La casa di Sordevolo

veduta di Sordevolo dal prato di santa Marta

Grazie zia Paolina

per esserti fermata

lungo la salita

che porta su al Bornello.

Lo so, non era vero,

non c’eri tu e io non c’ero,

ma, ai bordi del mio sogno,

vedevo la chiesetta

e tu sembravi viva

e mi sedevi accanto

su quei gradini grigi

che vanno a Santa Marta.

Io sono molto stanca,

ma sono dentro ai giorni,

non è come per te,

che transiti nei tempi

che formano l’eterno

e che, quando ne hai voglia,

ritorni alla tua casa

che ora mi è preclusa,

che fu nei miei bei tempi

la vera amata casa

che sola mi riposa.

7 thoughts on “La casa di Sordevolo

  1. Brava Silvia, finalmente vedo uno scorcio del famoso Sordevolo. Beh famoso non so, intendo spesso menzionato. Il brava si riferiva anche alla lirica, in nuce una costruzione alla Caproni, un’espressione piana ma non banale che vado inutilmente cercando. Forse non scriverò mai più poesie.

    • Ciao Arturo! Ti ringrazio per il tuo commento e , qui sotto, ti riporto appena quattro versi da “Litania” di Caproni, sperando che ti piacciano come piacciono a me e ti convincano a non smettere mai di scrivere poesie.

      “Genova che mi struggi.
      Intestini. Caruggi.
      Genova e così sia,
      mare in un’osteria.”

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