I molti letti

la casa dei sogni

Recentemente ho capito

per illuminazione

perché certi sogni,

in apparenza banali,

fossero fonti

di grande paura,

da svegliarmi sudata,

con la gola essiccata…

Io sogno case buie

con lunghi  corridoi

e camere con molti letti

dove passare la notte

e ci sono i vivi come me,

perché ancora io lo sono,

e ci sono i miei morti

che stanno a riposare.

Facciamo tutti silenzio,

mi sdraio, spengo la luce

e mi desto prima di morire.

…Sono ricordi degli obitori

dove con grande dolore

ho visto per l’ultima volta

quelli che ho molto amato

e che non ho lasciato andare.

Specialmente mia madre,

quando sono scappata,

appena un attimo prima

che chiudessero la bara.

Il bar dell’angolo e il nottambulo innamorato

Polena da bar

La notte già svuota

i suoi lunghi intestini,

budelli intricati

di strade, destini,

di cieche appendici,

di vite sfinite.

Spegne le insegne

anche l’ultimo bar,

quello più in fondo,

quello che giri l’angolo

e poi vedi il mare,

tu sai quale,

proteso sul buio

come la prua

di una nave

pronta a salpare,

con la polena dipinta,

che porta corona,

corona di luna.

E io non so dove andare.

Mi ha buttato fuori

quel ragazzo gentile,

ma alto due metri,

che non è il caso

di litigare.

Riapre alle sei

e prepara i panini

per la gente normale,

che smonta dai turni

o va a lavorare

e vuole mangiare.

A chi lo dico, io, adesso,

che odio il mio letto,

che sembra una bara,

un sepolcro di ghiaccio

da quando è finita

quell’unica cosa

che mi dava la vita,

a chi lo racconto

che non voglio dormire

perché se la sogno

io posso morire?

La voglia

Bara del non detto

Zittita in me riposa

la voglia assai dolente

di dire cose oscure.

Come una bara muta

nascondo il mio dolore,

con manto di madonna

mi cingo il fianco nudo,

ascesi nel pudore,

il vero non ti svelo,

ti do quello che chiedi:

la grazia di sperare.

Occhiali da sole

vampiro

Sabataccio infame

dopo una notte infame…

Dracula nella mia strada

come un topo squittiva

spingendo un carrello

con dentro la bara

che gli serve da letto

sul far dell’aurora,

non può correre rischi

di vivere il giorno.

Io ci sono costretta,

ma mi sento già morta,

e porto gli occhiali,

per perdere il sole.