Tradimento

Manichino nudo con cintura verde

Guardi queste vetrine

sventrate dai saldi,

e dalla tua voglia di cose.

Sai che non ti capisco,

però non ti abbandono,

tu compri le cinture

che mai ti cingeranno

col caldo di due mani

e fai i sorrisi sazi

come durante il sesso.

Sei col vestito nuovo,

ti guardi nello specchio,

la luce dei tuoi occhi

è quella dell’amore.

Piccole icone (il vero matrimonio)

icone

Il vero matrimonio fu celebrato un giorno,

non mi ricordo quando, ma c’era il sole e tanto,

almeno quello dentro. Non mi ricordo dove,

ma certo fu sul mare, quel piccolo paese…

Il tempio, una vetrina, di quelle fatte specchio.

Tu fosti il celebrante, e questo il breve rito,

guardandoci riflessi, dicesti col sorriso:

“Siamo una bella coppia e avremo due bambini.”

Espressi il mio consenso, scandendo loro nomi,

anzi, per il maschietto, lo pronunciammo insieme,

per la bambina, invece, lo dissi solo io.

Poi ci baciammo un poco, scambiandoci il respiro.

Stringendoci la mano, lasciammo quella chiesa,

e intraprendemmo un viaggio che più non è finito.

Homunculus sensitivus

homunculus sensitivus firmato

Percorro con le dita

la testa fra i capelli

a cercare, chissà,

i pensieri molesti

nodi da sciogliere

un giorno o l’altro,

e ci vuole coraggio.

Mi tasto la faccia,

dopo tanta assenza

di me da me stessa

per vedermi di nuovo

senza sguardi allo specchio.

Un’immagine viva

sulla pelle in affanno,

un homunculus nudo

con il cuore gigante

squarcia i miei polpastrelli.

La Naiade

naiade firmato

È da ieri che penso

alle ninfe dei boschi,

di monti, di laghi,

di fiumi, di prati…

La loro freschezza

oramai mi è negata,

mi guardo allo specchio,

il mio antro del vero,

e spero che un dio

venga un giorno

ad amarmi

e mi renda immortale

mutandomi in fonte…

Karma inverso

Ingranaggio

Da questo notte

c’è vento forte

e per la strada

si fatica a camminare.

Oggi due persone

che non conoscevo

mi hanno detto

che sono dimagrite

senza motivo,

in quest’ultimo mese,

una alla fermata dell’autobus,

una dal verduraio.

Io non sapevo che dire,

le ho consolate

come potevo.

Poi, a casa,

mi sono guardata

negli occhi allo specchio

e mi sono domandata

quale mai fosse il senso

di tutto questo.