Haiku

nero di pioggia firmato

Gocce di pioggia

sopra il nero del cuore

fresche speranze

 

Poesia

Non troppa!

gocce di pioggia sul mio viso

Rotola rintocchi

la campana della chiesa

in anelli di foschia,

ristagni di speranza

in questo cielo nero,

sembra una sera d’inverno

ma è mattina.

Si coagula il respiro,

ed è preghiera:

Che cada la pioggia

a dissetar la vita mia,

amen amen e così sia!

E adesso musica!

Chiarine nel finale

A me la vita suona dentro,

a volte dissonante,

a volte piano, a volte lento,

a volte andante, a volte al ritmo

pazzo di una giga popolare.

Ed eccoli i miei sogni svergognati

che ballano sull’aia dell’amore

e tutti quegli scheletrì sbiancati

che si percuotono da soli

xilofoni di ossa sul torace

e cantan funebri  lamenti

in do diesis minore.

Mi godo le mie pioggie e i cluster

che corrono sui vetri dell’inverno

appena appena prima di gelare

e si flagella il theremin del vento.

I miei pensieri, credo, sono questo,

pentagrammati su ali di colore,

e tutte quelle trombe in fondo

che un giorno squilleranno

il mio improrogabile finale.

Giardino d’inverno

bosco-nudo

Anche oggi la solitudine

m’affama d’amore

e tanto più il silenzio

scava solchi nel mio cuore

quanto più il frigido inverno

tacita e spoglia le aiuole,

non più trilli né rose odorose,

ma caduta di foglie,

di speranze, di voglie,

così che il sogno di andare

diventa mendace chimera,

resterò qui, aspettando la sera…

(Non so mai se pregare

che non cambi più niente

o che qualcosa si muova.)

Pensando al cimitero di Nervi nel mese dei morti

angeli-di-pietra

Chissà mio padre

e la mia mamma,

quattr’ossa ben esposte

all’anemia del sole

d’autunno boreale…

e poi percuoterà l’inverno

adunco coi suoi rami

inquieti rap tombali

e urla sui crinali,

suicidi collinari,

chissà se parleranno

del nostro assente amore

le vesti da fantoccio

per sempre sull’attenti

e noi così lontane

perdute dentro i tempi

ballando senza freni

la giava secolare…

Non invecchiare (Lo scorpione)

silvia-scorpionata

Non son riuscita a farlo mai,

neanche quest’anno.

E mi si è aggiunto ancora

un altro compleanno.

Ah, rinascessi sempre,

come le stagioni

e fossi, a primavera

già pronta a rifiorire,

come sopporterei l’inverno,

la noia, la paura

e tante cose ancora

che ora non voglio dire!

Dammi consolazione, caro,

regalami qualcosa,

io, come una bambina,

mi voglio risarcire

per quello che non torna

e sono stata buona!

Pioggia forte

pioggia forte fredda

È una giornata brutta.

Perfino ad occhi chiusi

so della pioggia forte

e della grigia coltre

che tutta se la involge.

L’estate in calendario

si farà viva a giorni,

ma qui fa proprio freddo,

ho i piedi nudi e viola

e una coperta bianca

gettata sulle spalle…

Se fossi io l’inverno?

A volte ne ho il sospetto

in questi tristi tempi

di falsi testimoni

con l’anima gelata

da torti ed abbandoni.