Skip to main content

Labili confini

By Poesia 2 Comments

Ma ti è scappato il gregge in cielo

stamattina presto presto,

mentre il tuo piccolo cane

abbaiava allegro al vento,

ebbro di sole e primavera?

La vita è un po’ bastarda

e complicata e la felicità,

io penso, una chimera

che appare a caso

quando vuole salvarci

dal morire. Ma nei momenti

rari come questo, in cui

respira il corpo con il cuore

e senti che sei tu il pastore

e che la libertà non ha confini,

non basta l’orizzonte a contenerla

né il numero finito delle ore.

Ringrazio Paolo Scarpellini per il prezioso contributo fotografico, che ha fatto volare la mia ispirazione.

 

 

 

 

Mattino da una finestra sul retro

By Poesia 7 Comments

 

Geometrie da cortile,

minimalist squalor,

stile ed eccessi

di solitudine.

Intonaci grigi,

uno squillo di giallo,

un tubo che scende

e si porta laggiù.

L’orizzonte che stenta

fra ringhiere e camini ,

mentre un cielo di nebbia

si distende lassù.

E questo silenzio

di ovatta pesante,

il mio cerchio alla testa,

santità umana

di chi presto si desta

ed è senza virtù.

 

Canto notturno della cugina Mida affacciata alla finestra dalla cornice bianca

By Poesia 2 Comments

Mi pare di vederti, lì affacciata,
alla finestra aperta sulla vita.
Vive la tua pelle di carezze
e il vento questa sera passerà,
alitando un soffio caldo
sulla tua bianca pelle,
il passato nel futuro muterà.
“Ancora amore, Mida, ancora
ti doneranno presto queste stelle!”
cantano i grilli dai trifogli in fiore
di buona sorte profeti e dispensieri.
Nella cornice bianca sulla notte nera
chi passa non ti vede, ma ti sente,
come un enorme battito di cuore
e forse chi ha fortuna percepisce
dei tuoi capelli biondi il timido bagliore.
Ma ti ricordi, cara Mida, questa sera,
com’era bello il nostro antico mare,
dove la notte su pattini d’argento
incideva fantastici sentieri
e scintillava di stelle l’orizzonte
e lontane danzavan le lampare?
Canta per me quella canzone vecchia,
che parla della luna e di perduti amori,
e fai la voce scura e passionale,
così ch’io ascolti e finalmente pianga
su quello che non può più ritornare.

Talassoterapia

By Poesia 2 Comments

 

Per me si fa labile il confine

fra la libertà, la morte e il mare

e mi fa male il vento, male i rombo

delle onde contro il cuore,

male questa voglia immensa

di fuggire il tempo verso il sole.

Ah, poter spezzare quella curva

linea viola che segna l’orizzonte

ed i confini umani del sapere!

Portami via di qua, mio amore,

non ho più voglia di pensare,

non mi calma il respiro contemplare

l’immensa assurdità del cielo

e sono così stanca di tossire…

Vacanze al mare

By Poesia 6 Comments

ombrelloni in terrazza.jpg

La speranza sarà l’ultima a morire

come gli ombrelloni chiari verdi

aperti sul terrazzo troppo stretto

affacciato sul sole della piazza.

Inventiamoci un’estate al mare,

i rumori del parcheggio sono onde

e la vela che ci porterà lontano,

ormeggiata a portata dello sguardo,

fa cantare nel libeccio alle sue drizze

la promessa del gran viaggio che faremo.

Chiudi gli occhi amore mio, fa meno male

varcare un orizzonte inesistente

che l’amara delusione del presente.

Nota: L’immagine è una mia libera elaborazione digitale di una foto di Google Earth 2017

Orizzonte placato

By Poesia 7 Comments

orizzonte-placato

Accorgersi un giorno

che il mondo è rotondo

è una bella sensazione

perché un fatto è saperlo

ed un fatto è vederlo

per quell’arco di curva

che un pennello di vento

ridisegna nel cielo

ed è intinto nel blu

dell’eterno universo.

Sotto, il mare sdraiato

smetterà di agitarsi,

orizzonte placato…

L’attesa

By Poesia 2 Comments

Le casette della tintoria

Rotola il fumo grigio

dal gran camino grigio

per poi sfumare in cielo

tingendosi di azzurro

tingendolo di grigio

È questa la mia strada

la vedo così stretta

come cucita in fondo,

è grigio contro grigio:

I bordi dell’attesa

slabbrati dalla noia

tirati all’orizzonte

per non vedere in alto

se esiste un paradiso…

 

 

 

Palme di sera

By Poesia No Comments

palme di sera firmato

Le senti le parole della sera?

Parole che diresti nere

se non fosse per l’azzurro

di un sussurro fra le dita

che ti poso fra i capelli

e fremiti di vento fra le palme

e l’ammassarsi all’orizzonte

di speranze e grigie greggi

del ritorno del pastore

e poi giacere stanchi, noi,

rannuvolando le chimere

in cumuli di cirri e di bufere.

Gabbiani

By Poesia 4 Comments

gabbiani

Gabbie di gabbiani appese al cielo.

Gabbie di gabbiani ammarano

sulla cresposità dell’onda.

Sono prigionieri!

Lo senti come piangono?

Il loro grido evade

la circolarità di fiamma

dell’orizzonte all’alba.

Lo senti come piangono?

Il loro grido lima

la nebbiosa finestra

del mio sonno incostante.

Sono prigioniera!

Il risveglio umiliato

dai sudori notturni

ed i polsi costretti

dentro i ceppi dell’ansia…

I polpacci formicolano

per la voglia di andare,

le braccia si spalancano

nella mimesi del volo.

Inerte agonia isometrica

la consapevolezza del Fato!

Ogni orizzonte inscatolato

da un cielo più lontano…

Lo senti come piangono?

L’infinità senza senso

ha ingabbiato i gabbiani.

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: