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Depressione prognostica

By Poesia No Comments

Clamoroso, mi sto rompendo!

Sento quel bang nel cuore,

poi non mi muovo più per ore.

Sono un guerriero finito,

con una spada nel fianco,

non vedo né pace né gioia,

né, tantomeno, ritorno.

I miei alleati più fidi,

guerriglieri giorno per giorno,

cioè i miei desideri,

anche quelli cretini,

sono stati glassati

da mix micidiali di statine

e voracemente inalati

da ossigenazioni forzate.

Così ora respiro e non vivo,

con un albatros morto

che mi pende dal collo

e questo è quanto.

 

Ricaduta

By Poesia 3 Comments

Mi son comprata

un cappottino azzurro

perché d’inverno Il cielo è grigio,

ma questa notte mi domando

se avrò il piacere di indossarlo

e cerco di avocare il mio respiro

a me, perché mi tenga in vita

e lasci strada ai passi veri

e non soltanto a sogni solitari.

Intanto il vento piange e urla,

forse si strappa gli ultimi capelli

e il gorgogliatore parla strano

e a me, pezzo per pezzo,

parte via malato il cuore

e chi mi dorme accanto

è corpo caldo e assai lontano.

 

Ossigenoterapia

By Senza categoria No Comments

I miei chiari capelli

sono molto più sani,

scendon folti e setosi

sulle spalle incurvate

da trascorsi tediosi

e le unghie graziose

mi ricrescono a vista

sulle dita invecchiate

da passaggi di artrosi,

la mia pelle si tende,

si fa liscia e sottile,

io mi guardo allo specchio

e la ruga non c’è,

ma il respiro si affanna

e l’ossigeno arriva

a nutrire i polmoni.

Poi si attarda a far belle

altre parti di me.

Nel caso non lo aveste mai incontrato, vi presento Ugo, l’avventuroso pesciolino che nuotava nel mio presepio subacqueo di qualche Natale fa. Ma come farà a cacciarsi in acquari così particolari?

ECG

By Poesia 4 Comments

Piccolo souvenir ospedaliero

che mi si accese

al tardo petto

con baci fondi

da vero amante

-e mi spiava il cuore

e io gli giacqui offerta

in nudità tremante,

ansimando verità

dal respiro incostante-

lui la vide tutta

con il suo occhiuzzo nero

la mia verginità dolente

mentre la lingua secca

mi brancolava in bocca

e l’infermiera sorridendo

un po’ mi consolava….

 

Ippopotamo

By Poesia 2 Comments

Ah non poter spartire

il macigno del mio cuore!

Così pesante da tirarmi giù

verso lo stagno del dolore,

con il limo che tracima

a rinchiudermi il respiro,

con le nari sotto un velo scuro,

ippopotamo incapace

di lottare…

 

(Immagine dal Web che ho elaborato al computer)

 

 

Kundalini il ritorno

By Poesia 2 Comments

Come un respiro grande

che tutta mi prende

dalla testa alla coda in vestigia

e alza il petto e la pancia e il torace

e Kundalini si dimena nella bella schiena…

(Questo avveniva un tempo,

ed ero assai serena,

quando tornavo a casa,

nella sera fredda e nera,

fendendo per strada l’inverno

con la mia prua sicura.

Sentivo il fuoco dentro

di gran stufa a legna

e le mie mani divennero pietose

e mi vibrava l’aria intorno

tanto da guarire i mali,

quello fu un buon tempo.)

…Così vorrei che diventasse

questa mia larva di misera vita.

Essere un’onda di marea immensa,

dell’ eterno universo

lambire la costa…

 

Da allora per sempre (la soglioletta)

By Poesia 4 Comments

Come una soglioletta

sul fondo dell’abisso

su di te mi appiattisco,

compagno serale.

Vivo un amore

molecolare,

corpo su corpo,

pelle su pelle,

cuore su cuore

in un solo respiro,

quello del mare.

 

L’odore delle stagioni

By Senza categoria 2 Comments

Già assaporo nell’aria

con il mio naso saccente

qualche sentore d’autunno

e poco capisco l’insistenza del tiglio,

la persistenza mentale dell’odore,

come se il mio cuore battesse

il tempo di giugno e il suo sole.

Lo chiamano rimpianto, ma io no,

quest’anno è stato tutto così uguale

e, per certi versi, brutale. Addio lembi

di estate sdraiata sul mare,

lacerata a sangue dalle unghie

di un vorace dolore, il boia

delle mie ore! Quindi anche l’onda,

col suo trasparente chiarore,

mi rimanda l’olfattiva memoria

algale del nascere e del partorire,

pur nell’ostinata asciuttura

di queste mie misere ore. E respiro,

avidamente respiro anche la neve,

dell’immortale ghiacciaio

che il vento iemale risveglia

in bianche fumate di gelo.

Bellissimo peraltro l’umidore,

senza quasi rumore né odore,

del prossimo inverno a venire.

 

Céladon

By Poesia 2 Comments

Coronata da sè

di luce e bellezza

ecco incedere aurora

sui regali piedini,

così lieve nel passo

che diresti che vola.

Intossicata da polveri

di sogno, verde nel viso

come una porcellana

Céladon, io dalla finestra

avidamente la respiro

e ingoio il nuovo giorno.

 

 

 

 

Storia di un lavandino rotto

By Poesia No Comments

Condizioni non brillanti

e eventi contingenti

sono la stoppa intorno

a un tubo un po’ rotto,

il mio vizio di raccontare

anche quando non posso.

Così parlo di meno, ancor meno

io canto, mantengo soltanto

quel niente di flusso

che è un po’ il mio respiro,

mi vive ed io vivo…

Tutto qui. Questo è quanto.

 

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