Il tuo ritratto

il tuo ritratto

Mi dispongo a ritrarti

mi arrabatto arrangiando

le dita in tormento.

Perché io son così:

scolpisco  la carta

con il mio movimento.

Trascinando nel bianco

il nero inchiostro, lo diluisco

e, mescolando, piallo il livello

fino a quando ne sorge

qualcosa di bello:

uno zigomo stanco

il tuo occhio da rospo,

ed il naso rapace

alle soglie del fosco

sorriso tuo amaro

con le pieghe di scuro

che ci ghigna sul grugno

quanto un tempo hai sofferto.

Basil Hallward

evoluzione del ritratto

Sempre più persone

gli commissionano

un ritratto.

Basil Hallward

è un pittore geniale.

Per dirla tutta

è anche modesto e schivo,

qualità molto rare.

Non vedrete mai esposte

le sue tele perfette,

non nelle dimore lussuose,

non nei musei,

le troverete nelle soffitte.

Non vi siete mai chiesti

cosa ci fanno in giro

tutte queste belle faccette?

Tutti questi rosee putti,

tutti così lontani

dall’essere innocenti?

Tutti questi impuniti ladri

del lavoro altrui,

della speranza, dell’onore,

della felicità del mondo,

dove hanno nascosto

le loro vere facce

da grandissime canaglie?

(Pendagli da forca,

si diceva una volta…)

Peculiarità di un’arte

ancora molto alla moda

saper dissimulare…

Guardando l’Aristide Bruant di Toulouse Lautrec

Richard

 

Tracciati in nero i tratti  acuti del disegno

un progetto di uomo, un ghigno nel vento,

il pesante cappotto, il cappello, la sciarpa

il suo nome stampato a chiarirne il destino

e l’arte o il mestiere per gridarne la fama.

Non è molto, ma basta per inchiodare un’anima

su uno steccato giallo che scherma la notte.

O come vorrei possederti io

così profondamente fino a farti un ritratto,

non in virtù dell’arte, ma solo per amore!

Loose watercolor (ritratto)

Acquerellosprint

L’anima intinta

nell’acquerello,

colore sperso,

è il tuo pennello.

Pino marittimo

intirizzito,

sveglio

un po’ presto,

sorpreso dal vento

nel primo mattino.

Ribelle assopito,

randagio stanziale,

legato da solo

al ritmo esistenziale,

sgrani gli occhi,

pittore,

sulla tua palude

interiore, verdastra,

pieno di stupore.

 

Nota: acquerello di Riccardo Scarpellini