Impasse

PiantoPiangeremo noi domani?

E questa avversa opacità

di nebbia che ci accieca

e ci spinge con la faccia

contro un muro, incapaci

di varcare finalmente

quella porta che si apriva

sul futuro,

sai dirmi se un fendente

di fortuna prima o poi

ce la diraderà

su un cielo più clemente?

Piazza Bornello (La speranza)

muro di piazza Bornello con bambina

Quando ancora crescevano

la felce e il sempervivum

sul muro dei miei sogni

e il muschio antico,

suonava dei miei passi

nella vecchi piazza

il ritmo cadenzato lento,

misurato sul battito di cuore

e chiara la speranza nel mattino

splendeva più del sole

e sotto ai piedi la sentivo

l’acqua di montagna

incanalata che fuggiva

fino al lavatoio per sgorgare

e il sangue dentro al corpo

era così giovane e contento

che mi pareva di scoppiare

e se mi guardavi in viso

vedevi le mie labbra rosse

in lieve movimento per cantare

una splendida canzone di silenzio.

Noia profonda

noia esistenziale fumetto

Mentre mi annoio

provo rimpianto

per le ore perdute

che, se le sommo,

fanno i miei anni.

Ore di tedio,

che oggi detesto,

che implorerò in cambio

del negato domani,

alla meta del viaggio,

né mai torneranno.

Il vischioso languore

dell’estivo imbrunire,

i rumori guardinghi

di questo sobborgo

ambìto da molti

e cha a me sa di tomba,

nonostante il mare,

i confini della strada,

il muro in mattoni

della casa di fronte

che tinge di rosso

i miei falsi tramonti,

il cancello, la palma,

le mezze parole:

tutto questo mio male,

calcinaccio in rovina

di un crollo morale,

varrà quanto l’oro

se, in fondo al respiro,

non troverò il fiato

di un nuovo minuto

per potermi annoiare.

 

 

 

 

 

 

L’infinito dentro

Credenza

E la sera disegna

colori inventati

versando il suo sole

sulla legna scolpita

dei mobili vecchi

più di una vita.

Alla voce dei tarli

si azzurra il mio cielo

con manciate di stelle

spruzzate sul muro,

definito confine

di una breve via lattea,

l’infinito l’ho dentro,

è un pensiero stupendo…

Potatura della rosa rampicante

Potatura

Povera rosa,

sorpresa nel sonno

dal giardiniere,

così protesa

all’azzurro del cielo,

così indifesa

coi suoi parti sfiniti

di fiori e boccioli

e figli abortiti,

così stordita

dai suoi stessi profumi

da assopirsi svenuta

sul meriggio del muro

e lasciarsi potare!

Le parole della sera

e fu la sera a parlare

E fu la sera a parlare

… Un rampichìo

di spine e di rose

su un raggio di sole,

mentre il verde

intrecciarsi dei rami

sul ruvido muro

trascolorava già in nero

e il vento sbadigliato

e lento di primavera

mi portava il lamento

cremoso di un petalo

caduto, un gemito

di piuma e il vagito

di un nuovo bocciolo…