Angelo mio per te

By | Poesia | 4 Comments

notte stellata

Sono stata brava

tutto queso tempo

come una bambina

e molto ubbidiente.

Come ogni sera

si sdraia la notte

su un letto di stelle,

nera la veste,

bianca la pelle…

Anche io giaccio

e cerco di dormire

eppure non smetto

di fare quello

che mi hai detto:

“Continua a sperare!”

Come una fiamma

per te resta sveglio,

angelo mio sofferente,

il mio stanchissimo cuore,

ma è un cuore potente.

Il mio cuore calza il 31

By | Poesia | 14 Comments

Scarpetta numero 31

Una sensazione così

l’ho già provata

però ai piedi, non al cuore.

Ero una cara bambina

e ho pagato un prezzo

per un paio di scarpe

che mi piacevano tanto

davvero un po’ alto.

Forse lo meritavo,

quel contrappasso,

anche Dante l’ha detto,

ma  l’avrei scoperto

molto tempo appresso.

Certo, avevo mentito

alla mamma, sulle scarpe

della prima comunione,

un sacrilegio senza confessione.

Erano bianche, col listino

e piccoli fori vi disegnavano

corone di fiori. Unico paio,

il trentuno.

Mi piacevano quelle,

erano corte e strette,

mi facevano male,

a mia madre mostravo il sorriso

e mi fingevo in paradiso.

Ecco, così oggi con te

il mio stupido cuore.

A mio padre (non c’era niente da ridere, ovvero le oscure trame del destino)

By | Poesia | 2 Comments

babbino mio firmato
Quando gli uomini

fumavano le sigarette

perché non sapevano

di riandare alla guerra

dopo aver scampato

una volta la morte

e che il nemico

era invisibile e forte

e sembrava soltanto

qualche colpo di tosse,

il mattino,

ed era virile fumare

e piaceva alle donne

che non potevano farlo,

almeno non per la strada,

figurarsi le mamme,

in quel tempo mio padre

fumava e fumava.

Io ero ancora piccina

e lui, per farmi giocare,

ecco, riempiva la stanza

di anelli di fumo,

oh, meraviglia,

era un mago mio padre!

Mani tese per afferrarli,

corse, baci, risate,

speranze bambine…

Piange la Primavara

By | Poesia | No Comments

Primaverafiorita

In equilibrio

su enormi zeppe

di giunchi intrecciati

rivestite di fiori

caracolla la Primavera.

La potresti incontrare

sui prati

inzuppati di fango,

più donna meno bambina,

coi capelli bagnati

di pioggia

a rimpiangere il sole

del primo mattino.

Con la candida veste

che ha rubato

all’aurora

incollata al suo corpo

tremante di vento

la potresti vedere…

Si siede sul bordo

del fosso, si china

a interrogare le rane

sul destino di morte

di gialle giunchiglie,

degli iris stremati

dei bianchi narcisi.

Si specchia nell’acqua,

la potresti vedere…

Pensa:

“Ero molto più bella

quando l’arcobaleno

mi cingeva la chioma!”

E piange più forte

e tu vedi che piove…

Dov’è Kiki?

By | Poesia | 3 Comments

passerotto

 

Kiki è fuggita:

ha messo le ali

ha aperto la finestra

ed è volata via

fra la verdi vallate

che da bambina

già sognava.

 

Non sai chi è Kiki? Guardami negli occhi e cerca la mia anima…

Non sono i sogni di adesso

By | Senza categoria | 2 Comments

casa antica a como

Qua in strada piove da molto.

Mi gusto l’inverno da fuori

a immaginare il Natale

stretto nel riquadro di luce

delle finestre incantate

per sospirare in silenzio…

Il calpestio sulla neve degli anni,

la ghirlanda volante dei sogni.

Non sono i sogni di adesso,

è tutta una vita che scorre,

i sorrisi miei di bambina,

mio padre, mia madre,

l’amore,

il ritorno degli angeli.

Quanti sogni, donna bionda, infranti!

By | Poesia | 2 Comments

ballerina

Ti vedo, donna bionda,

quando apro la finestra

presto, ogni mattina.

Attraversi la strada,

butti la spazzatura,

ritorni. Intanto cerchi

le chiavi nella borsetta.

Con la schiena ben dritta

e gli stivali un po’sciupati

percorri la discesa

del garage

con i piedi divaricati,

un passo un po’ da ballerina.

“Chissà se danzerà,

la mia bambina?”

ti domandi pensando

al suo tutù di carnevale

e pensarlo ti fa male.

 

 

 

 

 

Nel sacco dei sogni

By | Poesia | No Comments

danzatricedizuccheroconpoesia

 

O giornalista o ballerina…

ma che capivo

io di me? Non so.

Ero soltanto

una bambina.

 

Questi versi per parlare un po’ di me. La danzatrice è una mia operina di arte effimera, creata con un pizzico di zucchero e l’aiuto del mio dito indice sul tavolo di cucina, bevendo il primo caffè del mattino.