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Genova, Via Corsica

By Poesia 2 Comments

Mi ricordo

quel bel viale

dietro casa

e gli alberi

da ombra

e le panchine

prone a riposare…

Quanta pace

rubata

a quel po’ d’aria,

quante fughe

fatte apposta

per tornare…

E quella madre

che moriva

un poco al giorno,

la rotonda là in fondo

che abbracciava il mare…

 

L’acquerello, che illustra molto bene i luoghi e il mio struggente stato d’animo di allora, è opera di Riccardo Scarpellini.

 

Il tramonto di Pasqua

By Poesia 5 Comments

 

Restano così alla deriva

piccoli ricordi della festa

e una stanchezza un po’ lasciva

a mezza strada fra lussuria

e mal di testa.

C’è un mezzo uovo

con il ventre devastato

e la sorpresa che è un non senso

che non avresti mai comprato,

c’è una colomba che non vola più,

che non parla né di pace né Gesù

e c’è quest’ora incontinente della sera

che piange ubriachezza

e una tristezza vera.

 

La preghierina dell’Epifania

By Poesia 2 Comments

Cara Befana,

sciatta creatura,

rassetta le nubi,

piovono troppo,

dosa la neve

e la grandine fitta

tientela a casa.

E quei cari ragnetti,

invisibili agli occhi,

ci feriscono a morte

con le loro corone.

Lasciali in pace

nei loro angoletti

e butta qua sotto

solo cose buone,

olive, salame,

soldini e confetti!

 

Lockdown – Vigilia in terrazza

By Poesia No Comments

Surreale silenzio dei camini,

han legato la gola alle campane,

un cielo azzurro terso offerto

al fendente d’ala dei gabbiani.

C’è chi aspetta che il morbo finisca,

che ritorni la colomba in volo

col ramoscello verde al becco

recando nuova pace all’arca.

 

Un mattino a gennaio

By Poesia 4 Comments

Lame di cielo invernale

così ben affilate

da provocare dolore

confitte dagli occhi

nel cuore. Stalattiti

di ghiaccio scendendo

in logorio di gocce di pianto

troveranno infine la pace

trapassando il terreno,

il manto glaciale, il silenzio.

 

 

 

Ore 18

By Poesia 4 Comments

campanaro

Però stasera non è male

che il sole del tramonto

non si veda. Certe volte

porta pace al cuore

il grigiore delle nuvole

nel cielo. Uniformità

degli astri e del sentire,

malinconica realtà

del divenire e tu,

mio caro, caro amore,

tu,  che a prima sera,

pentito, mi sorridi,

appeso al dondolio

del tuo umor nero,

come fossero rintocchi

di campane la fluidità

di questo tuo lasciarmi

e il ritornare…

Casa nuova

By Poesia 6 Comments

Il mio univrso con Marte e Giove

Manca un mese lunare

al compimento dell’anno.

Molta pace qui in casa,

piccolo paradiso interrotto

solo dalle campane

che da un po’ detesto

e c’è ombra e c’è fresco.

La sanità mentale pare

a portata di mano

e la sera con il cielo

decorato stellato

spenzolato sopra i tetti

e Marte e Giove, l’universo

sembra così vicino…

Quindi sto bene e mi contento

del mio trasferimento,

non ho rimpianti

(un fatto molto strano)

se non fosse che faccio

sempre troppi conti

e concludo che mi manca

di poter fermare il tempo.

L’acqua della vita

By Poesia 3 Comments

acqua della vita

Strano avere il cuore chiuso

a primavera e oppresso

come se non ci fosse più

colore. Invece tutto appare

pronto. Nelle schiarite in cielo

stride un viavai di rondini,

da qualche giorno almeno,

anche il mio corpo è sveglio

o ha smesso  infine di tremare.

Eppure non mi adorna quel riflesso,

il tremulo chiarore della pace,

e la  mia voce gracida nel vento

patetiche mimesi dell’amore,

vorrei ardere di trepide parole,

ma  riesco appena ad essere

CORDIALE. E la mia fonte, sai,

così segreta, che abbeverava

te soltanto e la tua anima

assetata, io credo sia del tutto

inaridita e non esista più per noi

la chiara risorgiva aurata,

che il  sole all’alba incoronava,

dell’acqua prodigiosa della vita.

L’uovo di pasqua (sorpresa)

By Poesia 9 Comments

Angelo pasquale

Si aprono sguardi di rose

sugli intrecci di pruni in aprile,

come un’ala di rondine azzurra

ci sorvola il cielo vernale,

una brezza ingannevole e dolce

soffia venti di pace e d’amore,

ma le crepe del mondo disvela

e il suo cuore di sangue e d’orrore.

Alto lignaggio (poesia dove si tratta della nobiltà d’animo)

By Poesia 5 Comments

portone

E continuavo a sognare

benché rimanessero chiusi

tutte le porte e portoni

cui provavo a bussare

lungamente attratta

dalla vernice copale

e dalle bronzee targhette

con fini incisioni corsive:

Qui abita Pace, o Giustizia,

o umano Rispetto

o onesto Lavoro.

Adesso io resto seduta

sul basso gradino

del marciapiedi di strada,

tesa la mano a mendicare,

e ci sto pure assai male,

la nobiltà devastata

rivestita di stracci,

la mia fierezza distrutta

dall’impossibilità di parlare…

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