Mare vicino

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A un solo passo dal mare,

l’anima chiusa alla fuga

da un cielo pesante, presente,

di una piattezza pre-copernicana,

color lavagna appena inciso

da unghiate bianche di aerei

ora sopra di noi invisibili

al di là delle nuvole, parliamo,

gridiamo  nel vento

le nostre notturne paure.

La casa

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Lasciammo entrare la gioia

dalle finestre spalancate al sole

e mutammo costumi e aspetto

sfarfallando all’improvviso

nonostante lo stupore

che in noi stessi provocava

essere così diversi e praticare

altri spazi, altri tempi…

E ci fu più posto dentro il cuore,

da farci entrare proprio tutto,

persino per un piccolo cane….

E non l’avrei mai detto, caro Giulio!

Ieri, in Venezia

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Questa sera la sentivo più mia

con le vene dei canali sotto i passi,

languido il corpo dischiuso

alle carezze dell’ultimo sole

come un donna stanca che si offre

appena prima di dormire…

Chi l’avrebbe detto, amico caro,

che mi cammini accanto 

condividendo le fatiche del mio fianco

che, dopo tanta indifferenza,

reciproca direi, in questo maggio freddo

un po’ l’avrei amata,  di un amore incerto, 

un po’ mi avrebbe accolto nell’esilio stanco?

Nota: L’immagine, intitolata “il Pontino” è un acquerello di Riccardo Scarpellini

Non fermarti mai

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Questa è una vita sperimentale

sui pantaloni sputi di mare

io ti cammino un poco sul cuore

tu che dipingi un acquerello

tutto d’azzurro  in sfumature

un soffio di vento, lacrime amare…

Vita di macchia, sul litorale,

giallo ginestra,  chiazze di sole,

spazio infinito, la voglia di andare…

Parole d’oro oggi, farfalle domani

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Diremo insieme: Ci fu un maggio freddo

in quella primavera, rammenti che anno era?

Io, che non sono brava con le date,

sospirerò per dire: Tanto è già passata!

E mi ricorderò, rabbrividendo d’empatia,

quanto fu tosta, al tempo, la mia vita

e non da meno fu la tua. Ne parleremo

col sorrisetto  saggio e più leggero,

sorvolando le paludi del passato

come farfalle da poco sbozzolate

tu, con le tue ali grandi e colorate,

i tuoi arcobaleni di speranza e attesa,

io sarò un sfinge farinosa e scura,

ma miracolosamente trasformata

da commediante con il teschio in mano

in creatura alata con il teschio addosso,

sempre un po’ cupa, però rinata al  volo

e sempre pronta a divorare miele,

grazie a te, alle tue parole d’oro!

Meteocuore

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Oggi è una bella giornata,

l’ha deciso il sole,

oggi sarà un giorno bello,

lo decido io.

Dedico a voi,

che sapete a chi parlo,

a voi, mie creature dolenti,

ogni mia cura,

ogni mio sorriso,

perché abbia un senso

la coralità dell’azzurro

nel cielo e sia espansione

nei cuori del sereno.

Respirazione alternata

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Vorrei che tu capissi

quanto ti sto vicino…

Molto più che amore

è stato gemellaggio,

la vita condivisa

respirando la stessa aria,

una narice per uno,

tu con Pingala, io con Ida.

Come in un solo corpo,

il cibo fu lo stesso

per tutti questi anni

assaggiando le molecole

con una lingua sola,

piangendo le stesse lacrime

e il loro amaro sale

e con la stessa pelle

gustando le carezze,

le mani così uguali…

Cere comminuit brum

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Così i pensieri

si intrecciano

con il viscidume

cerebrale, molle

da sentirsi male,

la spiritualità

è un impalpabile

parto carnale…

Dissezionami pure,

alla ricerca della mente

e non troverai niente.

Stati particolari

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So come ti senti.

Stai come me quando sogno,

o come Alice,

ma in un altro paese.

Questo continuo andare

da un posto all’altro

senza capire dove siamo,

di corridoio in corridoio,

o per le scale,

quando le scale non ci sono…

Con la mente che oscilla

come fosse una molla,

o una palla che salta

e poi si incolla in alto,

senza rimbalzare.

Anche del corpo

non ci si può fidare:

A volte è lungo e stretto,

a volte corto e molle,

tutto trafitto dal dolore,

che però serve per capire

dov’è la mano e dove il piede

e continuiamo a camminare…

Il viale delle acacie

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Colpi di luna

sui miei capelli chiari,

tu che mi menti:

“Sei sempre più bionda!”

Io ti rispondo:

“Sarà questo sole…”

passeggiando, noi due,

sul viale delle acacie,

freddo per la stagione.

Il tempo, intanto,

ci ghermisce

come foglie morte.