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Dopo San Valentino

By Poesia No Comments

Mi chiedono ancora

di scrivere d’amore… I

Io mi guardo le mani,

così macchiate dell’inchiostro

della condivisione, che paiono sporche

e rattrappite se ne stanno,

senza più donare.

E poi c’è questa polvere di mummia,

che mi affanna il morto cuore.

Se lo scuoto, il cuore, fa un bel suono,

come di pioggia, come uno scroscio.

Ma il sangue vi scorre silenzioso,

non partecipando, ahimè,

dell’umore caldo di altro cuore.

Accarezzo distratta i tuoi casti capelli

di bambola vecchia, che so bianchi,

ti massaggio i palindromi dolori,

che rincorro con le mani

e ti addormento e tu rimani…

 

Di prima mattina

By Poesia 2 Comments

Non mi vedo più

da nessuna parte.

La casa buia

a limitare il caldo

e solitaria.

Tu che, come un gufo,

giri in giro muto

il capo incanutito,

io, come un sacco

svuotato,

la miseria dei miei seni…

E vado come posso

e sfioro i muri,

lieve il mio deambulare,

polveroso.

Intanto il giorno cresce

e cresce dentro me

un urlo che fa male.

 

Avanzi di un’antica passione (lipogramma in R)

By Poesia 2 Comments

Senza di te, le tue piccole abitudini

a volte così moleste, ma così tue,

il tuo passo dolcemente claudicante,

io non vivo più, mio dinamico peluche,

caldo mite animale.

Tu mi disegni la casa,

i suoi spazi con invisibili segnali,

sei qua, sei stato là, tu ci sei

anche quando te ne vai.

Non mi lasci mai, ti odio a volte,

quando ambiguamente non sai

se mi ami o non mi hai amato mai.

Ma menti, io so che menti,

me lo dice la tua mano che intanto

mi tocca come se con le dita

mi baciasse tutta e non mi lascia scampo.

Mi mangi, ti mangio,

stiamo al caldo insieme in questo letto

cui la vita scivola sotto

e tutto il bene e tutto il male

è insieme unico e banale.

 

Dai tetti

By Poesia No Comments

Mancava un giorno

alla luna fragola

e il caldo di Venezia

mi era scoppiato dentro

fragoroso.

Tutto era sospeso,

dentro e fuori  di me,

come il fiato della luna

ed avrei pianto di paura.

Perché mi faceva male,

amore, vedere, come un dio,

tutto dall’alto,

ma non sapere niente

del futuro.

La primavera di Carlo

By Poesia 4 Comments

Il bacio

Un giorno mi baciasti

con la tua bocca impura,

trovasti una bambina,

il fragile stupore,

l’ostilità dei denti chiusi

a tutto quel piacere…

Portavi i calzini bianchi,

forse a quel tempo usava,

occhiali grossi spessi,

lo sguardo da ingegnere,

paziente intelligenza,

difficile da dire…

E mi cantasti “Zingara”

storpiando le parole,

credo per farmi ridere

e farti perdonare.

E c’era l’erba in fiore,

lassù sulla collina,

lontano, muto, il mare

ed il silenzio spesso,

canti di  vento australe.

Faceva quasi caldo,

avevo le guance rosa,

morivo di paura

e qualcos’altro ancora.

Poi tu te ne andasti,

non lo trovasti il tempo

per insegnarmi a amare…

Tradimento

By Poesia 5 Comments

Manichino nudo con cintura verde

Guardi queste vetrine

sventrate dai saldi,

e dalla tua voglia di cose.

Sai che non ti capisco,

però non ti abbandono,

tu compri le cinture

che mai ti cingeranno

col caldo di due mani

e fai i sorrisi sazi

come durante il sesso.

Sei col vestito nuovo,

ti guardi nello specchio,

la luce dei tuoi occhi

è quella dell’amore.

Supplica al vento dei tre giorni

By Poesia 2 Comments

io-buddha-nel-vento

Girando una pagina

del diario degli anni,

come previsto,

è arrivato il libeccio,

un poco in sordina,

indegno del nome,

or è da due giorni.

Colpi di vento,

sputi di sole,

sul corpo depresso,

ho caldo, poi gelo

e l’anima muore,

fra brividi freddi

e docce al sudore.

Agonia dell’umore,

ma non è colpa mia.

S’io fossi Buddha,

però non lo sono,

sarebbe diverso,

ne sono sicura.

Quel che mi uccide

è una gran delusione.

Aguzzo il mio sguardo,

orbato dell’occhio

che contano terzo,

e sta proprio in centro,

e non vedo niente

che spiani la fronte

o chiami il sorriso

ai lati del labbro

a darmi quell’aria

di ebete astratta

in un cielo sereno

che tanto compiace

chi sa meditare.

Evento del vento,

alato diventa

e portali via,

i miei traditori,

hai un giorno di tempo!

 

 

Il vascello

By Poesia 2 Comments

La polena.jpg

Hai visto, tu, nostromo,

com’è passato luglio,

con tutti quei progetti

da ricondurre in porto

fendendo il mare piatto

dell’afa cittadina

nel sole color rame

ed il sargasso infido

di certe ostilità?

Qualcosa è sistemato

qualcosa ancor manca,

noi misuriamo il tempo

sulle provviste d’acqua

e sulla resistenza

a fame, caldo e sete,

poi, verso settembre,

il vento muterà…

La corsa

By Poesia 7 Comments

la multicorsa

 

Tanto non mi muovo.

Quindi sto seduta

e per passare il tempo

penso e invento

e, come al solito

finisco nel delirio.

Fingo di ritornare.

E ci sarà un giorno

giusto nel clima

né caldo né freddo

in cui si aprirà la porta

e tutta l’aria del mondo

mi balzerà incontro

mi stringerà alle gambe

e mi trascinerà fuori

nella corsa del vento

come io facevo un tempo…

Scorrimento lento

By Poesia 3 Comments

Falso fiume

Anni tutti uguali

sono questi,

le stagioni

che non lasciano

un segno, solo

caldo o freddo,

il mio inverno

senza fuoco

nel camino

e  l’estate

senza fiori.

Come un fiume

grigio e lento

scorre il tempo

e la foce

s’avvicina.

Tutto è divenire.