Effetto craquelè

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Una mano di grigio,

una vernice invecchiata,

un craquelè sull’estate,

ecco quel che resta

di una bella giornata.

Anche il cuore, nel petto,

porta segni di tigna,

lentamente corroso

più che dal dolore

da un’indicibile noia.

Stati particolari

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So come ti senti.

Stai come me quando sogno,

o come Alice,

ma in un altro paese.

Questo continuo andare

da un posto all’altro

senza capire dove siamo,

di corridoio in corridoio,

o per le scale,

quando le scale non ci sono…

Con la mente che oscilla

come fosse una molla,

o una palla che salta

e poi si incolla in alto,

senza rimbalzare.

Anche del corpo

non ci si può fidare:

A volte è lungo e stretto,

a volte corto e molle,

tutto trafitto dal dolore,

che però serve per capire

dov’è la mano e dove il piede

e continuiamo a camminare…

Aurora sul mare

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Aurora

Voglio dipingere

un’aurora infuocata astratta

com’è dentro il mio cuore,

colante lava densa scura

sulla vena fusa del dolore

ed il suo vano andare

verso il seno amaro grande

e il mugghiar del mare.

Gloria e rovina e amore,

rocce in autocombustione,

lembi di cielo nero e oro,

trionfo ed abiezione,

una pianeta viola stesa

in aria, gran celebrazione,

morte, oblio, resurrezione.

Il tilacino

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tilacino estinto

Oggi è una giornata difficile,

mi mangia via il cuore.

Come un tilacino estinto

erro le praterie del dolore,

foglia su foglia

l’amaro eucalipto

celando il mio andare.

Quella che fui non sono,

orme di me spariscono,

non mi cercate, è vano…

Nemmeno mi conosco,

né so s’io voglio ancora

nutrire le mie spoglie,

che ancora mi resistono,

di pianto e di rimpianto.

Io fui, non vita è questa,

non genero, non amo…

 

 

 

 

 

Capodanno degli ultimi

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solo

Non ho voglia

di essere felice

con questo tempo

che va

nella voragine del nulla

secondo  su secondo

precipitando. Diffondo

il taedium vitae tremendo

in giro per i bar

direttamente dal cuore

il fiato del mio male

alitando.

Scellerato perlage

gustando

di routine e dolore,

l’amaro nel fondo

tutto da esplorare,

la rotondità della sfida,

la fierezza dei negletti,

la resilienza, la libertà.

Rosso, aranciato, giallo

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Pulcino spiaccicato

Inadeguato pulcino

di uno stormo che vola

cado giù, a conoscere il suolo,

sparpagliando le piume

sopra un pugno di fragili ossa

e la fossa sembra il male minore,

che mi accoglie e distoglie

dall’emorragia di dolore

e l’autunno così rosso di foglie

pare un cuore che accoglie,

così giallo e arancio di foglie

pare un letto caldo di sole.

I molti letti

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la casa dei sogni

Recentemente ho capito

per illuminazione

perché certi sogni,

in apparenza banali,

fossero fonti

di grande paura,

da svegliarmi sudata,

con la gola essiccata…

Io sogno case buie

con lunghi  corridoi

e camere con molti letti

dove passare la notte

e ci sono i vivi come me,

perché ancora io lo sono,

e ci sono i miei morti

che stanno a riposare.

Facciamo tutti silenzio,

mi sdraio, spengo la luce

e mi desto prima di morire.

…Sono ricordi degli obitori

dove con grande dolore

ho visto per l’ultima volta

quelli che ho molto amato

e che non ho lasciato andare.

Specialmente mia madre,

quando sono scappata,

appena un attimo prima

che chiudessero la bara.

I talloni

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cimitero di Bolgheri con fantasma

L’origine della morte è nei talloni.

Un giorno ti svegli e ti germoglia

un dolore nuovo da sotto

e sai che non cammini.

Ti nasce una radice nera

che ti radica alla fossa,

ti nutre di terra di cimitero

e tutto il resto si deteriora:

Ti svegli una notte,

ti guardi allo specchio,

ti cala la palpebra

dell’occhio destro.

Stai diventando un vecchio.

Sogno in lutto

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vetrata fantastica bagnata

Stanotte sono stata

a un funerale

in una grande chiesa

dove non volevo andare

con musiche tremende

da strappare il cuore.

E poi ho visto un vecchio

che quasi non stava in piedi

per gli anni ed il dolore

e stringendogli la mano

ho sentito quanto grande

fosse stato quell’amore.

 

Le plaisir de la broderie

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ago tutto d'oro

Una sublime illimitata

costanza del dolore

che mi trapassa l’anima,

con un ricamo fragile

di sentimenti offesi

e strane tenerezze

del tutto irrinunciabili

e fili in seta e lacrime…

Amare il mio carnefice

pare l’unica via,

sentirmi ancora dentro

quell’ago tutto d’oro

sottile ed implacabile,

per me l’incomparabile…