E adesso musica!

Chiarine nel finale

A me la vita suona dentro,

a volte dissonante,

a volte piano, a volte lento,

a volte andante, a volte al ritmo

pazzo di una giga popolare.

Ed eccoli i miei sogni svergognati

che ballano sull’aia dell’amore

e tutti quegli scheletrì sbiancati

che si percuotono da soli

xilofoni di ossa sul torace

e cantan funebri  lamenti

in do diesis minore.

Mi godo le mie pioggie e i cluster

che corrono sui vetri dell’inverno

appena appena prima di gelare

e si flagella il theremin del vento.

I miei pensieri, credo, sono questo,

pentagrammati su ali di colore,

e tutte quelle trombe in fondo

che un giorno squilleranno

il mio improrogabile finale.

La balena

balena-in-spiaggiamento

Grissini al cioccolato

complementi nutrizionali

e una noia mortale.

Spiaggiata senza forze

alla televisione

arenata nella sabbia

di un divano nero

che ingoia le mie ossa,

povera balena, coi fanoni

filtro il krill dei giorni

e vorrei bocconi grossi

e di maggior sapore.

Aspettando il 22 settembre (integratori alimentari)

equinozio-dautunno

Ottima giornata

per pensare,

oggi 21 settembre

ore cinque e quaranta.

Una tragedia

pre equinoziale,

di qui a poche ore,

vedere la vita

che si fa divorare.

Giorno per giorno

più vicina la notte,

ingoio pastiglie

per non invecchiare,

grossi mattoni

che sembrano ossa,

sperando alla fine

di non soffocare…

Piccola ballata dei seneci

seneci

Non mi riscalda

questa primavera…

Presto, datemi da bere!

Bere all’indietro

fino a quello ore,

quando i! mio sangue

si faceva miele,

la pelle chiara

spogliata del pudore,

la testa che ronzava

come un alveare

e da dentro il petto

rimbombava il cuore.

I tamburi, i tamburi,

i tamburi dell’amore,

la mollezza delle ossa

liquefatte di stupore,

gialli seneci ebbri,

recisi nel bicchiere.

L’ultima neve

l'inverno che se ne va

Suonano di ossa stanche

i miei già lenti passi nella vita

e più la primavera affanna i rami

di fiori gemme e nidi nuovi

e inventa cieli azzurri e voli

più io mi sento estranea e grave

e più si fa vicino il bianco giorno

in cui mi donerò all’inverno

e gli sarò compagna in gelide contrade.