Sorelline

sorelline

Guarda, noi ridevamo

tenendoci per mano

sul viale della vita…

Ero così bambina

che, andando verso il lido,

io mi chiedevo sempre:

Ci sarà ancora il mare?

E non avevo torto,

di niente c’è certezza,

e tutto ha un suo valore

soltanto fin che dura…

Sette e mezzo

Il baro a sette e mezzo

Io mi gioco i giorni

e perdo, perdo sempre.

Non sono un bravo baro,

non c’è mano in cui finga,

però non mi diverto

e perdo, perdo, perdo.

Mi tradisce lo sguardo,

la noia che mi prende

e quella voglia matta

di gettare le carte,

scoprire gli intenti,

mandare all’aria tutto

e ridere degli altri,

frantumarne le facce,

le facce di marmo…

Mare freddo

mare giorno notte

Ci fu un’estate fredda

e freddo il mare,

fresche le notti,

tirava vento sempre,

a volte di tempesta.

E fu un’estate bella

della mia giovinezza,

quando, nuotando insieme

a sfida delle onde,

noi ridevamo forte

e gridavamo al cielo

per non dover tremare.

Mai stampare le nuvole!

decollo dell'angelino

Disegno col mouse

paradisi finiti

e giovani angeli

intenti al decollo…

Paradisi di periferia,

però,

dove il tempo sbagliato,

mio caro, non torna

ed i sogni

rimangono sogni

e la disperazione

è così comune

che fa solo ridere,

come l’eroe che scala

un eden irraggiungibile.

Neve a settembre (dalle “poesie molto popolari”)

mucca firmata

Finta la transumanza

anche la più bella mucca

la più premiata è nella stalla,

in terra la coccarda ambita

e sfatti i calpestati i fiori.

Eppure il paese è stato in festa

e c’era il  mercato e ridere,

a noi, non è costato niente,

come l’amore che rubavi

al bianco dei miei denti

e alla lievità dei miei pensieri.

Sono partiti tutti i villeggianti,

gli alberghi sono chiusi,

la sera si è fatta fredda e silenziosa

e se non mi copro batto i denti.

Ti darò un figlio a fine primavera.

Non prenderai quel treno, spero,

di cui, d’inverno, parli sempre

e io ti credo, mi dispero e piango

e tu, ridendo, mi baci e mi consoli…

Strudel di mele

converasazione
Non so cosa faremo

per la mancata

coincidenza

dei nostri giorni neri,

pensier  tristi

e cose affini.

Sarebbe un sogno

mescolare l’amaro

di pianti diversi

e, comunque,

capirsi!

Quando faccio

lo strudel di mele,

penso a mia madre

che con quel dolce

mi curava

il raffreddore.

Forse dovrei

io sperare

che quel tuo ridere

che a volte fa male

per essere così

maledettamente

fuori dal mio tempo

del dolore,

abbia lo stesso potere?

E tu, che te ne fai

del mio ostinato sole

quando dentro di te

c’è il fortunale?

Io, per guarirti,

ti porto sul mare

a passeggiare

e inquino la tua rabbia

con le mie parole vane,

semplicemente

perché, di notte,

tendo a sognare…