Ali ritagliate

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farfallenza

Seduto su una seggiola,

la faccia ebete di noia,

si impediva di sognare.

Fuori e nel sogno, la vita

si ritagliava ali per volare.

Ali leggere, ma pur sempre ali.

E io lo scossi con forza,

perché mi ascoltasse

e gli alitai, polvere di fata,

solo poche parole:

“Puoi riuscirci, se vuoi,

disegnati le ali,

spalanca la finestra

e vai!”

 

Questo breve agitarsi (che chiamiamo vita)

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cielopanorama

Metafora di noi

i nembi tempestosi,

i mari burrascosi.

L’attesa dell’eterno

dilata il cielo grigio…

concentro nel mio sguardo

il bene che ti voglio

l’amore è solo questo:

il senso del non senso.

Addio di fine agosto

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capannone

“E chi se l’aspettava

un’estate così strana…”

Dici banalità sul tempo

per non parlar del poi.

Sopra, c’è il cielo nero,

e sotto un capannone.

Lontano il mare urla:

“Che ne sarà di voi?”

La palude di Giacomo

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Palude di giacomo

Laggiù, nel tormentato

antico stagno

dove sepolti stanno

gli sfagni dei ricordi

e le torbiere antiche

dei miei nascosti affanni,

vorrei tornare, un giorno

a calpestare le malferme sponde

ed osservare con spavento i gorghi

e l’affiorare delle grasse bolle

e il loro infausto dire.

E poi cadere piano ed affogare

e ritrovare infine in fondo

il verde molle fiore algale

di quel lontano forse morto amore.

Glicine del muro antico

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glicinetruccatoinviolauno

Blande parole tiepide

parlava la sera

sorgendo dal lago,

di grigie brume velata.

Tenace si abbracciava,

come il tuo giovane corpo

al mio, stanco, senile,

il glicine in fiore

al terrazzo sgretolato.

Soavità dei petali,

parole lilla,

quasi non dette,

deliranti promesse

parlavano

le nostre bocche,

corolle tremanti,

penduli grappoli

di baci e sospiri

abbandonati alla notte.

Non era maggio, ancora,

un merlo fischiava,

inesausto, il suo canto.

L’amore, sfinito,

odorava di glicine,

di rimpianto leggero,

pioveva,

piangevi,

piangevo

Letto sfatto (morto fiore)

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letto poesia uno

Credevo di trovare

la solida barriera

del tuo corpo, stamattina

frapposta per un poco

fra me e il mondo.

Io lo so che sei in cucina,

ma se non ti trovassi,

se fossi andato via per sempre,

da oggi lentamente

ogni giorno morirei…