Vostra Silvia

Dio affacciato sull'universo

Lunga lettera agli amici

di sempre, che poi sarebbe mai,

se guardo proprio bene,

senza parole, senza conforto,

senza andata, senza ritorno

pareti di silenzio per i miei

graffiti, più che muti, zittiti

e quest’orrenda cecità

per i miei sguardi disperati…

Come una capra affamata

cerco il sale, il sodio, della vita

e lecco lungo i muri della strada

disgustose indifferenti amenità,

insipidi marshmallows molli

di buonismi esasperati,

che trasudano pensieri positivi

d’inquietante e rosata falsità.

Miei signori, vi immaginate Dio,

affacciato al  suo balcone

di beata eternità, che ci guarda

fra le stelle ed i pianeti

e decide per ognuno che farà?

Io non sono un fan di Vasco Rossi,

ma una cosa mi piace, che cantò:

“Siamo soli…” Vi saluto, scriverò.

Preghiera del mattino

Eos del vaso

Alba, alba divina

che, quando è l’ora,

ti mostri più scura

della sera più nera,

poi, emorragicamente,

per un fendente di spada

inizi a sanguinare

da oriente

facendo sgorgare nel cielo

un fiume lattescente

e, anemicamente,

senza pudore

ti strusci alle case

fugando dai muri

del sonno il languore

mentre la notte muore

e la tua veste, perdendo

il candore verginale,

si inzuppa del sangue

nuziale, sposa del sole,

quando passi di qui,

ormai donna pietosa

del destino mortale,

dispensa l’amore

alla nuova dimora

e fuga per sempre,

stendendo la mano

dalle dita di rosa,

la rabbia, la lite,

l’odiosa discordia

e la vile paura…

Ascolta, o luminosa,

la mia pura preghiera!

 

La pietà del cielo

L'espansione

Stanotte volevo evadere con forza

dal mio cielo falso di cartone,

trascendere pareti e muri neri,

aprire le mie braccia oltre l’insonnia

che mi legava il corpo al letto

e all’ossessione losca dei pensieri.

Stanotte mi volevo ri-Creare,

l’anima com’era e un corpo siderale

e mi vedevo spalancare l’ali

a toccare, non so dove, quando e quanto

l’universo e la pietà di un grande cielo.

Crash!

porta

 

Sto malissimo.

Sto tre volte più male

di male. Sto uccidendo

i miei giorni depressi

con milioni di stupidi

no. Sono graffi alle porte

del cuore, sono topi

che rodono i muri.

Se son casa, son certa

che crollo, sentirai

nella polvere: crash!