Venti costanti

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riflesso notturno di madre nel mare degli alisei.jpg

Soltanto col viso mia madre

riemerge per affioramento

dal mare dell’oblio lento

rotto dalle onde nel vento

di costanti alisei di memoria.

Ogni sera la posso vedere

tetra falena delle lande dei morti

ma così presente al mio cuore

da poterle ancora parlare…

Aperitivo

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trombettista

Lui è tornato,

il trombettista stonato

di besame mucho,

e ha ampliato il repertorio,

dopo un mese e passa

in cui era sparito.

Suona all’angolo di casa mia,

stasera a quest’ora,

che, col fuso orario

di questa mia città

indolente da sempre,

è l’ora dell’aperitivo

e non ci sono santi.

Chi allatta, allatta al bar

e c’è un asilo nido

sotto il tendone rosso

al freddo di novembre

ed è pure strappato.

Come il musicista

sgangherato

rattoppa brani alla rinfusa,

pescando fra i buchi

della memoria ubriaca,

così fa l’anima guasta

e cerca nel passato

qualcosa di diverso

dal dolore

e non lo trova.

E suona quasi a morto

la campana della chiesa,

ma non potrebbe

adeguarsi, dico io,

a questa nostra volontà

disperata di sperare,

adeguarsi al nostro ritmo

e festeggiare?

 

 

Trasparenza del dolore

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sogno abraso con rosso

Bianco di foglio

briciole di gomma

da matita, un segno

o un sogno, forse,

cancellato. Un solco

nella memoria e pare

tutto dimenticato,

ma la ferita abrasa

resta nella trama

troppo sottile,

lesione dell’anima,

trasparenza esangue

del dolore.

Certe storie d’amore

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ragazza-abbandonata-con-peluche

Non ti segue a casa

è in giro con la sua gente,

tu sdraiata sul letto

col tuo cellulare,

la memoria del cuore.

È per te la tua roba,

come quella maglietta

che ti ha dato una sera,

solo un piccolo straccio,

ma ci senti l’odore

e la stringi sul petto

un pò per farlo tornare…

Ma lo sai, vero, piccola,

dove vanno a finire

certe storie d’amore…

Alla rosa esposta al vento di Libia

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tavolo di rose

Prima che il Libeccio

proprio ti uccida

fustigando di sabbia

la tua rorida schiusa,

ad un caldo sacello

nella casa festosa

e allo sguardo pietoso

di chi tanto ti ammira

concedimi, o rosa,

d’immolarti recisa

e, se fosse un pittore

chi di sguardi ti onora,

alla lunga memoria

che le tele colora.

L’eternità dell’acqua

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Salti dell'acqua

Trascinare al di là della chiusa

la memoria di sé, della vita

saltando  con bianco fragore

l’ultimo respiro a fatica

al di là finalmente del tempo

e tutto l’Universo capire…

La memoria dell’acqua

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Giù dal Morteratsch

…Io, se potessi,

non sarei l’acqua

che scivola via

e nemmeno la trota

così lontana

dai quieti natali

di qualche pescaia…

Io sarei l’ombra,

la fronda pensosa

di ogni memoria

e porterei in seno

ogni ghiaccio, ogni onda,

ogni sasso, ogni passo,

ogni tiepido masso

alla valle sublime

del tempo mio estremo.

 

 

L’Ungheria

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nuvolaungheria

Parlavamo di sogni…

Quanto a me, se sapessi

che manca poco a finire,

non cercherei nuovi affanni,

né mete, né viaggi

da compiere prima.

Ho già abbastanza ricordi

per gli ultimi giorni,

perché ogni memoria

si estingue con la vita.

Nemmeno la tua mente,

così pietosa e pura,

potrebbe contenere,

come erede, la mia.

Ma, per quanto grande

è la speranza,

caro amico e figlio,

andiamo in Ungheria…

Una sera, un bancomat

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bancomatpittoricocornice

Mescola le carte

la memoria

pescando foto

mai scattate.

Ora so

di che colore era

quella sera.

Era sceso l’azzurro

su ogni cosa

e il giallo forte

della luce artificiale.

E poi il colore

che non si dipinge

di momenti

che chiamiamo felici.

E tu, col tuo cappotto

blu e io che ti aspettavo

fuori. Noi