Lo sguardo del viaggiatore

Lo sguardo del viaggiatore d'inverno

Oggi mi ritrovo

sul far della sera,

con le mani vuote

e le unghie spezzate.

Ho lavorato, lo sai,

(io non so stare ferma)

ma mai in proporzione

dell’immensa stanchezza

che mi urge da dentro.

E allora i pensieri

diventano neri,

stonando, ma tanto,

con la dolcezza dell’ora.

Estremo languore,

che, in altri tempi,

sarebbe stato

preludio all’amore.

Ehi, mi è amara la vita,

in buona sostanza,

per questo tremendo

non sentirmi adeguata,

come quei poveri soldati

della Grande Armata,

nella campagna di Russia,

(se avessi dei dubbi,

sono contro la guerra)

che non avevano scarpe

per camminare.

Logoro il tempo,

scarpe senza suole,

logoro il cappotto,

e la pelle di sotto,

logoro tutto,

viene meno anche

lo sguardo curioso

del viaggiatore.

O, vita mia, dove stai andando e fino a quando?

portatrice d'acqua

Ho un carico di sonno

e lo porto in bilico

sopra la testa

e mi pesa e mi pesa

verso la fronte

così che pian piano

mi fa chiudere gli occhi.

Però non si può,

dormire, dicevo,

perché è fuori orario,

e così non si fa.

Mi riaccomodo il cercine

d’intrecciata pazienza,

sterpi e lembi di sogni,

poi la grande stanchezza,

in perfetto equilibrio,

per non farla cadere

e, aspettando la notte,

mi rimetto in cammino,

con il collo ben dritto,

a sbirciare la meta,

oltre un monte lontano…

Il tempo del silenzio

medusariomarino

Violare il silenzio del cuore

fa quasi paura. Non sento

non penso, nulla mi trema

dentro. Non sto né male,

né bene, solo questo silenzio.

Di te così lontano nel tempo

non mi arriva più niente,

solo un senso ostinato

di freddo. Forse sei morto.

E non ho desideri, né sogni,

e non voglio partire, vedere

paesi nuovi, conoscere cose.

Mi sta bene la bolla di muco

rappreso che mi è nata intorno,

il nido per la stanchezza

di volere sempre. Tentacoli

di medusa mi spunteranno

o forse metamorficamente

sarò una tilllandsia e vivrò

d’aria cantando cantando…

Atmosfere particolari

Filo di spugne

Per appendere il porta spugne

in bagno, progetti e discussioni.

Intanto la casa nuova cresce,

si abitua ai nostri rumori

profumi e odori e la doccia

rugiadosa calda la sera ci cura

la nuda lenta stanchezza,

poi facciamo insieme il conto

degli scatoloni, che diminuiscono

mentre i mobili si riempiono..

e i cuori, i cuori…battono.

Disarmante

sera di strada

La sera che scende

quando proprio non sei pronto

e ti sorprende a bocca aperta,

come se fossi stato tu

ad ingoiare il dolce amaro giorno,

come un serpente.

E incontri il vicino di casa,

gli racconti che ti sei rotto un dito

e ti risponde sorridendo:

“Non ti fai mancare niente”

e la stanchezza ti pesa e ti punge

sulle spalle come una gualdrappa

di quella vecchia cavalla

che forse sei tu col tuo sorriso grande

tutto denti e vorresti gridare

al sole di tornare. Disarmante.