Aspettando il sabato

dal terrazzo al quarto piano

Il cammino sospeso

di un terrazzo

al quarto piano.

Dalla parte del mercato

un De Chirico in città,

dalla parte del.cielo

i pianeti, le stelle,

la mutevole luna

se sereno sarà.

Io, polena stupita

che mi sporgo dall’angolo

in favore di vento

sul futuro che verrà.

Variabile

amore-in-tempesta

Il sereno, ineffabile entità

dura al più una settimana,

poi bufera per tre giorni,

faccia scura e strali di parole

che mirano al centro del cuore.

Giocare allo strazio,

cercare le colpe. Grandinare

gragnole d’accuse,

non ammettere scuse,

annientare.

Dicono che sia amore…

L’ora del tè

la rossa

Ancora un giorno

speziato di amaro

avanzi di sole

di sale dal mare

tingono un cielo

che sereno non è.

Nerbi grigi

di rorida bruma

schiocca il vento

a frustare il tramonto.

Geme il ceppo

arso dal tempo

dentro al fuoco

che brucia i miei giorni,

ma, se mi guardi

non vedi che questo:

sono una donna

che beve il suo tè.

Il nostro futuro

rosa tempesta

Per quanto rosa fosse ieri il cielo,

oggi, amore, vedessi come piove…

Ah, che poco accorti siamo stati!

Là, sopra i bordi del sereno e l’oro,

dentro il ventre malato di un azzurro strano,

si dibatteva il mostro dal mantello nero

e noi due, la nostra giovinezza inerme insieme,

senza un pensiero al mondo ridevamo.

Bagaglio a mano

 

ventiquattrore

“Sono cosi in ordine

parto coi mocassini…”

Sempre prepari valigie,

rincorrendo una vita

che toglie il respiro.

Sempre così previdente,

non dimenticare, ragazzo,

ovunque sarà il tuo cielo,

di guardare il tramonto,

domani,

se il giorno sarà stato sereno.

E dopo, la luna crescente

e le stelle…