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Gita allo scolmatore

By Poesia One Comment

Potei scrivere con l’acqua dello scolmatore

per quanto era verde e densa di colore…

E s’apriva l’ala dell’airone a carezzare il fiore

di cui non m’importava il nome,

solo il profumo che sentiva il cuore.

…E le canne e il canale e il piccolo ponte

da non attraversare. Ma io con un gran salto

sarei voluta entrare in quel bel mondo

dove il tempo si fa palude e lento fango

per non dovere, noi, morire un giorno.

 

Mezzogiorno

By Poesia 2 Comments

 

Suona il mezzogiorno

sui prati della vita

dove scuote il capo

la dolce margherita

e dove l’ape ronza

la cantica infinita,

dove il torrente culla

i sogni dei girini

posando l’onda lenta

su sabbie d’ori fini,

dove la bimba salta

fra i sassi coi piedini

e porta nel grembo casto

il figlio dei suoi destini.

 

 

Fame d’aria

By Poesia No Comments

Dormi dormi, bel bambino,

canta l’angelo divino.

Sotto, una marmotta

mi scava la fossa,

il canale gloglotta.

Il delirio mi raddoppia la gola,

bere in condivisione

diventa un’ossessione.

Amaritudine…

Precocità dell’atto …

Sto per morire?

Una cuffia di marmo

mi tappa le orecchie,

aspettando le sette…

 

Castità

By Poesia No Comments

Io conservo fra le mani

due o tre perle di respiro

da cacciare fra le pieghe

della notte in consunzione

e il mio capo a ciondolare

disperato sul cuscino,

derelitti il ventre e il seno,

pur ardendo antiche braci

già confuse negli albori

di un chiarissimo mattino.