Parlavamo soltanto

Il sogno della vasca e delle more

È stato dolcissimo

sognarti stanotte…

Assopita nell’acqua,

nella mia vecchia vasca

sono stata svegliata

dal tuo cauto accudirmi,

mi asciugavi la schiena,

con un lieve massaggio,

come se già sapessi

che io stavo tremando.

Con un gran telo bianco

mi negavi agli sguardi,

era un sogno affollato

con la gente lì intorno.

E poi mi baciavi

quasi fossi un fratello,

non lo eri per niente:

La mia bocca stupita

lo sapeva sfiorando

quell’asprigno sapore

del tuo fiato agitato,

come more nel sole

con il sangue sui rovi

e noi due là, nel prato.

Voglio dirti una cosa:

Fino ad oggi, al risveglio

non sapevo, ragazzo,

di averti già amato,

noi, divisi dal tempo,

tu, ridente, all’aurora,

io, già volta al tramonto,

parlavamo in quei giorni,

parlavamo soltanto…

Rotoloni

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Quel che mi piaceva veramente da bambina

era sdraiarmi perpendicolarmente all’erta

e rotolare svelta giù da un prato di collina

ridendo come pazze, io, la sorella e la cugina,

ebbra dell’abbraccio della velocità crescente

e del baluginar di sole in cielo e del profumo verde

dell’erba oppressa dal mio fiero corpicino.

Non tutto andava bene. C’erano i sassi grossi

e i rovi di confine, c’erano i lividi e i graffi,

le sgridate della mamma e i vestitini sporchi,

ma, in fondo al gioco, il premio sempre:

la voglia di rifarlo, salendo un po’ più in cima.

La casa dei sogni

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Aspettavi sempre di riandare

in quel luogo dove già sei stata,

vuoi per la radura fra i castagni,

dove la casa di pietra ti aspettava

e la serena sera dell’amore

il fuoco acceso e tutto il resto,

vuoi per il prato in cima al colle

e tu alla testa dei tuoi molti figli,

come un’anatra che il nido

conduce pigolante al fiume

e ti scoppiava per la gioia il cuore,

soltanto a immaginare…

Prato d’inverno (alla fine dell’anno)

Inverno

Potrà tornare a piedi nudi

un’altra primavera

in questo prato

aspro di brina?

E la mia casa così sola

aprirà come occhi

le finestre al nuovo sole?

La mia porta sarà schiusa

e con l’acqua del disgelo

canterà di vita il cuore?