Birra amara

Birra amara

Bere la birra

per dimenticare…

Dimenticare la birra

per salvare i ricordi…

Non so cosa fare.

Infernale la vita

senza i tuoi sorsi

di freschissimo amore,

sete di ricordi,

di quest’ultima estate

di sabbia e risate di sole…

Ma che cosa ti ho fatto

per indurti a partire

e avvelenarmi la vita

da qui agli ultimi giorni?

Altrettanta l’urgenza

di dimenticare…

Portami svelto una birra,

che sia alta di spuma,

come la rabbia del mare,

che graffia gli scogli

in questo gelido inverno,

(a me è toccato restare.)

Portami svelto una birra,

prima che io muoia

lungo stecchito disteso

sotto questo misero tavolo

bara della mia solitudine,

portami svelto una birra,

oste della malora!

La balena

balena-in-spiaggiamento

Grissini al cioccolato

complementi nutrizionali

e una noia mortale.

Spiaggiata senza forze

alla televisione

arenata nella sabbia

di un divano nero

che ingoia le mie ossa,

povera balena, coi fanoni

filtro il krill dei giorni

e vorrei bocconi grossi

e di maggior sapore.

Il ritorno

e fuori c'era vento

E fuori c’era vento

e fuori c’era il mare

pietrificava vita

la gelida panchina…

Alzarsi una scoperta,

col rischio di finire,

la sabbia fustigando

e levigando a morte

la tiepida scultura

di un’indifesa sorte.

I giorni spesi tutti

correndo sulla riva,

respiro nel respiro

dell’aria furibonda,

del sapido suo sale.

Non una brutta morte

sparire per usura,

le piccole vestigia

tornate al grembo amaro

di onda contro onda,

nascendo vita ancora.

Alla rosa esposta al vento di Libia

tavolo di rose

Prima che il Libeccio

proprio ti uccida

fustigando di sabbia

la tua rorida schiusa,

ad un caldo sacello

nella casa festosa

e allo sguardo pietoso

di chi tanto ti ammira

concedimi, o rosa,

d’immolarti recisa

e, se fosse un pittore

chi di sguardi ti onora,

alla lunga memoria

che le tele colora.