Kigo

Fiori di pesco in primavera

Stamattina

non mi sono vestita

mi fa male la vita

coi suoi kigo

ricorrenti

e la fine che verrà,

come un haiku

perfetto:

Quel che è detto

è detto.

Nota dell’autore. Fornisco la mia chiave di lettura per questi “versi” che hanno dato il via a una discussione  letteraria fra i miei lettori. La poesia è uno sfogo intimo, quasi un lamento, che mi è uscito dal cuore in un avvio di giornata non particolarmente felice. La vita, con l’immutabile alternarsi delle stagioni, scorre troppo veloce verso un’unica meta, la nostra fine, e non concede proroghe. Termini come kigo e haiku sono stati qui usati all’interno di una metafora, con cuore puro e senza nessun intendimento polemico.

 

Equinozio del 20 marzo 2016 ore 5 e 30

nanna

Vorrei parlare di te

quando dormi

e lo farò stamattina

presto, adesso,

quando l’equinozio

di questa primavera

e la rorida aurora

cospargono di rosa

e terra e cielo.

Tu dormi beatamente

con ostinazione d’infante

in totale abbandono

all’estasi  del sogno

e se non è una qualità

questa di te, che io canto

e addirittura adoro,

almeno è una piccola cosa

che crea la tenerezza

e ricopre l’amore nostro

di petali di pesco.