Atmosfere particolari

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Filo di spugne

Per appendere il porta spugne

in bagno, progetti e discussioni.

Intanto la casa nuova cresce,

si abitua ai nostri rumori

profumi e odori e la doccia

rugiadosa calda la sera ci cura

la nuda lenta stanchezza,

poi facciamo insieme il conto

degli scatoloni, che diminuiscono

mentre i mobili si riempiono..

e i cuori, i cuori…battono.

Hammam

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hammam

Oggi vorrei versati addosso

dei linimenti caldi al mieie

e che cadessero in gocce

anche sul chiuso degli occhi

e che ovunque la penombra,

gravida di tepore d’acqua,

mi circondasse con amore.

Ungimi la nudità stanca

con la densità della speranza,

colami sui capelli, arsi dal fato,

sciolte nel caro calmo fiato,

perle preziose di tonde parole,

rotolami la vita sulla pelle,

placa con l’oriente dei profumi

l’amaro sdegno che mi brucia l’anima…

 

 

 

Potatura della rosa rampicante

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Potatura

Povera rosa,

sorpresa nel sonno

dal giardiniere,

così protesa

all’azzurro del cielo,

così indifesa

coi suoi parti sfiniti

di fiori e boccioli

e figli abortiti,

così stordita

dai suoi stessi profumi

da assopirsi svenuta

sul meriggio del muro

e lasciarsi potare!

La candela di Torri del Benaco

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candela sull'acqua.jpg

 

Non so che anno era…

Comprai una candela,

che era troppo bella

per darla al suo destino

e poi lei mi parlava

del luogo dove nacque,

che era là sul lago

dove lasciammo i sogni

appesi come agrumi

in calde limonaie

fra roridi profumi.

Ma è tempo di cambiare,

così dentro a un cassetto

di inutili tesori

che non porterò via

oggi l’ho ritrovata.

Graziata dall’oblio,

le ho dato breve vita:

a morte l’ho incendiata.

La casa del vento

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ginestreleone

Primavera morente

la ginestra divora

coi suoi mille leoni

di colore giallo denso.

C’era il vento sul colle,

la sua brusca saggina

a spazzare via te,

i ricordi, i rimpianti,

e le tue assurdità

dai profumi inebrianti.

E ginestre, ieri come oggi,

a sbranarmi, a sbranarti.

La sorella dei sogni

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sorelle

Com’era dolce, sorella,

parlarti di lui nel serraglio

e sognare le notti d’amore

che non ci furono mai.

E tu mi lavavi i capelli

e tiravi e piangevo e lisciavi

(e poi mi baciavi)

per renderli morbidi e belli

come la seta, dicevi,

e mi insegnavi a danzare.

Mi par di vedere quei giorni

e gli oli, i profumi, la frutta,

le risate innocenti, i candidi denti,

e l’ombra e le grate gelose

che ci celavano al sole.

Dov’è il nostro oriente, sorella?

Dove brilli, mia giovane stella?

 

(Disegno ispirato a un dipinto di P.Bouchard)