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Vorrei…

By Poesia 2 Comments

Vorrei essere a Sordevolo,

trasportata da una bolla di sapone

e posarmi sul mio cuore tralasciato

nelle strade, nei sentieri del passato,

per sentire con le orecchie di bambina

il silenzio di cotone del mattino,

con il naso l’odorino del camino…

 

Per illustrare questi versi, ho modificato digitalmente una foto di Annamaria Cavalieri, che ringrazio per il prezioso contributo.

 

Il ritorno

By Poesia 6 Comments

Quando manca mezz’ora

alla fine del viaggio

penso alla vita,

alla scatola chiusa

che contiene il futuro:

Ogni volta che l’apri

poi rimani deluso,

se non l’apri non vivi,

ma continui a sognare.

Niente mai fu più bello

di quei sassi di vetro

che, quand’ero bambina,

io trovavo sul mare.

Quelli e qualche conchiglia

io vorrei ritrovare,

la mia gioia promessa,

non la sabbia ed il sale…

 

 

 

Vicino a Cagliari, luglio 2020 (Pausa dal morbo)

By Poesia 4 Comments

Ma i fenicotteri

erano già migrati via

dalla laguna,

come i miei dolci sogni

di bambina.

Fu un’estate febbrilmente

astrusa,

imbibita com’era di speranze

a sera,

niente più morbo e tramonti

rosa,

stemperati nel mare come fa

il pittore,

quando il colore muore

con il sole.

 

L’alba nel vicolo

By Poesia No Comments

Finalmente hanno spento

il lampione. inesorabile occhio

insonne della notte.

Così io potrò vedere

l’alba, timida di intenso

pallore, ancor bambina,

non come l’aurora,

che tra poco si mostra,

così priva d pudore,

oro, porpora e viola.

E scoprire un dipanarsi

d’azzurro sui muri delle case,

spiando dalle saracinesche

semichiuse per non svegliare

quel che dei sogni rimane

fra le ciglia tue deluse.

E vorrei correre alla torre

in ebbrezza di avventura

e urlare, urlare al mare…

 

 

Con questo cielo domani pioverà

By Poesia 3 Comments

Traspaiono le fate

al di là di questo cielo

non azzurro, non sereno,

ma dipinto di mistero.

Ci fu un tempo, da bambina,

in cui credevo per davvero

al dominio di un occulto

sopramondo straniero.

Io vivevo serena

e non temevo,

sicura com’ ero

del potere più grande

della fata madrina

e del trionfo finale

del bene sulle streghe

cattive e sul male.

Ah, come vorrei essere ora

quella pura creatura

e crederci ancora!

 

Vacanze

By Poesia 21 Comments

Nessuna idea

sul tempo che mancava

alla fine dell’estate.

Godevo di quei giorni

verdi e d’oro

e del sonno nel silenzio

della notte montana.

Ero bambina,

erano le vacanze.

Ah, cosa darei

per quella sospensione

così simile all’eterno

adesso che son grande!

La primavera di Carlo

By Poesia 4 Comments

Il bacio

Un giorno mi baciasti

con la tua bocca impura,

trovasti una bambina,

il fragile stupore,

l’ostilità dei denti chiusi

a tutto quel piacere…

Portavi i calzini bianchi,

forse a quel tempo usava,

occhiali grossi spessi,

lo sguardo da ingegnere,

paziente intelligenza,

difficile da dire…

E mi cantasti “Zingara”

storpiando le parole,

credo per farmi ridere

e farti perdonare.

E c’era l’erba in fiore,

lassù sulla collina,

lontano, muto, il mare

ed il silenzio spesso,

canti di  vento australe.

Faceva quasi caldo,

avevo le guance rosa,

morivo di paura

e qualcos’altro ancora.

Poi tu te ne andasti,

non lo trovasti il tempo

per insegnarmi a amare…

Stamattina la rella

By Poesia No Comments

La rella

Pendono gli abiti asciutti

da questa mia rella nera,

che uso per il bucato,

dove impicco

bagnati i miei panni

così si sciupano meno.

Fosse così per la vita

che tu la lavi, la asciughi

e ritorna stirata e pulita!

Poi, quando il vento bastardo,

che ogni tanto investe

Livorno e il mio cuore,

fa correre sulle rotelle

lungo il terrazzo sul retro

l’appendiabiti intero

col suo carico addosso,

io penso alle giostre

di quand’ero bambina,

ai miei sogni sciupati,

alla mia anima a brandelli

e imploro devota il Libeccio

di farmi volare lontano…

Rotoloni

By Poesia 4 Comments

Rotoloni.jpg

Quel che mi piaceva veramente da bambina

era sdraiarmi perpendicolarmente all’erta

e rotolare svelta giù da un prato di collina

ridendo come pazze, io, la sorella e la cugina,

ebbra dell’abbraccio della velocità crescente

e del baluginar di sole in cielo e del profumo verde

dell’erba oppressa dal mio fiero corpicino.

Non tutto andava bene. C’erano i sassi grossi

e i rovi di confine, c’erano i lividi e i graffi,

le sgridate della mamma e i vestitini sporchi,

ma, in fondo al gioco, il premio sempre:

la voglia di rifarlo, salendo un po’ più in cima.

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