Musicista

Apollo al theremin

Cercando flussi d’anima

morfologie sonore

di spiriti silenti

suonavi solo il theremin

vibrando di speranza.

Svegliavi le molecole

nel buio della  stanza

in vortici invisibili

nasceva la gran danza…

La musica energetica

scendeva giù dai tempi

cantava mondi e stelle,

le nascite, le morti,

la vita prepotente

che eternamente scorre,

un unico respiro

in noi dall’universo,

un unico gran cuore

che batte, batte, batte…

La casa di Sordevolo

veduta di Sordevolo dal prato di santa Marta

Grazie zia Paolina

per esserti fermata

lungo la salita

che porta su al Bornello.

Lo so, non era vero,

non c’eri tu e io non c’ero,

ma, ai bordi del mio sogno,

vedevo la chiesetta

e tu sembravi viva

e mi sedevi accanto

su quei gradini grigi

che vanno a Santa Marta.

Io sono molto stanca,

ma sono dentro ai giorni,

non è come per te,

che transiti nei tempi

che formano l’eterno

e che, quando ne hai voglia,

ritorni alla tua casa

che ora mi è preclusa,

che fu nei miei bei tempi

la vera amata casa

che sola mi riposa.

Geoide malato

geoide malato

Non molto tempo fa

immaginavo Dei imperfetti,

che, alla fine dei tempi,

avrebbero portato

i loro mondi morti

appesi al collo,

come pietre pesanti,

dolorosi ornamenti.

Chissà se questa terra

sta semplicemente

sussultando in agonia

di terremoti, divisione e male,

male fisico, male morale,

nel disperato splendore

del suo tempo finale?