L’orecchio destro, il profeta e il poeta

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Poeta in barchetta

Con l’orecchio destro sento

stridere le rondini in cielo

mentre il sinistro registra

correttamente il clangore

della caldaia condominiale.

Benvenuta sia la sordità

del mio muco influenzale!

Ho inventato un profeta

e l’ho messo per iscritto:

È un dismorfico diplope

cui l’occhio destro

ceruleo  ammicca e ride ,

mentre il sinistro piange

e a volte butta sangue.

Non gli somiglia forse

Il timido poeta

che se ne sta in disparte

e sempre si lamenta

d’amori e di tormenti

e intanto balla e canta

sull’onda dei suoi sogni

e dei più bei ricordi?

Governa la barchetta

di carta pieghettata,

sul fiume chiaro e scuro

che noi chiamiamo vita

va verso la cascata.

Scampoli di vita

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Barriera Margherita

Abbiamo venduto

scampoli di vita

a poco prezzo,

ci è bastato un orecchio

di pietoso ascolto.

Ho venduto parole

alla mia fermata

sotto il portico nero

minaccioso di piccioni

e calcinacci sparsi

mentre aspettavo il bus(se).

Mi hanno venduto

funerali e i loro morti,

spese al mercato

messe dai greci,

e operazioni all’anca.

Si fa per solitudine

di vendersi così.

È stato in primavera

e poi d’inverno

e hanno saputo

che tu suonavi il piano

e che studiavi molto

ed è passato il vento

e tanto tanto tempo,

sei diventato grande

e io non esco più.

La bella donna

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Silvietta

Il giorno, oggi,

mostra una buona cera,

eppure non cela

brividi di vento, ancora.

Anche io quando mi sveglio

riparto col sorriso,

perché, pochi lo sanno,

sono nata così,

di domenica, cantando

e per i miei primi tre anni

ho sempre riso.

Mi hanno spezzato il cuore

trecentomila volte, almeno,

con colpa o senza colpa,

ma questo poco conta.

Così quando mi sveglio,

l’orecchio sul cuscino,

odo le incrinature

e il galoppo del tempo.

Sono una bella donna,

ma rido molto meno

e sento intorno il freddo

nel sole del mattino…