Com’è difficile cantare…

By | Poesia | No Comments

Quando sognavo l’Islanda,

ispirata dal ghiaccio e dal fuoco,

ero soprano e usignolo

ricamando spartiti di note

così alte da far sanguinare

i più puri, rompendogli il cuore,

morire felici, rinascere ancora…

Ma ora, che il nulla ci incalza,

oscurando ogni giorno il futuro,

ora, che Dio c’è lontano,

e la mente fatica a adorarlo

e a crederlo il buono fra i buoni,

or che il ruscello è palude

e marciscono  fiori di neve

sotto i passi  incerti, smarriti

di un primavera di tisi,

ora che le messi future,

abbattute a colpi di falce

reclinano i capi delusi,

lontani da padre e da madre,

rapinati di ciò che era certo,

giovinezza, vita, bellezza,

senza conoscere amore

e papaveri e risa e l’estate,

ora non canto, non spero, non rido,

soltanto aspetto e sospiro.

Oh, com’è lontana l’Islanda,

com’è lontano il bel canto,

or che non posso sognare!

 

Compleanno

By | Poesia | 8 Comments

Che un figlio compia quarant’anni

sembra impossibile a una madre,

che si vede ancora intenta ad allattare.

Gli sorride quando passa a salutarla

e si stringe nelle spalle un po’ incurvate

per non sentire tutta la sua fretta

e la sua necessità di andare.

Gli legge gli occhi belli e troppo stanchi

e lo vorrebbe solo consolare

per tutte le promesse che gli ha fatto

quando lo teneva in braccio

per farlo addormentare,

e che la vita non volle mantenere.

E non gli annusa il collo,

come quando era bambino,

mentre si chiede dentro il cuore

se riconoscerebbe ancora al buio

quel suo grande cucciolo sbarbato

profumato, cortese ed elegante

che le illumina la casa quando arriva

e quando se ne va le lascia la speranza

di vederlo ancora ritornare.

 

 

Amara madre, amaro mare

By | Poesia | 7 Comments

abisso

Tutti questi litri

di liquido amniotico

riversati nel mare

di sogni agitati…

Io ti desidero, madre,

e ti riconosco

e ogni notte ritorno,

ritorno e mi immergo

e comincio a nuotare,

ma da sempre è fatica

e paura e freddo piacere.

È questo che provo

spezzando l’onda scura

del mistero abissale.

Perché mi respingi,

carissima madre?

O forse mi ami a tal punto

da allontanare da me

il meriggio fatale

(già il sole al tramonto

mi acceca  lo sguardo)

e impedirmi di andare?

I molti letti

By | Poesia | 2 Comments

la casa dei sogni

Recentemente ho capito

per illuminazione

perché certi sogni,

in apparenza banali,

fossero fonti

di grande paura,

da svegliarmi sudata,

con la gola essiccata…

Io sogno case buie

con lunghi  corridoi

e camere con molti letti

dove passare la notte

e ci sono i vivi come me,

perché ancora io lo sono,

e ci sono i miei morti

che stanno a riposare.

Facciamo tutti silenzio,

mi sdraio, spengo la luce

e mi desto prima di morire.

…Sono ricordi degli obitori

dove con grande dolore

ho visto per l’ultima volta

quelli che ho molto amato

e che non ho lasciato andare.

Specialmente mia madre,

quando sono scappata,

appena un attimo prima

che chiudessero la bara.

Camouflage

By | Poesia | 10 Comments

rossetto

Andrò a comprarmi

il rossetto 757,

sono una ragazza vecchia

che ancora si imbelletta.

È che proprio non voglio

assomigliare a mia madre,

ma, più passano gli anni,

più mi devo truccare.

Non che fosse brutta,

ma era imperiosa

e io non posso indossare

la sua faccia sul mio cuore.

 

 

Lo sguardo oltre (a Maria, con amore)

By | Poesia | 3 Comments

ragazza di ghiaccio

Qualcosa di straniero

in me, nella mia bocca,

me lo dicono tutti, qui,

manco fossi in esilio.

E lo sguardo lontano,

come il tuo, madre cara,

col suo azzurro severo,

però molto più caldo,

coi riflesso del mare,

che ci mise mio padre

fino a che non fu verde

e con l’oro del sole.

Di qui non mi piace

l’indolenza scherzosa

e l’attesa di un giorno

in cui tutto migliori.

Noi, ragazze di ghiaccio,

occhi assenti per gli altri,

molto oltre a guardare,

gli mettiamo paura

anche senza parlare.

Anniversario

By | Poesia | One Comment

fiori

Quasi dal nulla nasce

un seme di memoria

e sull’organza bianca

di un abito da sposa

nascono fiordalisi

e papaveri rossi

e i raggi del sorriso

che ti accendeva gli occhi.

Le mani di tua madre,

che tutto l’ha cucito,

il nastro stretto in vita

i fiori fra i capelli

l’ombra della navata,

la fragile tua schiena

ed il cammino lungo

che ti attendeva dopo…

Il mio cuore calza il 31

By | Poesia | 14 Comments

Scarpetta numero 31

Una sensazione così

l’ho già provata

però ai piedi, non al cuore.

Ero una cara bambina

e ho pagato un prezzo

per un paio di scarpe

che mi piacevano tanto

davvero un po’ alto.

Forse lo meritavo,

quel contrappasso,

anche Dante l’ha detto,

ma  l’avrei scoperto

molto tempo appresso.

Certo, avevo mentito

alla mamma, sulle scarpe

della prima comunione,

un sacrilegio senza confessione.

Erano bianche, col listino

e piccoli fori vi disegnavano

corone di fiori. Unico paio,

il trentuno.

Mi piacevano quelle,

erano corte e strette,

mi facevano male,

a mia madre mostravo il sorriso

e mi fingevo in paradiso.

Ecco, così oggi con te

il mio stupido cuore.

Equinozio d’autunno, all’alba

By | Poesia | 3 Comments

equinozio d'autunno firmato

Quando tu dormi

come un bambino

la mia insonnia ti veglia,

e come una madre

ti accarezza le mani.

È già autunno, per noi,

e la notte da domani

si ingoierà  a morsi

i nostri piccoli giorni

fino a farli sparire

nel buio intestino.

Sarà per questo

inevitabile equinozio

che sento di amarti

immensamente di più

nel grigio mattino.

Strudel di mele

By | Poesia | 6 Comments

converasazione
Non so cosa faremo

per la mancata

coincidenza

dei nostri giorni neri,

pensier  tristi

e cose affini.

Sarebbe un sogno

mescolare l’amaro

di pianti diversi

e, comunque,

capirsi!

Quando faccio

lo strudel di mele,

penso a mia madre

che con quel dolce

mi curava

il raffreddore.

Forse dovrei

io sperare

che quel tuo ridere

che a volte fa male

per essere così

maledettamente

fuori dal mio tempo

del dolore,

abbia lo stesso potere?

E tu, che te ne fai

del mio ostinato sole

quando dentro di te

c’è il fortunale?

Io, per guarirti,

ti porto sul mare

a passeggiare

e inquino la tua rabbia

con le mie parole vane,

semplicemente

perché, di notte,

tendo a sognare…