza principi azzurri.

 

San Valentino

By Poesia One Comment

Già, oggi è il 14 febbraio…

L’alfabeto farfallino

mi svolazza nella mente.

Eran quelli i miei bei tempi

o lo sono diventati

nel ricordo da demente?

Non vorrei tornare indietro

per riavere giovinezza,

occhi verdi come un mare,

lunghe chiome molto chiare?

Non vorrei sdraiarmi a letto,

fare l’esca palpitante

con pochissimi indumenti

per saziare i tuoi tormenti?

Io lo nego e invece mento,

sono saggia, irriverente,

e la vita mi ha insegnato,

ma non è servita a niente.

Vorrei perdere il mio ingegno,

le mie acute prospettive

e vederti come un falco

che mi plana sulla carne

e baciarti, e tu baciarmi,

soli e insieme e sia per sempre.

 

La pazienza ha avuto un ictus

By Poesia 3 Comments

Mi è scoppiata dentro una bomba.

Invertire l’ordine degli addendi,

priorità inesistenti.

Sei stato tu, lamentandoti

e pure io, coi miei consigli stupidi…

Albatros, ballerine, gruccioni

volano, maiali grufolano

e noi, nuovi gaudenti,

sperimentiamo colazioni

sordide di vita e birra gelida.

Spettiniamoci l’ossigeno,

coi tubi trasparenti respirati!

Patatine fritte e prescrizioni

mediche si ungono,

decurtate, irrise, stupide,

le schede di memoria saltano,

o così immagino, sdoganando

orfiche rinascite ed anticipatori

deja vu di trasgressioni

da recuperare subito,

orgasmi solitari garantiti,

o amanti disponibili,

la santità indesiderata,

scandalizzata muore subito.

Svolazzano pinguini scongelati

e il polo e l’equatore

sinergici si abbracciano.

Perché ogni fine è un nuovo inizio.

 

Ricaduta

By Poesia 3 Comments

Mi son comprata

un cappottino azzurro

perché d’inverno Il cielo è grigio,

ma questa notte mi domando

se avrò il piacere di indossarlo

e cerco di avocare il mio respiro

a me, perché mi tenga in vita

e lasci strada ai passi veri

e non soltanto a sogni solitari.

Intanto il vento piange e urla,

forse si strappa gli ultimi capelli

e il gorgogliatore parla strano

e a me, pezzo per pezzo,

parte via malato il cuore

e chi mi dorme accanto

è corpo caldo e assai lontano.

 

Feriae Augusti

By Poesia 4 Comments

Agosto si distrugge

nel fuoco del calore.

Son giorni che si immola,

martirio da graticola,

è un mese cerebrale,

si incolpa e si punisce,

però non vuol finire,

perché gli piace il mare,

con le sue onde amare.

Curioso degli amori,

dei rapidi i connubi

in letti molli madidi,

la fretta degli addii,

le lacrime e il dolore…

Ama le more scure,

col succo che lo macchia,

la vita e le sue spine.

Giace fra i rovi cinico,

godere e poi morire.