Paesaggio virale

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Ecco che piove, infine.

Forse ci farà bene.

Intanto, qua fuori,

il tavolo deserto

offre il suo grembo

al pianto del cielo.

Nudità del dolore,

grande silenzio

di cani, passeri

e poveri umani.

Lontano, col vento

l’urlo grigio del mare…

 

Accettazione

By | Poesia | No Comments

Goditi, anima,

questa tua solitudine

e fai spazio al dolore

come parte vivente

della tua umanità,

così come la terra

quando il cielo le piove

inclemente sul corpo

sdraiato, indifeso.

 

 

Un mattino a gennaio

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Lame di cielo invernale

così ben affilate

da provocare dolore

confitte dagli occhi

nel cuore. Stalattiti

di ghiaccio scendendo

in logorio di gocce di pianto

troveranno infine la pace

trapassando il terreno,

il manto glaciale, il silenzio.

 

 

 

Il pensiero

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Inerme quasi rotto il cuore

patente sui liquami dell’ora

fa imbibire le sue crepe di creta

dal grigiore ostinato del tempo,

un novembre di cracule e corvi

che fu avaro di cielo e di sole.

E così si consuma la sera,

non diversa dall’inizio del giorno,

con le sue suggestioni angolari.

Con le vesti ormai lacere d’ansia

verso spigoli acuti di muri

si suicida in eterno ritorno

il divino che c’è nel dolore

senza mai lasciarmi morire.

E mi frullano dentro gli aironi

quando grigi nel grigio dei nembi

dal canale spiccano il volo.

Non palude, non mare, non fiume,

una vena nel tempo, il pensiero.

 

Maja enferma

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Biscotti virtuali

impasto con le mani

avvezze a fare. Ore

di forzata coercizione,

punizione esistenziale.

Lame nei polpacci

di incredulo dolore

e i cuscini a soffocarlo

sul divano esposto al sole.

Corpo inerte,

decontestualizzato,

come un decoupage

estratto da un bel quadro

e incollato sul niente.

Vascello alla deriva

nel mare delle ore lente.

Tu che rientri a casa,

roseo d’aria e di sole,

senti il sabato vicino

e racconti i tuoi progetti…

“Io domani ti farò i frollìni”

rispondo non a tono,

devo sembrarti matta,

ma mi posi un bacio

sulla guancia affranta,

sussurrando a fior di labbra

“Non importa amore!”

 

 

Effetto craquelè

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Una mano di grigio,

una vernice invecchiata,

un craquelè sull’estate,

ecco quel che resta

di una bella giornata.

Anche il cuore, nel petto,

porta segni di tigna,

lentamente corroso

più che dal dolore

da un’indicibile noia.

Stati particolari

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So come ti senti.

Stai come me quando sogno,

o come Alice,

ma in un altro paese.

Questo continuo andare

da un posto all’altro

senza capire dove siamo,

di corridoio in corridoio,

o per le scale,

quando le scale non ci sono…

Con la mente che oscilla

come fosse una molla,

o una palla che salta

e poi si incolla in alto,

senza rimbalzare.

Anche del corpo

non ci si può fidare:

A volte è lungo e stretto,

a volte corto e molle,

tutto trafitto dal dolore,

che però serve per capire

dov’è la mano e dove il piede

e continuiamo a camminare…

Aurora sul mare

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Aurora

Voglio dipingere

un’aurora infuocata astratta

com’è dentro il mio cuore,

colante lava densa scura

sulla vena fusa del dolore

ed il suo vano andare

verso il seno amaro grande

e il mugghiar del mare.

Gloria e rovina e amore,

rocce in autocombustione,

lembi di cielo nero e oro,

trionfo ed abiezione,

una pianeta viola stesa

in aria, gran celebrazione,

morte, oblio, resurrezione.

Il tilacino

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tilacino estinto

Oggi è una giornata difficile,

mi mangia via il cuore.

Come un tilacino estinto

erro le praterie del dolore,

foglia su foglia

l’amaro eucalipto

celando il mio andare.

Quella che fui non sono,

orme di me spariscono,

non mi cercate, è vano…

Nemmeno mi conosco,

né so s’io voglio ancora

nutrire le mie spoglie,

che ancora mi resistono,

di pianto e di rimpianto.

Io fui, non vita è questa,

non genero, non amo…

 

 

 

 

 

Capodanno degli ultimi

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solo

Non ho voglia

di essere felice

con questo tempo

che va

nella voragine del nulla

secondo  su secondo

precipitando. Diffondo

il taedium vitae tremendo

in giro per i bar

direttamente dal cuore

il fiato del mio male

alitando.

Scellerato perlage

gustando

di routine e dolore,

l’amaro nel fondo

tutto da esplorare,

la rotondità della sfida,

la fierezza dei negletti,

la resilienza, la libertà.